L'IMBOSCATA - C'è stato un “patto“ scellerato tra la Juventus e Gravina? Quelle voci su Allegri e l'organigramma futuro. Mistero Mondiale per Club, bianconeri dentro o fuori? L'ossessione di Adl e La Russa

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
01.12.2023 00:50 di Andrea Bosco   vedi letture
L'IMBOSCATA - C'è stato un “patto“ scellerato tra la Juventus e Gravina? Quelle voci su Allegri e l'organigramma futuro. Mistero Mondiale per Club, bianconeri dentro o fuori? L'ossessione di Adl e La Russa
© foto di Andrea Bosco

C'è stato un “patto“ tra la Juventus e Gabriele Gravina? Non sto parlando di quanto è agli atti: la fornicazione della società di proprietà di John Elkann con il presidente della Figc. Quella  maleodorante roba è agli atti. Come sostiene Don Abbondio  eroe pavido di Don Lisander “uno il coraggio se non ce l'ha, mica se lo può dare“. Se uno vuole le riforme, quelle che Gravina mai farà  (roba di pochi giorni fa: “Ci ragioneremo ma escludo ci possa essere una riduzione del numero dei club nel campionato di serie A“), servirebbe  intessere alleanze. Altrimenti, come per  quelle del ministro Abodi “Cento società professionistiche l'Italia non se le può permettere“)  si tratta solo di parole in libertà. Venti  sono le società di serie A. Venti quelle di serie B. Sessanta quelle di Lega Pro. Una camicia di forza per l'intero movimento.  Servirebbe un cambiamento radicale. 

Gravina non vuole toccare la serie A?  Cominci a toccare il sistema di elezione della Figc. Cominci a dividere il grano dall'oglio. Serie A e serie B sono una cosa. Lega Pro e Dilettanti sono un'altra cosa.  Certo dalla Lega Pro sono arrivati in passato i Baggio, i Riva, gli Zola. Ma accanto a questi sfavillanti esempi, la Lega Pro e i Dilettanti sono sempre state il parcheggio per vecchi elefanti. Come si può evincere quando in campo l'Atalanta e la Juventus Next Gen si trovano ad affrontare  scafati trentenni che la mettono sul fisico. C'è un problema di fondo presente in Italia:  ideologico. Il calcio professionistico non  dovrebbe essere accostato a quello dei semiprofessionisti o dei dilettanti. Che però risultano, in Italia,  determinanti nell'elezione del presidente federale. Il calcio professionistico deve autofinanziarsi  secondo  le leggi del libero mercato. Non deve avere aiuti di alcun tipo dallo stato. Gravina imponga che i club non possano spendere più di quanto incassano.  Se sgarrano (vero Consob? vero Covisoc?)  portino  i libri in tribunale. Non fuggano  come ad Hong King ha fatto il presidente interista Zhan che pur dovendo ad una società che gli ha prestato denaro, 300 milioni di euro, in quel tribunale non si è presentato. Né  lui, né i suoi avvocati.

Lo stato dovrebbe provvedere ai bisogni dell' altro calcio. Quello  che presenta una marcata valenza sociale. In Italia vale la mutualità. Che è poca cosa paragonata a quella di altri paesi calcisticamente evoluti . Ma va detta un'altra cosa :  quel calcio rappresenta un bacino di voti elettorali. Non solo  calcistici: politici.  Riavvolgere il film  di certi club protagonisti di fantasmagoriche promozioni  e di “salvezze“ che neppure Magritte avrebbe potuto mettere su tela .  

C'è stato un patto scellerato tra la Juventus e Gravina?  A me non sembra normale che in una stagione nella quale Allegri (con tutti i suoi limiti, per carità) ha portato la Juventus al secondo posto (e a due punti dalla capolista)  escano (e prima di Natale) millanta voci sul suo successore. Esca addirittura l'organigramma della Juventus 2024- 25:  Platini , presidente,  Chiellini dg, Giuntoli ds, Conte allenatore. Notarella: non  compare nel futuribile organigramma il nome di Del Piero. E questo (forse)  spiega molte cose.  A me una roba del genere “normale“  non pare. Quale patto “scellerato“? Vi devo  fare un  disegno? 

In ogni caso John Elkann ha dichiarato che non c'è da parte sua,  nessuna intenzione di vendere la Juventus. E che anzi, il desiderio è quella di riportarla ai vertici il prima possibile. Desiderio che conforta i tifosi. Che  però devono sapere che la prossima stagione sarà anche peggiore dell'attuale sul piano economico. Perché anche vincendo lo scudetto  pure nella  prossima stagione non ci saranno i soldi della Champions. E quanto alla manifestazione Mondiale per club, la Juventus può solo sperare. I requisiti li avrebbe. Ma  la partecipazione non dipende da lei. Dipende dall'oscuro regolamento della competizione:  del quale nessuno, per ora, ha capito una mazza. 

Intanto ai “remi“ ci sta Allegri con la sua incerottata truppa . Ma pare che Danilo sia recuperato. Mentre ancora l'universo mondo si sta scannando sul contatto Darmian – Chiesa, la Juventus si prepara ad andare a Monza contro quel Palladino suo ex  giocatore che nelle movenze ricordava Cr7. E  che la scorsa stagione l'ha sconfitta per due volte. Il Monza è una bella squadra, ben allenata e con  quel Colpani oggetto del desiderio di Inter e Juventus.  Match non facile. Ma per il contemporaneo incrocio tra Inter e Napoli sarebbe un delitto che la Juventus non provasse a trarne vantaggio: Visto  che uno tra Inzaghi e Mazzarri inevitabilmente  (o magi tutti  e due) lascerà  “punti“ sul terreno di gioco. 

Oggi nessuno sa, cosa sia veramente la Juventus. E non parlo solo del gioco, brutto ma redditizio  di Allegri. Parlo di identità: tra il possibile ritorno di Bernardeschi (in prestito) e il possibile arrivo  di Sancho (sempre in prestito) passa tutta la differenza del mondo.  A  gennaio, balla un mese secco: vedremo. Nel frattempo, in attesa dell'ennesima provocazione di Aurelio De Laurentiis ( “se lo juventino Manfredi - inteso come sindaco di Napoli - mi darà lo stadio, farò l'impianto più bello d'Italia“)  per il quale (ma è in buona compagnia)  la Juventus (ha ragione il collega Capuano) è diventata una vera ossessione, ecco quella  di Ignazio La Russa. Che in teoria sarebbe il presidente del Senato, uomo delle istituzioni, super partes. Il problema è che l'avvocato  La Russa, in fatto di tifo, sopra le parti non è mai stato. E non avendo la  classe di in interista doc quale  fu Peppino Prisco, ecco che La Russa  si esprime come un curvaiolo. Raccontando (non al bar ma in un pubblico convegno alle Stelline)  di aver chiesto a Giorgia Meloni  il ministero della Sport, per poter “affossare la Juventus“. La Russa ha poi scritto  a Guido  Vaciago, direttore di  “Tuttopsort“, rivendicando la  propria  “ironia". Peccato che l'ironia di La Russa vada sempre a senso unico. Era lui o non era lui l'uomo  che accanto ad un componente  della Commissione Antimafia si fece fotografare  mentre rideva a crepapelle  davanti a un enorme cartello che recitava “Juve merda“? Certo,  che era lui.  La Russa in materia di “ironia“ ha valutazioni personalissime. Ma simili a quelle  degli ultras dell'Inter: anche loro si reputano “ironici“. Tra qualche mese ci saranno  le elezioni europee.  Quanti sono gli juventini in Italia?