L'IMBOSCATA - Classifiche cristallizzate, incubo Figc. Scudetto alla Juve, scenari infernali. Posizione Uefa e giorno del giudizio. Arthur-Pjanic: sfaccettature del baratto. Il brasiliano? Un geometra, ma Paratici può chiudere per l'archistar

30.04.2020 00:12 di Andrea Bosco   Vedi letture

Siamo alla linea del Piave. Tra un governo deciso a non derogare, per ora, alle restrizioni. E la necessità del calcio di salvare la stagione.

 Ci sono misure poco comprensibili nell'ultimo decreto. Per esempio la possibilità di andare a correre nei parchi ma non nei centri sportivi. 

Il rischio zero, per ora, è un traguardo lontano. In attesa di un vaccino il mondo della scienza predica prudenza. 

D'altro canto il calcio produce quasi un punto del (sofferente)  pil nazionale. Fermarlo avrebbe effetti devastanti.

Oggi il governo, forse influenzato dalla decisione della Lega francese di sospendere il suo campionato (un collega - ex “Le Monde“ - mi ha spiegato che la decisione è stata presa dal presidente Macron) sembra essersi irrigidito. Temendo, in caso di contagio (il caso Dybala è sotto ai riflettori) possibili effetti domino e roventi polemiche .

La Federazione, dal canto suo, vive l'incubo dei (più che presumibili) ricorsi da parte dei club in caso di cristallizzazione delle classifiche. In Francia, campione è stato decretato il Psg, primo al momento dello stop. Consegnare, in Italia, lo scudetto  alla Juventus, aprirebbe scenari infernali. Il tempo, tuttavia, stringe: entro il 25 di maggio l'Uefa vuole sapere se il calcio italiano riprenderà. E vuole una classifica.  La Figc avrebbe deciso di spostare l'eventuale conclusione del campionato al 2 di agosto (e oltre). Oltre?  Situazione indecifrabile. Il governo continuerà a “decidere di  non decidere“? Anche fosse: all' Uefa, il 25 maggio nel caso di rinviata decisione cosa  verrebbe detto? E infine: ad agosto l'Uefa ha previsto di fare disputare la Champions e l'Europa League.  Gravina conosce cose che noi “umani”, eccetera  ? 

Non so se Gravina abbia “un piano B“ . Spero lo abbia, nel caso il governo arrestasse  la locomotiva, anche a costo di mettere in gravi difficoltà una azienda che assieme agli aspetti ludici, sportivi ed economici presenta  non marginali aspetti sociali.  

Per come è messo attualmente il calcio italiano (indebitato, sovraccarico nel numero dei club partecipanti, frenato dall'utopia di far convivere nella medesima federazione professionisti e dilettanti) anche lo stop di una sola stagione potrebbe risultare fatale. Perderebbe quote di mercato (a favore di altre Leghe) e dolorosamente qualche club. Servirebbe che il governo allentasse le misure restrittive. Ma servirebbe che contemporaneamente il calcio pensasse a riforme serie. Quelle che per ragioni di bottega e di voti non ha mai fatto. 

Tenendo conto di una cosa sorprendente: gli ultras contrari alla ripresa del campionato. Una lunga lettera hanno scritto al loro presidente quelli dell'Atalanta. Tony Damascelli sul “Giornale“ ha riportato il pensiero di quelli della Curva San Paolo del Napoli: “Finitela con questo teatrino ridicolo,abbiate rispetto per il dramma che sta vivendo il nostro paese, prendete atto che non ci sono i presupposti per terminare la stagione sportiva e fatevi da parte : lasciate che le istituzioni si occupino di riavviare l'economia sociale partendo da altre priorità“ .

E' difficile, in queste ore,  parlare di altri argomenti. Ma una piccola considerazione, fuori contesto, la offro. Ho scoperto che Arthur centrocampista  brasiliano, classe 1996 ex Gremio in forza al Barcellona viene “rappresentato“ come una sorta di Xavi. Visto che si ipotizza la Juventus coinvolta su Arthur (scambio con Pjanic), sarebbe interessante capire le sfaccettature dell'eventuale baratto. Di più un'altra cosa: reputa la Juventus più forte Arthur di Tonali? Sarei, nel caso, in dissenso. Tonali è una potenziale archistar.  Arthur solo un geometra.