Dal grande caos rispunta Mancini ma c'è anche Motta

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di Fabio Moretti
La FIGC vive ore di grande confusione. Dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo spunta Thiago Motta, mentre Mancini e Conte restano in corsa.

Quella che avrebbe dovuto essere la giornata della scelta definitiva del nuovo commissario tecnico si è trasformata nell'ennesimo capitolo di una vicenda caratterizzata da cambi di scenario, candidature, smentite e colpi di scena. Alla fine, oltre ai nomi già conosciuti, è emersa anche una nuova ipotesi: Thiago Motta, la rottura con la Federazione ha modificato completamente gli equilibri interni, costringendo Giovanni Malagò a rivedere piani che sembravano già definiti. Da quel momento è iniziata una frenetica ricerca di alternative, con il rischio di trasmettere all'esterno l'immagine di una Federazione senza una direzione precisa.

Mancini resta il favorito, ma non basta

Nella lista delle preferenze personali di Malagò continua a esserci Roberto Mancini, l'ex commissario tecnico rappresenterebbe la soluzione più immediata grazie all'esperienza internazionale e alla conoscenza dell'ambiente azzurro, tuttavia il suo ritorno continua a dividere e, soprattutto, non sembra essere riuscito a mettere tutti d'accordo all'interno della Federazione. Anche Antonio Conte è rimasto a lungo sul tavolo, la sua candidatura sarebbe stata sostenuta da Giorgio Chiellini, ma diversi ostacoli hanno complicato l'operazione. Da una parte la necessità di convincere un allenatore dal carattere forte e dalle richieste importanti, dall'altra l'impossibilità per Chiellini di lasciare il proprio ruolo nella Juventus per assumere un incarico federale.

Ecco perché spunta Thiago Motta

Nel momento di maggiore incertezza è emerso il nome di Thiago Motta, l'ex allenatore della Juventus rappresenterebbe una soluzione diversa rispetto ai candidati più esperti. Conosce l'ambiente azzurro, ha già lavorato ad alto livello e, dopo la fine della sua esperienza in bianconero, è attualmente libero da nuovi incarichi, resta però una candidatura che fino a pochi giorni fa sembrava lontanissima dai radar federali e che alimenta ulteriormente la sensazione di una ricerca ancora aperta.