Bargiggia: "Al momento Manna al Napoli sembra davvero l'anello più debole. Conte..."
Paolo Bargiggia, giornalista, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli: "Conte via? Non ho detto che andrà sicuramente via. Ho semplicemente fotografato la situazione attuale dentro il Napoli e quale potrebbe essere lo scenario da qui a fine stagione. Non ho certificato un addio, ma da miei informatori vicini agli ambienti del Napoli, al presidente e anche ad ambienti romani, mi hanno raccontato che il presidente è molto, molto arrabbiato per la situazione”.
Arrabbiato per cosa in particolare? “C’è una stagione da portare a termine e quindi è difficile leggere pubblicamente certi stati d’animo. Qualsiasi parola potrebbe essere incendiaria o rompere equilibri molto delicati, soprattutto far saltare i nervi a Conte. Ed è l’ultima cosa che De Laurentiis vuole fare, perché c’è la mannaia della corsa Champions: non entrarci sarebbe molto negativo per le finanze del Napoli”.
Quindi qual è l’idea che sta maturando? “Da quello che mi hanno raccontato, l’idea sarebbe, a fine stagione, di voltare pagina e riaprire un progetto economicamente più sostenibile. Non dimentichiamo che il Napoli negli ultimi tre anni, ma soprattutto negli ultimi due, ha fatto investimenti molto alti: negli ultimi due anni ha speso qualcosa come 390 milioni. È vero che ha fatto anche due cessioni grosse, ma l’anno post Scudetto aveva comunque speso circa 100 milioni. Inoltre ha alzato molto il monte ingaggi”.
Questa scelta sarebbe legata solo ai costi? “È chiaro che un presidente oculato come De Laurentiis non può continuare a caricare il Napoli di costi se poi le entrate non sono proporzionate. E quando i costi sono eccessivi rispetto alle entrate ti bloccano il mercato con gli indici. Oltre al monte ingaggi c’è anche un’età media elevata: inevitabilmente dall’estate in poi dovrà essere acquistato un target di calciatori con un’età anagrafica differente”.
Hai fatto anche dei nomi sul possibile nuovo allenatore. Sono preferenze di Manna o di De Laurentiis? “Da quello che ho capito sono preferenze di De Laurentiis e di qualche operatore di mercato con cui si confronta. In questo momento il lavoro di Manna, anche alla luce delle operazioni fatte, viene visto in modo negativo. Poi penso che tutte le operazioni siano state avallate da Conte, però quando qualcuno deve pagare, di solito pagano i pesci più piccoli”.
Perché parli di valutazione negativa del mercato? “Perché a fronte di tutti questi soldi spesi hai alzato l’età media e hai preso pochissimi titolari. Se togli McTominay e metti Lukaku al posto di Osimhen, di fatto Conte ha vinto lo Scudetto con una squadra che aveva già vinto due anni fa, con McTominay al posto di Zielinski e Lukaku per Osimhen. Sono stati investiti molti soldi e presi giocatori che poi l’allenatore ha ritenuto riserve: mi riferisco a Lang e Lucca, ma anche alle ultime operazioni di gennaio. Venti milioni per Giovane e un riscatto potenziale da venti milioni per Alisson Santos sono due riserve, non titolari”.
Manna rischia davvero una bocciatura? “Sì, oggi sembra l’anello più debole. Conte ha ancora un anno di contratto e quindi devi discutere un’eventuale buonuscita. Manna invece potrebbe pagare per primo. Non so se ha un destino segnato, ma in questo momento è quello che rischia di più”.
Addirittura si parla di un ritorno alla Primavera o a un ruolo diverso? “Il concetto è che oggi sembra quello che pagherebbe. Poi magari tra tre mesi cambia tutto. Ma questa è la fotografia attuale”.
Quali sono i nomi per la panchina? “Da quello che so, in questo momento Italiano e Farioli hanno più o meno le stesse chance nel gradimento. Più indietro c’è De Zerbi. Poi mi hanno parlato anche di un eventuale abbinamento Italiano-Sartori oppure di un apprezzamento per il direttore sportivo Markus Krösche dell’Eintracht Francoforte”.
Il progetto alternativo quale sarebbe? “Fermare questa macchina lanciata verso costi pazzeschi e ripartire con un progetto sostenibile, come era stato nei primi anni con Giuntoli. Prendere un allenatore capace di lavorare con i giovani, fare un calcio più virtuoso per valorizzarli e abbassare i costi. Lo staff di Conte e Conte costano circa 23 milioni lordi all’anno: vi sembra una cosa sostenibile a lungo?”.
Ultima battuta: che scenario immagini? “Io cerco sempre di stare ai fatti e all’attendibilità. Manca ancora un po’ alla fine della stagione, quindi è tutto da scrivere. Però oggi la fotografia è questa: mi hanno raccontato questo e io lo riporto”.
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