A DOMANDA RISPONDE - Xavier Jacobelli: “Serie A cambia pelle, solo la Juve poteva ritrovare stimoli dopo 6 titoli. Decideranno due fattori. Spazzati via luoghi comuni, Pipita leader. L'investitura di Buffon. D'accordo in parte con Montella

30.10.2017 01:34 di Xavier Jacobelli Twitter:   articolo letto 16065 volte
A DOMANDA RISPONDE - Xavier Jacobelli: “Serie A cambia pelle, solo la Juve poteva ritrovare stimoli dopo 6 titoli. Decideranno due fattori. Spazzati via luoghi comuni, Pipita leader. L'investitura di Buffon. D'accordo in parte con Montella

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, editorialista del Corriere dello Sport-Stadio.


La Juve ha vinto alla grande a San Siro, ma il Napoli è tornato subito primo e solo, la Lazio vince sempre e stasera a Verona l’Inter cercherà un’altra vittoria, senza dimenticare la Roma, al terzo 1-0 consecutivo e con una partita da recuperare. Sarà così sino alla fine?
 
“Cinque squadre in sette punti ai primi cinque posti della classifica dopo undici giornate sono un’autentica rarità. Confermano la nuova dimensione di un torneo che, rispetto agli anni del predominio bianconero, sta cambiando pelle. E soltanto una grande squadra come la Juve, congenitamente votata alla ricerca del successo, poteva ritrovare dentro di sé gli stimoli e le motivazioni per continuare a essere protagonista nella lotta per il titolo, nonostante avesse vinto 6 scudetti di fila. Il Napoli è uno schiacciasassi e demolisce un record dopo l’altro della sua storia calcistica. La Lazio è l’autentica rivelazione di questo primo scorcio di torneo. L’Inter è l’outsider della corsa tricolore. La Roma vanta la miglior difesa. A decidere, saranno gli scontri diretti e il Fattore Europa. Soprattutto se tutte le nostre squadre impegnate nelle competizioni continentali supereranno la fase a gironi”.
 
In tempi non sospetti, quando non segnava e sembrava prigioniero di una crisi di condizione, lei ha sempre sostenuto come Higuain non potesse mai essere un problema per la Juve. Dopo lo show di San Siro e dopo avere raggiunto quota 101 gol in serie A, dove pensa possa arrivare l’argentino?
 
“Il calcio è bello perché è vario. Soprattutto, perché si diverte a smentire i luoghi comuni e gli stereotipi propalati un tanto al chilo. Si diceva che, contrariamente al Napoli, la Juve fosse una squadra inadatta a Higuain perché il Napoli giocava tutto per lui e la Juve no. Si puntava il dito contro il ritardo di forma di un giocatore che, invece, storicamente, in forma entra quando arriva l’autunno. Si malignava che l’ex partenopeo non si sarebbe mai votato al sacrificio nell’interesse collettivo. Udine e Milano hanno spazzato via preconcetti e pregiudizi. Higuain non è più solo e soltanto uno dei migliori cannonieri a livello mondiale. Della Juve è diventato un leader. E le parole che Buffon aveva pronunciato in calce ai sei gol di Udine ne sono state l’investitura. Quando il Capitano invita la società a proiettare giorno e notte a Vinovo il video della prestazione del centravanti perché tutti rammentino che cosa significhi giocare per la squadra, vuol dire che Higuain è entrato nella stanza di bottoni della Juve”.

Montella ha dichiarato. “ E’ stata una partita giocata alla pari, la differenza l’ha fatta Higuain che ha fatto due gol pazzeschi, si è girato in un fazzoletto ed è stato bravissimo. A volte bisogna fare i complimenti anche agli avversari: ha fatto due gol da fenomeno. Di Higuain non ne esistono tanti e non in tanti si possono permettere giocatori come lui. Per 70 minuti siamo stati convincenti ed è stata una sfida equilibrata, anche in relazione all’avversario. Ci vuole coraggio e abitudine a giocare queste sfide, nella preparazione di queste partite si perdono molte energie nervose e forse abbiamo pagato un pochino anche questo. Abbiamo creato almeno quanto loro, abbiamo tirato in porta anche da dentro l’aerea poi la Juve è stata più brava, complimenti a loro: hanno tanti giocatori che possono risolvere le partite”. E’ d’accordo?
 
“Sono d’accordo sull’elogio di Higuain. Non sono d’accordo sul Milan che "ha giocato alla pari con la Juve". Montella, comprensibilmente s’intende, cerca di tenere alto il morale del Milan che ha incassato la quinta sconfitta in 11 partite di campionato e oggi ha 15 punti di distacco dal Napoli capolista, 12 dalla Juve e dalla Lazio, 10 dall’Inter, ma stasera potrebbero diventare 11 o addirittura 13 se i nerazzurri pareggiassero o passassero a Verona. Il Milan ha retto la Juve per un tempo, il primo. Poi Higuain, ma non soltanto Higuain, ha spento la luce ai rossoneri. Il Milan paga i continui cambi di formazione e di interpreti di un copione che il tecnico dovrebbe scrivere una volta per tutte in maniera chiara e comprensibile alla sua squadra. Altrimenti, sarà sempre più dura”.
 
Massimiliano Allegri è stato fra i primi a manifestare il suo cordoglio per la scomparsa di Gino Bacci, storica firma di Tuttosport e popolare opinionista tv. Che ricordo ha di lui?
 
“Bacci è stato, prima di tutto, un grande giornalista sportivo, inteso nell’accezione più completa della definizione. Possedeva una cultura calcistica assolutamente enciclopedica che Google e Wikipedia non avranno mai e nemmeno avranno i copia e incolla pullulanti sul web. Bacci è stato un polemista icastico e sanguigno, ficcante e ironico, come si conviene a un livornese doc, che la sua città e la sua gente ha onorato con la passione per il mestiere che l’ha reso protagonista assoluto della stampa sportiva italiana. Era anche un uomo capace di grandi vampate dialettiche;  al tempo stesso, era sempre pronto ad andare sino in fondo per sostenere le proprie tesi, senza se e senza ma. Merita tutto l’omaggio che il calcio gli sta rendendo in queste ore. Per usare il suo lessico, Gino Bacci ha giocato una grande, stupenda partita".