Bellinazzo: "Addio Marotta? La Juve era ad un bivio. 100 milioni di squilibrio, così Agnelli ha deciso di tentare impresa unica in Italia. Presidente va ammirato, non ha scelto linea prudenziale del dg, ma sfida e aggressione al mercato"

02.10.2018 01:45 di Redazione TuttoJuve Twitter:    vedi letture
Bellinazzo: "Addio Marotta? La Juve era ad un bivio. 100 milioni di squilibrio, così Agnelli ha deciso di tentare impresa unica in Italia. Presidente va ammirato, non ha scelto linea prudenziale del dg, ma sfida e aggressione al mercato"
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Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, ha affrontato il caso Marotta nella trasmissione di Sportitalia Monday Night. Tuttojuve.com ha ripreso il suo lungo intervento: "Faccio fatica a parlarne, perchè al di là della stima professionale, c'è un'amicizia che mi lega a Beppe, che ritengo essere tra i primi cinque dirigenti più importanti al mondo dal punto di vista dell'azienda calcistica. Ma io credo che la Juve abbia fatto questa scelta perchè è arrivata di fronte a un bivio: quel bivio in cui la Juventus è diventata un problema per il calcio italiano, ma il calcio italiano è diventato un problema ancora maggiore per la Juventus. La Juve in questo sviluppo portentoso che c'è nel calcio globale, si trova nella fase in cui o riesce ad agganciare lo sviluppo che c'è, dei big player del calcio globale, lo sport business globale, oppure resterà fuori, significa dover arrivare almeno a 500, 550 milioni di fatturato strutturale. La Juve ora è più o meno attorno ai 400, un po' sopra i 400, è cresciuta da 350 a 400. Sembrano numeri, in realtà dietro c'è la forza di un club e la possibilità di accedere a certi giocatori. Ora la Juve cosa ha fatto? E' passata da 350 a 400 con Agnelli e Marotta, però ha dovuto aumentare molto i costi. Oggi ha una sorta di squilibrio intorno ai 100 milioni, tra quello che incassa e quello che spende. O lo copri con le plusvalenze, con i calciatori, oppure vai in rosso. Infatti questo è il primo bilancio che si chiude in rosso dopo tre in anni in utile e non c'è ancora l'impatto di Cristiano Ronaldo. Ecco qui che s'imponeva l'esigenza di scegliere quale futuro intraprendere. Da una parte c'era quella di mantenere i costi bassi, ma questo significa perdere il treno di questo sviluppo, dall'altra quella di tentare un'impresa unica nel suo genere in Italia, ed è una scelta coraggiosa che sta facendo in questo momento Andrea Agnelli: prendere un giocatore come Ronaldo che avrà un impatto fortissimo sui conti per un paio d'anno almeno - poi magari si lasceranno prima dei quattro anni preventivati -, cercare quindi di agganciare il fatto che Cristiano Ronaldo è una star planetaria; la Juve deve rientrare in un big player planetario, e l'unico modo per aumentare i ricavi è quello commerciale, quindi la Juve deve vincere la Champions l'anno prossimo oppure andrà molto in difficoltà. E Agnelli non ha scelto la linea prudenziale che magari era quella di Marotta, ma la linea della sfida e dell'aggressione al mercato. In questo senso va ammirato".