SOTTOBOSCO - Napoli e Inter corrono più della Juve. Sarri non impara: ora eviti errori Doha e non insegua favoletta del bel gioco Ronaldo centravanti: scelta che inquieta, c'è un'altra soluzione per riempire l'area

15.06.2020 23:12 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Napoli e Inter corrono più della Juve. Sarri non impara: ora eviti errori Doha e non insegua favoletta del bel gioco Ronaldo centravanti: scelta che inquieta, c'è un'altra soluzione per riempire l'area

Sarà Juventus – Napoli la finale di Coppa di Coppa Italia di mercoledì prossimo. Il Napoli accarezza ricordi piacevoli: l'ultima volta trionfò con Cavani sulla Juve di Conte.

Cosa ha detto la gara di Napoli  Che l'Inter avrebbe meritato di vincere. Ma che Gattuso ha fatto un ottimo lavoro. E che la “magata“ Ospina (che non ci sarà con la Juve) Insigne ha permesso a Mertens di diventare il marcatore ogni tempo della storia del Napoli. Viste due squadre con una condizione fisica migliore rispetto a quella di Juventus .

E' un calcio così: un poco come Monna Lisa vista in un libro d'arte. Senza l'emozione dello sguardo che vedi al Louvre.

Se poi vedi la Juve dall'onanistico possesso palla, dopo mezz'ora sei esausto. Anche perché la Juve che ha pareggiato contro il Milan ha confermato che Sarri non “impara“: tre gare contro Pioli, identiche difficoltà.

Il nodo, oggi, è la condizione fisica. Quella di Ronaldo è apparsa deficitaria. Cr7 non segna dal 22 di febbraio, gara contro la Spal: a secco a Lione, contro l'Inter, contro il Milan. Certamente si riprenderà. Ma l'idea di Sarri di costringerlo centravanti, inquieta. Senza Higuain, se proprio vuoi “riempire“ l'area (ma non è obbligatorio) fallo fare ad un interno che si inserisca. Magari a Bernardeschi se per una volta ti volessi degnare di farlo giocare mezz'ala.

Notarella: quel ragazzo (che con Sarri avrebbe fatto la quarta punta) a Dortmund (dove l'area di rigore la riempie) ne ha messo un altro.

La Juve è ancora prima in campionato, ha la possibilità di passare il turno in Champions, è in finale di Coppa Italia. Per Sarri l'occasione di vincere finalmente qualche cosa (in Italia) nel calcio che conta. Il titolo “Napoli- Sarri“ del “Corriere dello Sport“ dà la dimensione di un equivoco che sta perdurando. Si immagina un processo di “sarrizzazione” della Juventus. Si invoca questo o quel giocatore che consenta al tecnico toscano di poter realizzare il “suo“ gioco. Ma il “gioco di Sarri“ è una invenzione giornalistica. Per come la vedo io, un gioco senza vittorie è come una grande idea senza “dinero”. Mi disse Helenio Herrera nell'isoletta di Mazorbo: “Resta un'idea che a nessuno interessa“ .

Sarri, se vincerà resterà, per qualche anno. Se non vincerà sarà uno di passaggio. Fossi in lui lascerei liberi i giocatori di esprimersi secondo estro. Fossi in lui non assemblerei nella metà campo avversaria (dove già ci sono dieci giocatori dietro alla linea della palla) sette-otto dei suoi . Devi far “uscire“ il tuo avversario . Devi “lusingarlo”: colpendolo poi di rimessa. Ultima cosa: inventi Sarri uno schema per le palle inattive. Veder battere corner e punizioni (a due) dalla Juve è una sofferenza. Per l'irrilevanza prodotta.

La Coppa Italia è il primo trofeo della stagione. Anzi il secondo, dopo la Supercoppa persa a Doha. Sarebbe grave che Sarri ripetesse con il Napoli i medesimi errori fatti vedere contro la Lazio. Non si faccia sedurre Sarri dalla favoletta del “bel gioco”. E' stato preso per vincere: come avevano fatto i suoi predecessori. Perché “fino alla fine" è bellissimo. Ma “vincere è l'unica cosa che conta“ è uno slogan che alla Juventus non passerà mai di moda .

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