Barillá: “Non e una sconfitta, è una disfatta, e la prestazione intrisa di buone trame, prima del rigore spartiacque e del crollo, non consola”
Il collega Barillá su La Stampa: Giù la Juventus. In semifinale accede l'Atalanta, avvinghiata al sogno di alzare la Coppa Italia e assicurarsi quel pass europeo che la classifica, nonostante la scalata, promette ma non garantisce. Non e una sconfitta, è una disfatta, e la prestazione intrisa di buone trame, prima del rigore spartiacque e del crollo, non consola: Spalletti tre gol non li aveva mai subiti e la Dea, pur rispettabilissima e competitiva, pur evoluta nel tempo da sorpresa a realtà del nostro calcio, non è comunque il Real Madrid. Bruciano, le dimensioni della caduta, anche perché alimentano rimpianti che valicano i 90': quando Sulemana griffa il raddoppio, mandando in frantumi le speranze bianconere, l'attacco, uscito David, è composto da Conceiçao e Mc-Kennie.
Il tecnico ha spiegato più volte che il texano ha caratteristiche da centravanti, nessuno dubita delle sue intuizioni né della duttilità del calciatore, però sempre di alchimia si tratta. Piangere sul latte versato non serve, riflettere su errori e omissioni si.".
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