Bucciantini: “Mancato rispetto del minuto di silenzio per Mazzola? La sanzione è arrivata, doveva esserci. Vorrei che ci fosse proporzione e intelligenza quando…”
La Juventus è stata sanzionata dal giudice sportivo con un'ammenda da 10 mila euro per il mancato rispetto da parte di alcuni tifosi del minuto di silenzio in ricordo di Sandro Mazzola. La sanzione è stata attentata anche perché la società ha subito stigmatizzato quanto accaduto e anche il resto dello stadio si è dissociato. Di questa faccenda ne ha parlato Marco Bucciantini intervenuto a Radio Sportivo.
Le parole di Bucciantini
Bucciantini si è espresso così in merito al mancato rispetto del minuto di silenzio da parte una porzione ridotta di tifosi della Juventus presenti in curva sud: "Bene, è finita. La sanzione è arrivata, doveva esserci. I provvedimenti di chiusura della curva devono avvenire quando vengono sbandierati gesti senza vergogna, quando ci sono problemi di ordine pubblico che attentano alla serenità delle persone che guardano la partita allo stadio, o quando c'è una protesta di una violenza forte sul tessuto sociale di un paese. Per esempio, io su questo sono d'accordo. Questa cosa qui è avvenuta più nel campo dell'umanità. Cerco sempre una proporzione e una logica tra i reati e i provvedimenti. Uno può sbagliare, ma la chiusura degli stadi serve se c'è un problema di minaccia o di attentato alla serenità delle persone, o se ci sono comportamenti violenti. Sono d'accordo quando abbiamo deciso di punire le contestazioni che vanno sul razzismo, su temi di tenuta e di riconoscimento sociale di un paese. Questa vicenda, secondo me, rientra in un altro fatto: la condanna più grossa è averla mostrata, averne parlato in questo modo e aver detto "non si voltano le spalle alla storia del calcio", ma è una cosa umana. Tra l'altro vi dico anche una cosa sulla chiusura delle curve degli stadi: la chiusura di una curva è togliere un diritto a tante persone che se lo sono pagato, quando ormai c'è la possibilità di essere precisi nei provvedimenti. Tu pensa, in questo caso non ha nemmeno senso, perché non è un tipo di protesta che può portare a quella conseguenza: può portare a vergognarsi un po' di quello che è successo. Vorrei che ci fosse proporzione e intelligenza quando si parla di queste cose".
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