Di Gennaro a TMW Radio: "Chiellini? Non so se sia una cosa grave per come l'ho visto uscire"

17.06.2021 20:00 di Benedetta Demichelis   vedi letture
Di Gennaro a TMW Radio: "Chiellini? Non so se sia una cosa grave per come l'ho visto uscire"
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Antonio Di Gennaro ha parlato a Stadio Aperto su TMW Radio: "Sorprende la continuità di risultati, di gioco, di mentalità che Mancini ha creato da tempo coi suoi giocatori. Ultimamente non subiamo neanche gol, questi equilibri servono a dare ancora più consapevolezza. Purtroppo è stato perso Chiellini, anche se non so se sia una cosa grave per come l'ho visto uscire. Noi siamo lì, cerchiamo di fare un bel gioco ed essere i migliori. Domenica penso ci sarà qualche cambio, ma penso non più di quattro-cinque e in passato non si è vista una grande differenza".

Verratti quanto è importante?

"Visto l'infortunio servirà fare attenzione, comunque credo stia bene. Barella, con Jorginho, mi sembra il vero insostituibile del centrocampo. Oltre a catalizzare il gioco, guida tutti i compagni".

La delusione è stata la base di costruzione?

"C'è un entusiasmo clamoroso. Non dobbiamo rinnegare niente, con un certo calcio abbiamo vinto Mondiali ed Europeo, ma ora si vede un gioco diverso. Ha stravolto la mentalità, creando una squadra completa, che si rifà al calcio spagnolo che vuole dominare il gioco, recuperando palla subito una volta persa. Questo gruppo si diverte sempre, anche in allenamento. C'è lo spirito di voler tornare ai livelli nostri".

Il Belgio ha ritrovato De Bruyne?

"Che qualità. Si è visto nella finale di Champions quanto abbia fatto la differenza la sua assenza. Ma come giochiamo noi, per ora, nessuno".

Come giudica l'addio di Gattuso alla Fiorentina?

"Incredibile. Ho letto di un problema di commissioni troppo elevate per i giocatori che Mendes voleva portare alla Fiorentina. Da profano dico che Gattuso è un uomo di Mendes, uno di quelli che gestiscono il calcio con Ramadani e Raiola: il suo modo di lavorare è conosciuto. Se poi fossero davvero 40 milioni, beh, vorrei capire per bene, perché sarebbe improponibile, si parlerebbe di un calcio in cui non ci riconosciamo più. La Fiorentina deve comunque fare un mercato importante, lo diciamo già dall'anno scorso. Devono spendere bene, su giocatori di livello".

Che idea sul sostituto?

"In un momento di poca tranquillità uno come Ranieri può davvero restituirtela quasi con certezza. Credo a Firenze siano un po' tutti sconcertati".

E il possibile addio di Antognoni?

"Si parla di un simbolo. Proporgli le giovanili significa quasi dirgli arrivederci, che mi sembra la stessa cosa fatta a Dainelli. Non sono ruoli che competono loro... Qualcuno magari ci spiegherà per bene, serve un gruppo di lavoro che centri gli obiettivi che la storia di questa città merita".

Bisogna credere sui settori giovanili?

"Sì, è sempre stato importante crederci, anche con l'aiuto di dirigenti che siano competenti. C'è anche l'esempio di Sassuolo, dove si sono visti i frutti della pazienza che il club ha avuto con il proprio allenatore, lasciandolo puntare sui giovani. Uno dei messaggi iniziali l'ha lanciato Mancini, d'altronde è uno che ha esordito a 16 anni