Como, Fabregas: "Non faccio fatica a non guardare la classifica, abbiamo le idee chiare e sappiamo dove vogliamo andare"
Il tecnico del Como Cesc Fabregas commenta così a DAZN la largsa vittoria contro il Torino:
Mister, è arrivata la vittoria più importante della storia della Serie A del Como, la più larga per 6-0. Ha detto spesso che la classifica non si guarda, però a meno due dal quarto posto in questo momento forse si fa un po' fatica a non guardarla...
"No, si fa un po' di fatica per chi non ha le idee molto chiare e sa dove vuole andare e come vuole fare le cose. Per me sono molto tranquillo. Sappiamo chi siamo, sappiamo da dove arriviamo e questo è molto importante. Questo è un percorso, un'altra vittoria. Bravi ragazzi perché hanno capito l'importanza della partita. Dobbiamo continuare, non c'è tempo di pensare, di riposare. C'è un'altra partita molto importante martedì in Coppa Italia dove vogliamo fare bene e dobbiamo continuare sempre".
Dalla panchina sembrava quasi una normalità avere in mano la situazione, un continuo controllo del gioco in verticale. Era la stessa sensazione che avevate voi?
"Questo è un po' l'obiettivo. Dipendendo da quello che fa l'altra squadra - blocco basso, blocco medio, blocco alto, uomo a uomo, aggressività o più copertura - noi dobbiamo stare preparati per tutto. Oggi era una partita dove loro facevano un uomo a uomo in blocco alto, però era un uomo a uomo che lasciava tanto spazio indietro con il mezzo spazio. Non era una partita tanto per avere il possesso, ma per attaccare. La partita della Lazio, per esempio, era molto più di palleggio, palleggio, palleggio e trovare l'imbucata, trovare il momento giusto per arrivare. Penso che la squadra continua a crescere e per questo parlo sempre del percorso, della continuità, della stabilità del messaggio, della strada tutti insieme, capendo il calcio della stessa maniera. Secondo me è così che si crea una squadra che vuole continuare a fare dei passi in avanti".
E ancora: "Loro hanno fame e voglia, è vero. Però una cosa è la sensazione e l'altra è la realtà: arrivano tutti o al primo anno che stanno facendo il professionista o al secondo anno di professionista. Questo, chi ha giocato a calcio, ti dice la difficoltà. E non è solo uno, non sono due, non sono tre, sono nove giocatori che sono al primo o secondo anno di professionista. Alcune volte non ci rendiamo conto di questo. Però siamo tranquilli, sereni, umiltà, piedi per terra e continuare sempre".
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