SOTTOBOSCO - Si può perdere, ma non così. La vera Juve avrebbe vinto anche a Bergamo. Pirlo come Sarri, valutazione spietata a fine stagione. La contentezza di Paratici. Il primo passo prima della ricostruzione

19.04.2021 01:40 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO -  Si può perdere, ma non così. La vera Juve avrebbe vinto anche a Bergamo. Pirlo come Sarri, valutazione spietata a fine stagione. La contentezza di Paratici. Il primo passo prima della ricostruzione
© foto di Andrea Bosco

Sgombro il campo dagli equivoci: esonerare Pirlo adesso sarebbe inutile. Anzi controproducente. Ma certamente una disamina spietata a fine stagione la Juventus dovrà farla. La squadra è questa. Una squadra alla quale Pirlo (al pari di Sarri)  non è riuscito a dare una identità. Che gioca magari anche discretamente: sempre, tuttavia,  in modo scolastico . E' una Juventus senza “fame“. La gara con l'Atalanta era dura: si sapeva. Ma una  Juve in grado di fare la Juve, anche senza Ronaldo, anche con la sfortuna di perdere Chiesa, anche con la jattura della deviazione di Alex Sandro che costa la gara, anche una Juventus così, magari solo di nervi, la gara che non può perdere, la vince. Purtroppo la Juve  è un terno al lotto: vince due partite e si compiace. Promette quanto non è in grado di mantenere. Ha  il naso lungo come Pinocchio.

Paratici nel  pre gara ha  affermato  di essere contento dei suoi giocatori. Contento di Rabiot? Contento di Bentancur? Contento di Arthur sempre più pizzardone? Contento dell'impalpabile Morata? Contento dell'acerbo Kulusevski?  Contento di Alex Sandro?  Salvi Cuadrado, il portiere e l'intera difesa. E altro non puoi salvare visto che anche Dybala è apparso indietro  (inevitabilmente ) di condizione. Inutile, anzi pericoloso fare pronostici. Dirsi che le gare con il Parma e la Fiorentina sono abbordabili. Non è vero. La Juve di Pirlo ha perso punti con il Crotone  squadra destinata alla retrocessione fin dalla prima giornata. Ha perso punti ( tanti ) con il Benevento dell'astuto Pippo Inzaghi. E' stata ribaltata in casa dalla Fiorentina. Il quarto posto oggi è a rischio. Il resto è tutto da scrivere. Ma certamente in caso di fallimento il progetto della Juve andrebbe riconsiderato. Perché  se  il Covid ha contribuito a stoppare la crescita finanziaria, le  brutte figure in Champions e ora la “paga“ che sta rimediando in campionato ne hanno sbiadito l'immagine. Si può perdere. Anzi: dopo tante stagioni vincenti, perdere è fisiologico. Ma perdere così non è da Juventus. Se sei la Juventus non puoi avere un abisso di punti con la prima in classifica.

Ammettere di avere sbagliato è il primo passo per chi voglia ricostruire. Veicolare l'idea che si sia trattato solo di una stagione sfortunata sarebbe autolesionistico. Non è invocando la sfortuna che   tra qualche mese Arthur sfornerà assist illuminanti.  Ammettere di avere sbagliato:  prendersi le proprie responsabilità e ripartire. Consapevoli di avere consegnato una Portofino nelle mani di un neopatentato. Consapevoli che si dovrà ricostruire: qualsiasi possa essere il piazzamento finale  in classifica. E che ci vorrà un biennio, forse più per tornare in vetta . Gli errori si pagano. Alcune carenze non erano prevedibili. Altre lo erano. Erano sotto agli occhi di chi avesse voluto “vedere“ .