Ricordate quel giorno? JUVENTUS-LAZIO

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
20.07.2020 10:28 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-LAZIO

11 febbraio 1973 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-LAZIO 1-0
Juventus: Zoff; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller (dal 72’ Cuccureddu), Causio, Anastasi, Altafini e Bettega. In panchina Piloni. Allenatore: Vycpálek.
Lazio: Pulici; Facco e Martini (dall’83’ Petrelli); Wilson, Oddi e Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi e Manservisi. In panchina Chini. Allenatore: Maestrelli.
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatore: Bettega al 18’.


Quando scende al Comunale la Lazio, c’è il Milan in testa, ma con una sola lunghezza sulla Juventus che, addirittura, si tiene due punti avanti alla Lazio, rivelazione dell’anno e con formidabili margini di miglioramento. Lo stadio è quasi colmo (36.000 paganti e 15.000 abbonati) e la ragione non sta soltanto nella posizione in classifica delle due squadre e nell’attrattiva rappresentata dalla Lazio di Chinaglia. Dino Zoff, il portierone, è sul punto di scrivere una pagina di storia, trovandosi ad un passo dal record di imbattibilità del genoano Da Pozzo (837 minuti senza subire un goal). E Bettega, il grande Bobby-gol, dopo aver segnato proprio alla Lazio, all’andata, il goal della vittoria juventina all’Olimpico, non è più riuscito a trovare la via della rete.

Manca Capello, infortunato, e il buon Cesto mette un’altra punta, Altafini, con compiti di attaccante esterno, e due passi indietro per Haller, che torna a fare la mezzala, suo primo grande amore, al fianco di Causio. In panca Cuccureddu, nel caso le cose si mettano male e serva un po’ di filtro in più a metà campo. Maestrelli, il coach laziale che saprà l’anno dopo compiere il miracolo scudetto, replica con: Felice Pulici; Facco e Martini; Wilson, Oddi e Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi e Manservisi. In panca Chini e Petrelli. Arbitra Angonese, è un bel pomeriggio di sole, con una luce abbagliante. Se non facesse un freddo cane si potrebbe già pensare alla primavera. Il piano tattico: nella Juventus Salvadore libero, Morini su un Chinaglia annunciato in grande spolvero, Marchetti su Manservisi, un tipetto poco raccomandabile, tutto scatti e finte. Lazio con Wilson libero, Facco su Bettega, Oddi su Altafini, Martini su Anastasi. A centrocampo, Furino e Re Cecconi pronti a darsele di santa ragione. In tribuna, per conto di Valcareggi, commissario tecnico della Nazionale, ancora con la fresca aureola del Mundial messicano, c’è Enzo Bearzot (che ancora non sa che di aureola ne avrà, dopo qualche tempo, una tutta sua).

Parte a razzo la Lazio e Morini, con il sole negli occhi, svirgola in corner un cross di Garlaschelli. Poi, Zoff esce in mischia su Chinaglia, Anastasi va a chiudere su Martini in attacco. Qualcosa evidentemente non funziona nell’azione di filtro, oppure è la Lazio che gioca la partita della vita. Chissà. Juve comunque ben desta in contropiede al 5’, con Bettega che apre su Haller e il tedesco che, di prima, fa viaggiare Causio: Pulici esce fuori area e di piede allontana. Dodicesimo: Manservisi impegna Zoff in una grandissima deviazione in tuffo. E Chinaglia, due minuti dopo, costringe il portiere bianconero, in odore di primato, a un salvataggio acrobatico su un suo delizioso pallonetto. Questo Chinaglia che gioca di finezza deve proprio stare strabene di salute, perbacco. Vuoi vedere che è una giornata pro Lazio? Ma al 19’ la Juventus passa. Fallo di Re Cecconi su Furino, sulla sinistra dell’attacco bianconero. Batte da 35 metri Haller, uno che sui calci piazzati non deve imparare proprio da nessuno: una parabola calibrata per la testa di Bettega che si alza in volo e devia sotto la traversa, alla sua maniera, alla sinistra del povero Felice Pulici. Stadio in ebollizione, abbracci e baci. Per Bobby-gol è la fine di un incubo, per la Juve la sensazione che la giornata non è poi tanto male. Anzi. Ma è presto per gioire. Lazio furibonda all’assalto, ma è ancora il contropiede della Juventus a pungere: Anastasi-Causio-Altafini, e sarebbero dolori se Wilson non spezzasse in corner. Al 33’, corner di Haller e spinta di Oddi ai danni di Altafini. Sarebbe rigore ma Angonese sorvola. Ancora conclusioni di Garlaschelli e Nanni ben neutralizzate da Zoff e si va al riposo.

Ripresa: passano due minuti e la Juventus raddoppia, ma la deviazione di Bettega su tiro di Causio avviene con Bobby-gol in fuorigioco, sia pure di poco. Peccato, perché la Lazio non molla, anche se non riesce a mordere. È ancora la Juventus a gettare alle ortiche il raddoppio all’11’, quando Altafini toglie palla a Oddi nella metà campo bianconera e galoppa solitario per 50 metri, tardando un attimo a concludere e favorendo l’uscita disperata di Pulici. Siamo a un altro momento topico della gara. Al 23’ è record per Dino Zoff: supera il primato di Da Pozzo, lo stadio ribolle come per il goal di Bettega, se possibile anche di più. Il fatto è che Dino è entrato subito nel cuore della gente per non uscirci mai più. Bello e giusto: saranno 859 minuti alla fine della partita, Zoff arriverà a 903 sommando i minuti senza goal della gara successiva col Milan (cadrà su rigore battuto da Gianni Rivera). Fine del sipario festoso e sotto con la partita, che non è affatto finita. Al 25’ Anastasi calcia a lato una palla goal offertagli da Causio. Poi, si fa male Haller ed entra Cuccureddu, a rinserrare le file della difesa. La Lazio prova a gettare il cuore al di là dell’ostacolo, ma non ce la fa più, anche perché gli slanci guerrieri di Chinaglia si sono esauriti. Finisce così: vittoria juventina per 1-0, vittoria preziosa e cruciale, visto che il Milan impatta con l’Atalanta e viene perciò raggiunto in cima. Causio, Furino, Anastasi e Altafini i più combattivi nella giornata giustamente intitolata a Bettega tornato al goal dopo una vita e a Zoff saracinesca.

L’arbitro Angonese ha riportato una distorsione alla caviglia destra alla fine del primo tempo. Zitto zitto, chiede soccorso, viene curato e se la cava benone. Zoff, oltre alle valanghe di complimenti di rito, si vede recapitare un mazzo di rose rosse da una tifosa. Siamo al romanticismo spinto. E alle dediche molto speciali: Super Dino si fa consegnare il pallone del record e lo dirotta a Giovanni Agnelli junior, con simpatia. Un tocco di classe alla fine di una gran bella festa. La Juventus avrà altri momenti difficili, perderà colpi preziosi, ma quando la daranno per spacciata infilerà una serie impressionante di vittorie, sino a scavalcare il Milan e quella stessa Lazio sul filo di lana. Questa, però, è un’altra storia.