Abete: "Percorso elettivo sbagliato. Con Malagò c'è una dimensione di amicizia"

Abete: "Percorso elettivo sbagliato. Con Malagò c'è una dimensione di amicizia"TuttoJuve.com
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di Marco Spadavecchia
L'ex presidente federale: "Dobbiamo capire come valorizzare il talento, la Federazione è entrata in crisi per i risultati della Nazionale maggiore.

"Quando nel 2014 mi dimisi, dopo che l'Italia aveva perso con l'Uruguay ai Mondiali brasiliani, un dirigente federale mi mandò un messaggio per dirmi che il freddo poi sarebbe andato via, citando Vasco Rossi". Parole di Giancarlo Abete, ex presidente Figc oggi candidato sfavorito rispetto a Giovanni Malago, che ha parlato all assemblea elettiva della Federcalcio. "Con Malagò c'è una dimensione di amicizia, nel senso più bello del termine, con storie diverse e passioni uguali. Voglio ricordare anche suo padre Vincenzo, a cui ero veramente affezionato. Quando Gravina mi disse di volersi dimettere, gli dissi di aspettare, di fare un consiglio federale. Mi rispose che non servissi, perché aveva gia deciso. Le critiche successive sono state gratuite. Ora dobbiamo capire come valorizzare il talento, ma dobbiamo ricordare che la Federazione è entrata in crisi per i risultati della Nazionale maggiore. Questo ci deve far riflettere su qualsiasi cosa, quando parliamo di talento e di formatori.

Percorso elezione

"Dobbiamo crescere. Penso sia stato sbagliato il percorso che ha portato a questa elezione – le parole di Abete –. È stato un percorso incomprensibile, in cui i nomi, anche di qualità come quello di Giovanni, servono a non parlare dei problemi. Sarebbe stato molto più serio andare a un tavolo e capire perché, con il 98,7% dei voti, non si fosse riusciti a costruire un progetto vincente, che desse una prospettiva. A quel punto, chi è che avrebbe potuto dire nulla a uno come Malagò? Ritengo che sia stato sbagliato il metodo. E di fronte a questo fatto io ho dato la mia disponibilità a candidarmi, con sacrificio personale, perché ho fatto per anni il presidente, perché ho più di 75 anni e perché sono nel mondo che più riconosco, quello dei dilettanti. Questo è il mio mondo, come lo è la serie C, in cui sono cresciuto".