L'IMBOSCATA - Critico e mai "tifoso", resterà nella storia

21.03.2020 21:00 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Critico e mai "tifoso", resterà nella storia

L'ultima volta l'avevo sentito, tre anni fa: lo avevo “convocato“ alla mia trasmissione “ Caffè Bollente“ su Tmwradio.

Gianni Mura, milanese, classe 1945 è mancato a causa di un infarto. Un grande giornalista: dire “sportivo“ è riduttivo. Gianni che ho avuto compagno di lavoro in varie testate era bravo. Sapeva di sport, di letteratura, di enogastronomia. Uno che ha scritto pagine bellissime seguendo il ciclismo, il Giro, il Tour. E  discutendo di calcio e sul calcio. Sempre in maniera critica, mai “tifosa“.

Lo definivano l'erede di Gianni Brera. Ma a lui la definizione non piaceva. Troppo grande - ti spiegava- Gianni Brera . Al massimo – diceva Mura - le similitudini possono esserci per una certa “adiposità“ , per la “barba“, per la predilezione per qualche “rosso lombardo o piemontese”,

Qualche tempo prima ad un convegno al quale avevamo entrambi partecipato, mi disse: “Da Brera ho imparato, così come da altri. Io, al massimo, posso essere considerato un buon centrocampista. Brera è stato il Pepe Schiaffino del giornalismo“ .

Alla  “Gazzetta dello sport“ lo aveva segnalato il Liceo Manzoni di Milano dopo il diploma: per la qualità dei suoi scritti. Lo assunse Gualtiero Zanetti che per i buoni giornalisti aveva il naso fine. Alla rosea ebbe la stima del più raffinato (allora) tra i colleghi di quella redazione, che allora aveva sede in Piazza Cavour: Luigi Gianoli

Gianni Mura era un ottimo scrittore, vincitore con un romanzo del Premio Grinzane. Il meglio di sé lo offriva dalle pagine di “La Repubblica“ (dove era approdato dopo alcune stagioni al “ Corriere di Informazione” ad  “Epoca “ e all' “ Occhio “ ) con la rubrica “ ette giorni di cattivi pensieri” inventata da Mario Sconcerti che era  il suo caporedattore. E nella quale mal volentieri- mi confessò- dava i voti. “Non mi è mai piaciuto, ma Mario li voleva e io da bravo redattore mi sono adeguato“ .

Per il “Venerdì“ di “Repubblica” assieme con la moglie Paola ( esperta gastronomica ) teneva un rubrica sulle prelibatezze  italiane .

Era amico di Gianni Brera, così come lo fu di Nereo Rocco e di Beppe Viola. Diverse sfumature di calcio nel segno dell'eccellenza . Gli chiesi durante l'intervista al “Caffè“ come sarebbero andate le cose ad un ipotetico tavolo con due bottiglie di vino rosso e un mazzo di carte, tra lui, Rocco, Brera, Viola e Gigi Garanzini. Mi rispose: “Io e Garanzini avremmo segnato i punti “ .

Tre anni fa gli chiesi di fare un nome tra i giovani talenti italiani che si affacciavano al grande calcio. Mi disse: “Cutrone e Barella che credo sarà uno dei pilastri al prossimo Europeo“ .

Se n'è andato, Gianni, nel giorno della Milano-Sanremo, che come l'Europeo di calcio, non si disputerà causa Coronavirus . Quel Turchino, tante volte da lui descritto. Era convinto, Mura, che raccontando con l'avvenimento sportivo anche i luoghi, la storia, la letteratura, la cucina, le tradizioni, uno squarcio si sarebbe aperto anche nel lettore più indolente.

“Se anche un solo lettore andrà a visitare le località di cui scrivo, avrò fatto bene il mio lavoro“ . 

Un minuto di silenzio per Gianni Mura. Uno che resterà per sempre nella storia di questo mestiere e dello sport.