Ricordate quel giorno? JUVENTUS-VERONA

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
21.09.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-VERONA

26 gennaio 1986 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-VERONA 3-0
Juventus: Tacconi; Favero e Cabrini; Bonini Brio e Scirea; Mauro (dall’80’ Pioli), Pin, Serena, Platini e Laudrup. In panchina: Bodini, Caricola, Briaschi e Pacione. Allenatore: Trapattoni.
Verona: Giuliani; Ferroni e Galbagini; Tricella, Marangon (dal 23’ Turchetta) e Briegel; Bruni, Verza, Galderisi, Vignola e Larsen-Elkjær. In panchina: Spuri, Giolo, Gnesato e Roberto. Allenatore: Bagnoli.
Arbitro: Pieri di Genova.
Marcatori: Platini al 49’, Serena al 69’, Laudrup al 71’.

“HURRÀ JUVENTUS”

Reduce da un 1985 fantastico (trionfi in Supercoppa, Coppa Campioni e Intercontinentale), la Juve capolista affronta in casa i Campioni d’Italia in carica del Verona, con un occhio alla Roma che insegue. È la prima partitissima dell’anno nuovo e il Comunale si presenta gremito come per le occasioni che contano. Il Verona ha il dente avvelenato con i bianconeri, perché proprio la Juve ha eliminato la squadra di Bagnoli dalla Coppa Campioni 1985-86, non senza strascichi di polemiche.

La gara è sentita e quanto mai aspra. Prima occasione per la Juve, al 5’: Mauro se ne va sulla destra e Ferroni per fermarlo deve trattenerlo per la maglia. Al 18’, bianconeri vicini al goal. Cabrini fugge e smista a Scirea, colpo di testa del libero che supera Giuliani, ma sulla linea è appostato Vignola (un ex che presto tornerà in bianconero) che salva in extremis. Al 27’, si vede anche il Verona. Galderisi si esibisce in un numero da prestigiatore, facendo sparire e poi ricomparire la palla oltre il suo guardiano Favero. Il cross scavalca Tacconi e raggiunge Galbagini che di testa colpisce la traversa a porta vuota. Brividi. Anche perché adesso è il Verona fare la partita e la Juve a tentare di limitare i danni. Prima del riposo, ancora gli ospiti si fanno pericolosi con Elkjær e lo stesso, scatenato Galderisi, mentre la Juve non registra conclusioni in porta pericolose.

Ripresa. Subito un’altra Juve. Al 4’, uscita a pugni di Giuliani per allontanare. L’azione prosegue, palla a Platini sulla trequarti, due passi avanti e poi, quasi da fermo, il francese lascia partire un siluro che termina la sua corsa nell’angolino alto alla sinistra di Giuliani. Un goal straordinario che sblocca risultato e gioco dei Campioni del Mondo. Il Verona, che pure tiene Tricella in grande spolvero e sfrutta a metà campo l’immane lavoro di Briegel e le intuizioni di Vignola, non riesce a riprendere il bandolo del gioco. Per la Juve, spietata, arriva presto l’occasione di chiudere il conto. Al 24’, Platini cresciuto a dismisura dopo l’intervallo si libera di un avversario e inventa un lancio da trenta metri per Serena, bravo a superare Briegel e a trafiggere Giuliani. 2-0. Verona colpito ma ancora in partita, avanti tutta, e Juve sempre micidiale di rimessa. Al 26’, Bonini sradica palla a Briegel e lancia Laudrup, dribbling in velocità del danese ai danni di Ferroni e poi botta ravvicinata ad aggirare Giuliani. 3-0, è proprio fatta.

Ma il Verona non demorde, vorrebbe almeno il golletto dell’onore. Al 32’, Turchetta riprende da due passi una respinta di Tacconi e cerca la conclusione vincente con il portiere fuori causa. Non ha fortuna perché trova Mauro pronto alla ribattuta. Al 33’, punizione di Elkjær, Tacconi è sorpreso ma ci mette un piede. Undici minuti più tardi il Verona fa fuoco e fiamme, ma il finale è ancora bianconero: Laudrup vola in contropiede e si mangia il 4-0 sbagliando la conclusione. Peccato. Ma il 3-0 è comunque premio sostanzioso, per il morale e la classifica. La Roma resta a cinque punti, il duello scudetto sarà una lunga volata fino alla fine.