Ricordate quel giorno? JUVENTUS-MILAN

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
06.04.2019 10:31 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-MILAN

18 novembre 1962 - Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-MILAN 1-0
Juventus: Anzolin; Castano e Salvadore; Emoli, Leoncini e Sarti; Crippa, Del Sol, Miranda, Sivori e Stacchini. Allenatore: Amaral.
Milan: Ghezzi; David e Radice; Pivatelli, Maldini e Trapattoni; Del Vecchio, Sani, Altafini. Rivera e Barison. Allenatore: Rocco.
Arbitro: Jonni di Macerata.
Marcatore: Sivori al 36’.


Freddo e nebbia non tengono lontano il grande pubblico, che prende d’assalto i gradini del Comunale, riempiendolo sino all’inverosimile. La Juventus comincia all’offensiva, sorretta da un Del Sol caparbio cursore e da un Sivori in forma come da tempo non si vedeva, ma la difesa rossonera, imperniata sul grandissimo Cesare Maldini, dimostra sicurezza e notevole capacità di rilancio. Infatti, è il Milan a creare la prima vera occasione da rete, con un’azione impostata da Sani e proseguita dal tandem di punta Del Vecchi e Altafini. Anzolin, costretto all’uscita, anticipa il brasiliano, lanciato a rete. La reazione juventina è flebile e si esaurisce in due tiri di Sivori a lato di poco. Al quarto d’ora si mette in mostra Rivera che, dando un saggio delle sue doti tecniche non comuni, lancia di precisione Altafini, il quale è preceduto dall’intervento tempestivo e sicuro di Billy Salvadore.

Da qual momento comincia a intravedersi colui che sarebbe presto assurto al rango di protagonista principe dell’incontro: Luis Del Sol. Il Postino parte dalla propria area e, giunto al limite di quella avversaria dopo aver superato in dribbling numerosi avversari, impegna Ghezzi in una difficile parata a terra. Lo spagnolo comincia a ingaggiare un duello con il suo marcatore, il brasiliano Sani, il quale dovrà presto arrendersi: Del Sol dimostra, infatti, di possedere almeno una marcia in più rispetto a lui. E la dinamica dell’incontro ne risentirà in modo decisivo. Nel frattempo, si vede anche la felice vena del centravanti Miranda, l’uomo dal tiro al fulmicotone che, pur non muovendosi molto, rappresenta sempre un grosso pericolo per la difesa avversaria, essendo in grado di tirare da qualsiasi distanza e posizione. Proprio Miranda, detto Mirandone, al 25’, stanga in porta un pallone servitogli da Crippa. La sfera, colpita male, passa alta sulla traversa.

Alla mezz’ora la superiorità territoriale esercitata dai bianconeri si fa più consistente e Anzolin rimane a lungo inoperoso a osservare i compagni dell’attacco, impegnati in un autentico forcing. Crippa tira con violenza e colpisce alla tempia Maldini, che rimane fuori campo stordito per qualche minuto. Poi un tiro di Miranda su passaggio di Del Sol sfiora il montante. È il preludio all’azione decisiva del goal: un’azione mirabile per esecuzione e tempismo nella conclusione. Da Miranda a Del Sol che, con un’azione irresistibile, si porta sin quasi sulla linea di fondo e lascia partire un secco traversone. Ghezzi tenta invano di intercettare la palla che, invece, finisce a Sivori, che la schiaccia di testa, mandandola imparabilmente nel sacco: 1-0, ed è il 36’.

All’inizio della ripresa la squadra bianconera muta leggermente il proprio assetto di gioco, arretrando Del Sol all’altezza della linea mediana e facendo svolgere a Crippa compiti di interdizione a centrocampo. Di questo si giova il centrocampo rossonero, in particolar modo Sani che riesce acquistare una maggiore libertà d’azione. Rivera e Del Vecchio creano un paio di occasioni da rete, tutte ottimamente neutralizzate da Anzolin. Il timore dei tifosi juventini è che i rossoneri siano sul punto di dilagare: la sicurezza con cui la difesa bianconera controlla gli attacchi avversari sembra più apparente che effettiva e la situazione rischia di precipitare alla mezz’ora, quando Benito Sarti si infortuna seriamente al ginocchio in un intervento in tackle su Altafini e deve abbandonare il campo.

Ridotta in dieci uomini la Juventus ha una formidabile impennata e ritrova, come per incanto, la freschezza e l’incisività dei primi quarantacinque minuti di gioco. La squadra di Amaral va vicinissima al raddoppio prima con Sivori, che vede respinto dal palo un suo violento tiro, e poi con Emoli, la cui sberla da distanza molto ravvicinata, è parata miracolosamente da Ghezzi. Questa breve ma consistente reazione toglie ai milanisti ogni residua speranza di ottenere il pareggio e il successivo andamento della partita conferma la splendida condizione di tutti i difensori bianconeri: da Emoli che aveva iniziato con scarsa fortuna e convinzione il campionato nell’insolito ruolo di terzino, a Leoncini sempre impeccabile tanto nell’interdizione quanto nella costruzione della manovra; da Castano a Salvadore che in tutto l’incontro si fa superare in una sola occasione da Altafini; per finire con Del Sol, che conclude la sua massacrante fatica giocando da terzino effettivo al posto dell’infortunato Sarti. Il fischio finale di Jonni accomuna vincitori e vinti in un solo calorosissimo applauso.

Quell’anno la Juventus non vince il campionato: sul traguardo è preceduta dall’Inter di Corso, Jair, Suarez e Sandrino Mazzola che, ad aprile, sul medesimo terreno del Comunale, cancella le premature speranze bianconere nel tredicesimo scudetto. Ma sarà ugualmente un bellissimo torneo per la Juventus, che divertirà i suoi milioni di tifosi e cancellerà il brutto ricordo del campionato precedente con prestazioni ad alto livello e vittorie prestigiose. Come quel pomeriggio di novembre, quando batté il Milan 1-0.