Mondiali: Fuori quattro africane, è la "sindrome dell'ultimo minuto"
(ANSA) - ROMA, 02 LUG - Alte erano le aspettative nei confronti delle squadre africane per i Mondiali. Un entusiasmo sicuramente dettato dalla crescita del movimento, ma che spesso non ha tenuto in considerazione - descrivendo il continente come un "blocco unico" - le differenze tra Paese e Paese, tra federazione e federazione e la strada che ancora da fare per competere fino in fondo nella competizione mondiale. "Sindrome dell'ultimo minuto". È la fotografia, scattata dal quotidiano burkinabè "Aujourd'hui", dello psicodramma vissuto dalle quattro nazionali ai sedicesimi di finale dei Mondiali, eliminate dal torneo subendo il gol decisivo in "zona Cesarini", tra l'86' e il 92'. "Il calcio africano ha bisogno di riflettere sul suo dna mentale", è la chiusa del pezzo pubblicato online dal quotidiano del Burkina Faso. Sono nove su dieci infatti le nazionali africane che si sono qualificate alle fasi eliminatorie del torneo, un numero senz'altro importante. Fino ad ora - aspettando i match di Algeria, Egitto e Ghana - sono cinque le squadre ad aver giocato i sedicesimi e solo il Marocco ha raggiunto gli ottavi, superando l'Olanda ai calci di rigore. Le altre quattro - Senegal, Congo, Sudafrica e Costa D'Avorio - sono state tutte eliminate con dei gol subiti negli ultimi minuti di gioco. Clamoroso quanto capitato al Senegal nella notte: i "leoni della Teranga", in vantaggio per 2 a 0 fino all'86', hanno subito due reti dal Belgio in soli sei minuti. Negli stessi tempi supplementari il gol di Tielemans è arrivato al 125'. Una vera e propria disfatta per la nazionale tra le più forti del continente, che dopo aver controllato la partita ha ceduto fisicamente e psicologicamente proprio sul finale.
Nel mirino, inoltre, i cambi di Pape Thiaw: il ct è finito nel mirino del quotidiano senegalese "Le Soleil", che parla di vero e proprio "incubo". Anche il centrocampista Pape Gueye ha lanciato un accusa allo staff tecnico, affermando di volersi prendere una pausa dalla nazionale finché non ci saranno modifiche. Sorte simile per la Repubblica democratica del Congo, che dopo il gol al 7' ha fatto tremare l'Inghilterra. Il pareggio di Kane è arrivato solo al 75' e il raddoppio nei minuti finali, all'86'. In questo caso tuttavia il giudizio sull'undici di Kinshasa è ben diverso: aver raggiunto i sedicesimi e tenuto sotto scacco una delle nazionali favorite può essere considerato come un successo. Anche la Costa d'Avorio, dopo aver pareggiato con Diallo e aver portato il risultato sull'1 a 1 contro la Norvegia, ha subito il gol decisivo all'86' da Haaland. I media del Paese tendono a sottolineare l'orgoglio per come è stato disputato, ma lamentano un eccesso di ingenuità nelle fasi finali, una mancanza di esperienza che ha causato distrazioni nei momenti decisivi. Il trend era iniziato con la prima partita di una squadra africana ai sedicesimi: il Sudafrica è stato infatti eliminato dal Canada con il gol di Eustaquio al 92'. Un'eliminazione, parafrasando quanto scritto dai media del Paese, arrivata "nel modo più crudele possibile". (ANSA).
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

