Garanzini: "Calcio? Nessuna corsia preferenziale e riaprire troppo presto potrebbe essere un peccato mortale"

06.04.2020 15:30 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Garanzini: "Calcio? Nessuna corsia preferenziale e riaprire troppo presto potrebbe essere un peccato mortale"

Nel suo editoriale per La Stampa, Gigi Garanzini ha parlato dell'eventuale ripartenza del calcio spiegando che non dovranno essere commessi determinati errori: "Dice Aleksander Ceferin che c’è tempo fino all’estate per ricominciare e concludere la stagione calcistica. Dice invece Ilaria Capua che del virus non ci libereremo prima. L’uno è presidente dell’Uefa, l’altra una virologa di fama mondiale. È evidente che per noi calciomani un rispettoso, anche affettuoso «crepi l’astrologo» va alla scienziata, non al dirigente. Ma è ancor più evidente che tra le due eventualità prospettate ballano almeno due se non tre mesi, visto che a concludere i campionati nazionali mancano mediamente una decina abbondante di giornate e le Coppe sono sospese tra gli ottavi e i quarti. Ci sarebbe poi, visto che ci siamo, il problema del pubblico. Ma qui Ceferin ha tagliato corto, sostenendo che in tempi di emergenza le porte chiuse sono una possibilità: senza stare a specificare che la rinuncia agli incassi sarebbe certamente dolorosa, ma quella ai diritti televisivi addirittura esiziale. Come andrà a finire lo scopriremo vivendo. Speriamo. E continuando a starcene a casa. Pronti, anzi prontissimi a ricominciare con la dose quotidiana di pallone che sarebbe il miglior antidoto di massa ai claustrofobi in cerca di evasione. Ma non senza un paio di riflessioni. La prima, da cittadini, è che tra le tante imprese, grandi e piccole, travolte dalla tragedia l’impresa-calcio non debba godere di corsie preferenziali: mettersi in coda semmai, visto come si è amministrata in questi anni. La seconda è che il calcio nazionale e internazionale già si è macchiato del peccato (veniale?) di aver chiuso troppo tardi. Riaprire troppo presto sarebbe peccato mortale".