Criscitiello: “De Laurentiis non sottovaluti un problema al Napoli”

Criscitiello: “De Laurentiis non sottovaluti un problema al Napoli”TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve

Michele Criscitiello su Sportitalia.com, parla della scelta di Allegri al Napoli.

Doveva guidare il Napoli già la scorsa stagione ma poi ci fu la pace inaspettata tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis.

Questa volta, un anno dopo, ci siamo. Vincenzo Italiano rischia di rimanere con il cerino in mano e Aurelio aveva fretta di fare l’allenatore prima delle vacanze. Allegri è quello giusto. Non è Conte ma non è neanche Italiano.

Gli ultimi risultati e le aspettative del Napoli

Gli ultimi risultati non lo premiano, il suo calcio è ormai datato ma a Napoli potrebbe bastare per quelle che sono le pretese del Presidente. Non spendere cifre folli, rientrare degli investimenti e consolidare un piazzamento in Champions facendo una discreta figura in Europa.

Il nodo della preparazione atletica e dello staff

Il vero problema è che De Laurentiis dovrebbe approfondire il mondo di Massimiliano Allegri. Max è rimasto “vecchio” e soprattutto nel suo staff ha professionisti che sulla preparazione atletica non si sono mai aggiornati. Non sono coincidenze i cali che puntualmente deve affrontare nel corso di una stagione. Eppure, al Milan, quest’anno aveva solo una competizione. A Napoli dovrà giocare ogni tre giorni. I metodi dello staff di Allegri sono vecchi e obsoleti. Il calcio è cambiato, si è evoluto ma i suoi Prof sono rimasti a 10-15 anni fa. Abbiamo una miriade di dati ma se non sappiamo leggerli o usarli servono a poco. La metodologia è cambiata ma ad essere cambiati sono anche i calciatori e il fisico dei ragazzi. Bisogna correre ma soprattutto bisogna gestire meglio i tempi di recupero e la metodologia è fondamentale per prevenire gli infortuni. Altro tema molto delicato che quest’anno ha condizionato la stagione del Napoli e anche del Milan.

Un calcio considerato poco innovativo

Allegri è un ottimo gestore di campioni ma a livello tattico è vecchio e le sue idee sono meno innovative di molti allenatori di serie B e serie C. Non è un’offesa ma un dato di fatto. In Italia stanno emergendo i giovani per i nuovi metodi di allenamento e gestione. Fabio Grosso, Alberto Aquilani, Ignazio Abate, Giovanni Stroppa e tanti altri. La qualità c’è ma spesso è nelle categorie inferiori o nei piccoli club che devono provare a salvarsi e i rispettivi mister non hanno la possibilità di esprimersi a pieno per paura del risultato.