13 Febbraio 2005: I Drughi tornano in scena

13.02.2009 00:00 di Manuel Magarini  articolo letto 3517 volte
13 Febbraio 2005: I Drughi tornano in scena

Il 13 Febbraio 2005 passerà alla storia per i grandi ritorni. Il teatro dei comeback fu il nostro amato Stadio Delle Alpi, dove in un bel pomeriggio di sole si sarebbero dovute affrontare la Juventus e l’Udinese. Il momento per i nostri ragazzi era stato particolarmente complicato nella settimana precedente, con due cocenti sconfitte contro la Sampdoria ed il Palermo. Erano sorte anche delle pesanti polemiche nello spogliatoio: il continuo scontro Capello-Del Piero ed il duello tra Elkann e Giraudo, per una battuta del primo, che chiedeva qualche “smile” in più nella squadra, mal digerita dall’amministratore delegato dei bianconeri. Almeno la classifica sorrideva ancora alla vecchia signora, prima con 50 punti, ma per nulla al mondo si poteva ancora perdere perché il Milan era dietro di soli 2 punti ed un piccolo passo falso avrebbe stravolto la classifica.

Sir Fabio decide per l’occasione di stravolgere l’assetto di gioco della squadra, schierando un 3-4-1-2 dove nella retroguardia difensiva stazionavano Thuram, Cannavaro e Montero, a centrocampo Zebina e Zambrotta agivano da esterni, mentre in mezzo al campo come partner di Emerson venne scelto Camoranesi. Del Piero partì dal primo minuto come trequartista alle spalle dell’accoppiata Ibra - Trezeguet. La vera arma in più fu però un grosso ritorno: quello dei Drughi che, dopo la bellezza di quasi 9 anni dalla storica conquista bianconera della Champions League datata 1996, rioccuparono i posti della Curva Scirea con un cartellone emblematico: “Tutto ciò che torna in realtà non è mai finito... Noi siamo come la nostra fede... IMMORTALE”


Il clima che si poteva respirare sin dal fischio d’inizio fu qualcosa di unico, incommensurabile, a dispetto delle critiche maligne che avevano sempre visto la tifoseria juventina come una delle meno incitanti dell’intera Serie A. Del Piero & company furono particolarmente motivati a non deludere il proprio pubblico, riuscendo ad andando in goal dopo neanche un giro di lancetta con Ibrahimovic che su lancio di Emerson, è abile ad approfittare della dormita di Sensini e di Felipe e di battere De Sanctis con un facile piattone destro. Il vantaggio non fa che motivare i bianconeri, capaci di giocare un buon calcio, con la squadra friulana decisamente provata dal vantaggio-lampo e dell’obbligata assenza di Iaquinta. Trezeguet e Ibra si trovano a meraviglia davanti, aiutati anche da un grande lavoro di copertura di Del Piero, sempre pronto a pressare i portatori di palla avversari. Con il passare dei minuti l’Udinese inizia però a crederci, facendosi viva nella trequarti avversaria, grazie anche ad un Camoranesi decisamente sottono nel nuovo ruolo ricoperto. Il primo tempo finisce comunque 1 a 0.


Nell’intervallo Capello torna con la difesa a 4, sostituendo l’acciaccato Cannavaro con Blasi, Spalletti replica dando fiducia alle tre punte, inserendo Di Michele al posto di Mauri. Anche nella seconda frazione di gioco la Juventus riesce a mettere in mostra un ritmo particolarmente elevato, riuscendo a raddoppiare con Camoranesi che, con un secco sinistro, riesce a superare De Sanctis. Al quarto d’ora è ancora l’argentino ad andare vicino al goal del 3 a 0, mentre Capello decide di rimpiazzare Trezeguet con Pessotto, adottando il più classico 4-4-2.
Al ‘24 l’Udinese riesce ad accorciare le distanze con Fava, rete che viene però annullata dal guardialinee per un fuorigioco inesistente. I minuti iniziano a passare velocemente fino al goal della bandiera di Di Michele al 47’. La gara, terminata 2 a 1, riesce quindi a portare il buon sorriso alla vecchia signora che riesce così a restare in vetta, ma soprattutto a ritrovare i vecchi supporters, quei Drughi in grado da quel giorno di trascinare nuovamente la propria squadra del cuore, come nei tempi migliori.