Condò: "Pallone d'Oro, era l'anno di Van Dijk. Messi e Ronaldo meritavano terza e quarta posizione"

03.12.2019 10:10 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Condò: "Pallone d'Oro, era l'anno di Van Dijk. Messi e Ronaldo meritavano terza e quarta posizione"

Paolo Condò, giornalista della Gazzetta dello Sport e tra i votanti per il Pallone d’Oro, ha spiegato sulla rosea i suoi voti e le motivazioni: “Nel risultato, nella qualità del gioco espresso e nelle montagne scalate per arrivare in cima a piantare la bandiera, la vittoria del Liverpool in Champions League è stata senza dubbio la storia calcistica del 2019. Ammirato dall’impresa della squadra di Jurgen Klopp, non ho mai pensato a un giocatore che non fosse “red” come mia (prima) preferenza per il Pallone d’oro; ma è proprio qui che cominciavano i problemi, visto che l’omogeneità del team aveva costretto gli amici di France Football a inserire ben 7 di loro fra i 30 candidati ufficiali. Detto che Alisson aveva i titoli migliori, potendo aggiungere alla Champions la coppa America vinta col Brasile, gli organizzatori del premio mi hanno tolto dal solito imbarazzo di votare un portiere — già provato nel tempo con Neuer e Buffon — istituendo un giusto riconoscimento ad hoc per il quale non ho avuto tentennamenti (dietro ad Alisson ho votato Ter Stegen e Oblak).

Per il Pallone d’oro “vero” restavano quindi sei candidati: la mia scelta è caduta su Virgil Van Dijk perché in un calcio sempre più schierato con le ragioni degli attaccanti erano molti anni che non si vedeva un difensore così dominante. La leadership dell’olandese, il record dei dribbling sventati, la sua capacità di difendere in campo aperto anche in inferiorità numerica — situazione frequente per una squadra votata all’attacco come il Liverpool, che se la può permettere proprio perché Van Dijk la protegge — persino l’abilità realizzativa ribadita sabato con la doppietta al Brighton ne hanno fatto l’uomo dell’anno.

Naturalmente il verdetto del campo è sovrano, e quindi viva il Tottenham capace in modo rocambolesco di arrivare all’ultimo atto (bravissimo Son, lui e Hazard le esclusioni dal quintetto che mi sono costate di più). Però la «mia» finale, quella che avrebbe fotografato al meglio la stagione di Champions, era Liverpool-Ajax: in ossequio a questa convinzione, dietro a Van Dijk ho piazzato un altro olandese, Frenkie De Jong, portentoso timoniere 22enne di una squadra capace di vincere dominando in casa del Real Madrid e della Juve.

Capitolo Messi e Ronaldo: a mio parere, i due “mostri” quest’anno non meritano più di terza e quarta posizione, perché ho poco da eccepire sul loro rendimento personale (a parte l’ultimo pallido mese di Ronaldo) ma le squadre che guidano si sono limitate a vincere da lontano i campionati nazionali. In Champions hanno deluso: la Juve di Ronaldo perché è uscita troppo presto rispetto alle aspettative, il Barcellona di Messi perché è nuovamente crollato in una notte da incubo (gli era già successo a Roma l’anno scorso e a Parigi due anni fa, anche se quella gara d’andata venne incredibilmente rimediata al ritorno). La vittoria in Nations League mi ha fatto propendere per Cristiano nell’assegnazione del bronzo, visto che Leo con la Seleccion ha incassato l’ennesima sconfitta. Detto questo, ribadisco la convinzione che Messi sia senza discussione il miglior giocatore del mondo, e che a fine carriera ci chiederemo se porlo oltre Maradona e Pelé nella graduatoria del più grande di sempre. Nel suo caso il Pallone d’oro non è mai rubato; ma il criterio principe del trofeo — prestazioni individuali e collettive nell’anno in questione — nel 2019 per me portava altrove.

Infine, il quinto posto: ci stava bene un altro uomo del Liverpool, a rimarcare la superiorità della squadra, e trovo che stavolta sia stato Mané a fare qualcosa in più di Salah. Senza brillare, ma è pure arrivato secondo con il Senegal in coppa d’Africa: l’avesse vinta, chissà”, ha concluso Condò.