Arbitri Avariati
VAR e arbitri nel calcio: l’attacco di Capello e Platini scuote il sistema
Nel calcio moderno non esiste angolo del mondo – nemmeno nei bar più sperduti di Caracas – dove non si discuta di football, arbitri e VAR. Quella che doveva essere una rivoluzione tecnologica per garantire più giustizia in campo si è trasformata, secondo molti protagonisti del gioco, in una fonte continua di polemiche, sospetti e divisioni.
La video assistenza arbitrale, introdotta per aiutare i direttori di gara, ha finito per alimentare contestazioni e illazioni, incidendo profondamente sullo spirito agonistico del calcio. Un tema destinato ad accentuare la frattura tra i veri attori del gioco – calciatori, allenatori e dirigenti – e quella che viene percepita sempre più come una casta arbitrale chiusa.
Capello duro: «Gli arbitri sono una mafia»
A usare parole fortissime è Fabio Capello, che senza mezzi termini ha attaccato il sistema arbitrale dialogando con Marca:
«Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono utilizzare ex calciatori al VAR».
Secondo l’ex allenatore, lo stile arbitrale della Premier League non è esportabile in Italia o in Spagna proprio per una questione culturale. Capello sottolinea come gli arbitri rifiutino l’idea di coinvolgere ex giocatori nella sala VAR, figure che conoscono davvero i movimenti, i contatti e le dinamiche del gioco.
L’esperimento UEFA e i rigori contestati
Capello porta anche dati concreti:
con la UEFA sono state analizzate 20 situazioni da rigore, valutate da ex calciatori e allenatori. Il verdetto è stato netto: solo sei erano rigori reali, 14 no. Ne parla il Giornale.
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