SOTTOBOSCO - Sarri e il problema del Martini "mescolato". Gaffe+errori=fischi. L'allenatore ha mille difetti, ma è un uomo indifeso. Vento mefitico attorno alla Juve: si riparla di Calciopoli. La Figc, l'inquisizione e la strega da mettere al rogo

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
18.02.2020 00:10 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Sarri e il problema del Martini "mescolato". Gaffe+errori=fischi. L'allenatore ha mille difetti, ma è un uomo indifeso. Vento mefitico attorno alla Juve: si riparla di Calciopoli. La Figc, l'inquisizione e la strega da mettere  al rogo

“Agitato, non mescolato“. Il Martini, James Bond, lo pretende così. Ora un bel libro sulla storia del celebre cocktail rivela che un Martini fatto a regola d'arte deve essere mescolato e non agitato .

Il problema di Maurizio Sarri alla Juventus è esattamente questo: la pretesa di cambiare una tradizione. Forse sbagliata, ma vincente. Sarri il Martini lo vorrebbe “mescolato”. Non a caso Sarri è un teorico. Che neppure in un sogno “mostruosamente proibito“ del ragionier Fantozzi Ugo potrebbe immaginarsi 007 James Bond. Sai che ridere Sarri che dice: “Il mio nome è Sarri: Maurizio Sarri“. Ma il nocciolo ( magari dell'oliva infilata nello stecchino del Dry ) è proprio questo : alla Juventus da sempre hanno “ agitato” , evitando di “mescolare“. Fa parte del fascino della damazza.

Sarri ha fatto poco per conquistare l'ambiente bianconero. Ha prodotto gaffes in serie, arrivando ad urtare la sensibilità del pueblo con l'uscita su rigori e maglie a righe. Ha giocato con computer e droni per mesi, cambiando formazioni. Provando a comprimere la personalità dei giocatori, senza peraltro nulla cambiare. Gli interpreti sono entrati ed usciti dalle porte girevoli di Sarri come i protagonisti di una pochade di Feydeau. Ma i movimenti sono sempre i medesimi: una masturbazione calcistica esasperata fino all'insopportabilità di 743 passaggi. Una goduria per Sarri, un fastidio per i tifosi. Che nell'ultima esibizione di Madama, hanno esemplificato il disappunto, fischiando.

L'aria intorno a Sarri è diventata rarefatta. I titoli dei giornali, le critiche degli opinionisti, lo sconcerto dei tifosi. Non è dato sapere se abbiano gambe gli spifferi che vogliono un Sarri in difficoltà con parte del suo spogliatoio. I richiami di Buffon e di Chiellini, all'“unità della squadra“, quelli di Sarri con la sua “richiesta di aiuto“ sembrano figli di una situazione che forse si sta complicando. Lo stesso Sarri concedendo ormai “libertà“ ai suoi talenti, sembra aver abdicato alla sua, con virgolette, filosofia. L'errore di Sarri è quello di aver pensato di poter “ insegnare “ calcio a gente come Ronaldo o Dybala . Gente del genere non va allenata : va gestita.

Io non amo il gioco di Sarri: mai amato. Neppure quando la mia categoria si prodigava in elogi per la “grande bellezza“ che il Napoli esibiva. Ergo sono il meno indicato nei panni di avvocato difensore di Sarri .

Tuttavia la situazione della Juventus benché delicata, non appare suscettibile di cambiamenti. Anche perché Madama sta vivendo giorni paradossali. Il gioco è scomparso: non è che latiti, proprio non se ne vede traccia. La Juventus dà la sensazione di poter vincere con chiunque, ma anche di poter soccombere contro chiunque. Finora è successo quattro volte compromettendo solo una delle bulimiche ambizioni della società. Il resto è intatto e in divenire: prima (e da sola) in Campionato, qualificata agli ottavi di Champions, favorita per il ritorno di semifinale (grazie al pareggio del Meazza ) di Coppa Italia contro il Milan.

Tirando le somme: i numeri confortano Sarri, quanto viceversa il gioco lo boccia. Esattamente il contrario di quanto alla vigilia era ipotizzabile.

Non ci sono soluzioni miracolistiche: la conferma di Sarri, almeno fino alla fine della stagione è inevitabile. Tenendo conto che Sarri è stato cercato: nessuno ha puntato una colt alla testa di Andrea Agnelli per portarlo a Torino. E se i collaboratori del presidente dovessero essersi sbagliati (essendo stati fautori dell'ingaggio di Sarri), inevitabilmente a fine stagione potrebbero doverne rispondere. Dovessero le cose mettersi al peggio .

In ogni caso non è improbabile che una separazione a fine stagione ci possa essere: anche in caso di successi sportivi. Sarri avrà mille difetti (anzi, li ha). Ma a me pare un uomo indifeso: come un villano entrato a Palazzo e guardato di sbieco persino dai valletti .

Fossi in lui, proverei a vincere la Champions e un minuto dopo darei le dimissioni. Se l'allenatore Sarri mi risulta indigesto, provo viceversa per l'uomo e la sua ruvida franchezza, persino per il suo scarso rispetto del galateo, una forte simpatia. Meglio lui di tanti sepolcri imbiancati che circolano nel mondo del calcio . Quelli dai quali deve guardarsi la Juventus: il vento che spira è mefitico. C'è gente che ha riesumato Calciopoli. C'è gente che sparge (impunita) veleni. E poi c'è l'ineffabile Federazione. La cui Procura Federale non ha ancora (e forse mai lo farà) aperto un fascicolo a carico di Rocco Commisso e del suo esternato “schifo“. Il segnale che la Federazione ha dato (tra l'altro le pene pecuniarie ai danni dei dirigenti della Fiorentina sono state ammorbidite, una del tutto cancellata, l'arbitro Pasqua reo di aver applicato un cervellotico protocollo, raccomandato dai vertici arbitrali “fermato per un turno) in fondo è un via libera alla “caccia alle streghe“. Anzi: alla Strega. Che l'inquisizione (dei perdenti) vorrebbe mettere al rogo. Vorrebbe.