Bocca (Repubblica): "C'è ancora vita sotto il pianeta Juve"

Bocca (Repubblica): "C'è ancora vita sotto il pianeta Juve"TuttoJuve.com
© foto di Federico Gaetano
lunedì 21 maggio 2018, 06:45Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Fabrizio Bocca si è espresso sull'esito del campionato sulle pagine del suo blog. Ecco le parole del giornalista de La Repubblica: "L’Inter torna in Champions League dopo esserne rimasta fuori per sei anni consecutivi. Lo fa sorpassando la Lazio proprio sul filo di lana. La squadra di Inzaghi ha ceduto proprio all’ultimo e alla fine paga il gol di Vecino, che all’interno di una partita - e forse di una stagione addirittura - fin troppo grigia segna un gol pesantissimo. Che passerà alla storia di questo anno anche più dei 29 di Icardi. Che comunque affianca Immobile, e diventa capocannoniere insieme a lui.

La stagione dell’Inter è stata molto controversa. Non aveva coppe internazionali, c’è stato un momento in cui si era persino parlato di scudetto, ma poi aveva fatto un po' come il gambero. Dopo aver trovato un certo assetto e soprattutto qualità nei suoi migliori giocatori (da Icardi a Perisic, fino a Rafinha), aveva subìto la botta della sconfitta in casa col Sassuolo. E’ stata la Lazio stessa a resuscitarla col pareggio di Crotone. L’Inter poteva solo vincerla questa partita. La Lazio dopo esser stata a un passo dalla qualificazione si è quasi autoeliminata col rigore di De Vrij su Icardi e l’espulsione di Lulic.

Si parlerà a lungo del caso De Vrij. Il giocatore olandese che ha già firmato per l’Inter, e la cui opportunità di farlo giocare era stata oggetto di illazioni e sospetti. Sfortuna ha voluto che De Vrij stesso provocasse il rigore su Icardi con un fallo troppo impetuoso. Ovviamente quanto è successo porta benzina al fuoco acceso da sospettosi e malpensanti. Il problema di De Vrij è solo quello di essersi preso la responsabilità di giocare una partita difficile che personalmente gli poteva costare moltissimo. E infatti ha chiuso tra le lacrime, non credo che possa essere contento nonostante il rigore provocato da lui contribuisca a mandare l'Inter e lui stesso in Champions. E' stato un caso assurdo, un caso limite, fino all'ultimo istante e all'ultima conseguenza.

La Lazio era in vantaggio sull’Inter, stava per arrivare in porto, ma non ha avuto il perfetto controllo della situazione. E non è la prima volta che accade in stagione, a questi livelli bisogna essere perfetti e non si perdonano errori. Il portiere Strakosha ha sbagliato un rinvio che poi ha dato origine all’azione del rigore, Lulic che fino a quel momento aveva fatto una partita perfetta ha lasciato la Lazio in dieci per un fallo assurdo a centrocampo. Di fondo c’è anche che la Lazio - che per tutta la stagione si è lamentata di arbitraggi e moviole in campo (Var) - proprio nel momento decisivo della qualificazione alla Champions League ha trovato l’Atalanta che lottava per l’Europa League, il Crotone che lottava per la salvezza, e l’Inter che teneva alla Champions  almeno quanto i biancocelesti. La stagione della Lazio è stata quasi perfetta, peccato solo l’amarezza che le tocca nel finale.

Insomma alla fine all’Olimpico ha fatto festa l’Inter. Icardi diventa capocannoniere, e trova quella Champions League cui non ha mai partecipato. Non ci fosse riuscito forse adesso si parlerebbe di divorzio, invece l’attaccante argentino - che comunque deve crescere ancora molto e diventare più leader in campo di quanto già non sia - può  essere proprio, adesso, il pilastro di ricostruizione di una grande squadra.

Luciano Spalletti non avrà fatto forse una stagione perfetta, ha condotto l’Inter alla sua maniera sollecitandola molto dal punto di vista nervoso. Alla fine può attaccarsi alla giacca la medaglietta di una squadra che si era perduta e che dopo troppo anni ritrova una collocazione degna della sua storia in Europa. Spalletti è un allenatore spigoloso di carattere, talvolta insopportabile, ma indubbiamente bravo e capace.

In Champions vanno Juventus, Napoli, Roma e Inter. Quattro big, una squadra ciascuna dalle principali città italiane. C'è ancora vita, a quanto pare, sotto la Juve,  il calcio è in fermento non solo a Torino".