Eredità Agnelli, chiesto il processo per Elkann e Ferrero: i possibili sviluppi
La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Torino nei confronti di John Elkann e di Gianluca Ferrero (presidente della Juventus) nell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo potrebbe influire sull’evoluzione del procedimento.
Come riporta Il Corriere della Sera, dopo l’imputazione coatta disposta dal gip Antonio Borretta per due ipotesi di dichiarazione fraudolenta, nonostante la richiesta di archiviazione dei pm, l’11 febbraio un altro gip, Giovanna Di Maria, si pronuncerà sull’istanza di messa alla prova presentata da Elkann per la presunta truffa ai danni dello Stato. Un percorso che punta all’estinzione del reato, reso possibile dal versamento di 183 milioni di euro all’Erario, ma che potrebbe comunque essere respinto.
L’imputazione coatta difficilmente modificherà la linea dei pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti, che al termine dell’udienza preliminare potrebbero tornare a chiedere il proscioglimento di Elkann e Ferrero. Ai due viene contestato, in concorso, di aver presentato dichiarazioni fraudolente per gli anni d’imposta 2018 e 2019, inducendo in errore il notaio svizzero Robert Urs Von Gruenigen, la cui posizione è stata archiviata.
Spetterà ora alla Suprema Corte valutare se l’imputazione coatta sia “abnorme”, come sostiene la difesa. Per il secondo filone dell’indagine, relativo alle imposte di successione, Ferrero ha chiesto di patteggiare un anno, convertito in una sanzione di 73 mila euro senza pene accessorie: la decisione è attesa il 21 gennaio. Una vicenda che, in caso di dibattimento, potrebbe avvicinarsi al rischio di prescrizione.
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