Juventus, mercato con prudenza: qualità sì, sprechi no, il caso Chiesa

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di Massimo Pavan

Juventus, mercato con prudenza: qualità sì, sprechi no

La Juventus non può e non deve accontentarsi. Il club bianconero è chiamato a rinforzare la rosa, individuando profili in grado di aumentare la qualità della squadra a disposizione di Luciano Spalletti. Tuttavia, il mercato non può essere affrontato con leggerezza: le risorse sono limitate e non è più possibile permettersi errori o investimenti sbagliati come avvenuto in passato.

Serve quindi un approccio estremamente prudente, ma allo stesso tempo lucido e mirato. La Juventus deve valutare i calciatori per il loro reale valore, sia tecnico che fisico, utilizzando il budget in modo razionale e sostenibile. Ogni operazione dovrà essere ponderata nei minimi dettagli.

Federico Chiesa, ritorno possibile ma solo a certe condizioni

In questo contesto, il ritorno di Federico Chiesa può rappresentare una soluzione interessante, ma attenzione a non farsi illusioni. L’operazione avrebbe senso solo a determinate condizioni, molto precise e non negoziabili.

La Juventus potrebbe valutare Chiesa esclusivamente con la formula del prestito con diritto di riscatto, così da poter testare la sua idoneità fisica, il rendimento e l’impatto nel contesto bianconero. Qualsiasi altra soluzione comporterebbe un rischio eccessivo.

Pensare di acquistare Chiesa a titolo definitivo per 12-15 milioni di euro sarebbe infatti un azzardo, soprattutto considerando che la Juventus si era separata dal giocatore appena un anno fa per circa 13 milioni, non per limiti tecnici, ma per le problematiche fisiche riscontrate nel corso della stagione.

Operazione fattibile solo a condizioni vantaggiose

Il punto è chiaro: la Juventus deve valutare attentamente questo aspetto. Chiesa può tornare solo se l’operazione è davvero conveniente. Le condizioni ideali sono una sola strada possibile: prestito con diritto di riscatto.

Se queste condizioni non ci sono, non esistono alternative. Solo così l’operazione può essere considerata sostenibile, intelligente e coerente con la nuova linea del club. In caso contrario, la Juventus dovrà guardare altrove, senza farsi condizionare dal nome o dal passato del calciatore.

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