Fiorentina, Paratici: "Rugani? quando eravamo alla Juventus sapevamo l’affidabilità e il livello che aveva, ha giocato finali di Coppa Italia, di Supercoppa, partite decisive in campionato e Champions"
Fabio Paratici ha rilasciato le prime dichiarazioni da nuovo Ds della Fiorentina. Da Rugani e Goretti passando per l'evoluzione del calcio italiano in questi ultimi anni: "Colgo l’occasione per ringraziare la Fiorentina per la grande opportunità che mi sta regalando. Ringrazio il Tottenham, che mi ha dato l’opportunità di vivere 5 anni meravigliosi in Premier League, mi ha fatto sentire a casa e mi ha aspettato in momenti difficili, e ora mi ha permesso di venire alla Fiorentina. Ho scelto di venire alla Fiorentina il 15-16 dicembre, la Fiorentina aveva 6 punti. Alessandro Ferrari è venuto a Londra a incontrarmi e ho deciso in quel momento di venire qui: una situazione che poteva sembrare da incosciente e invece è solo una scelta coraggiosa. Quando uno fa una scelta coraggiosa è perché valuta e pondera le varie motivazioni per cui la fa: nel mio caso ho pensato che la Fiorentina abbia una grandissima proprietà, ha delle infrastrutture di primissimo livello nel mondo, non solo in Italia. Ha in gruppo di persone con cui mi sono sentito in simbiosi, ha una città che è un brand internazionale da rispettare e portare in giro per il mondo. Dopo essere stato in Premier so quanto contino queste cose, ho deciso che era il momento giusto per tornare in Italia, lo faccio con grandissimo entusiasmo e credendoci moltissimo, Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, ma oggi dobbiamo concentrarci su quello che siamo. Dobbiamo assolutamente accettare che per i prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato e soffrire per salvarci. Tutto l’ambiente deve capire che da oggi all’ultima giornata si deve essere concentrati, cattivi e determinati per uscire da questa situazione. Obiettivi? La risposta non è ‘Arriverà in Europa’ o ‘Arriverà in Champions’, le cose si costruiscono in fasi.
Oggi dobbiamo essere realisti e stare sul pezzo tutti insieme per tirarci fuori da questa situazione, da cui non usciremo in un mese. Per il futuro immagino una squadra attrattiva, stimolante per i tifosi e l’opinione pubblica: che sia internazionale. Il calcio è un mondo molto dinamico, credo sia quello che si muove più velocemente insieme a quello della moda. Bisogna tenersi aggiornati e stare dietro ai tempi, se pensiamo che 15 anni fa l’Udinese era tra i primi 4-5, ora ci sono Atalanta e Bologna che hanno fatto grandi cose, queste realtà si sono adeguate con i loro modelli a queste novità. Noi cercheremo di avere il nostro modello e di non scimmiottare nessuno, ma di sapere cosa vogliamo dalla società e dal nostro modello per cercare di seguire i risultati che abbiamo in testa di avere. Goretti ha tutta la mia stima, ha fatto già le sue esperienze facendo bene, è competente, leale e schietto. Spero di potergli dare una mano mettendo a disposizione la mia esperienza, come è successo nel nostro gruppo di lavoro alla Juventus: uno dei nostri orgogli è l’aver formato persone che hanno avuto modo di continuare con questo tipo di lavoro. Roberto sarà il mio braccio destro, poi Lorenzo Giani sarà il capo scouting. Sono professionisti di alto livello, sono felice di poterci lavorare insieme, con Giani sono quindici anni. Rugani è un ragazzo serio e di spessore, ha avuto grandi esperienze. Lo conosco molto bene e secondo me è sottovalutato, quando eravamo alla Juventus sapevamo l’affidabilità e il livello che aveva, ha giocato finali di Coppa Italia, di Supercoppa, partite decisive in campionato e Champions… È un ragazzo molto serio e ha davanti anni in cui può togliersi tante soddisfazioni“.
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