ZAC, conferenza integrale: "Da John Elkann uno stimolo in più per progredire"
Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Fulham, l'allenatore della Juventus, Alberto Zaccheroni, ha risposto alle domande dei giornalisti nella sala stampa del Media Center di Vinovo. Tuttojuve.com ha trascritto integralmente la conferenza del tecnico bianconero:
Si può fare il punto sugli infortunati?
Prima dell'allenamento è difficile.
Ci sono speranze per Marchisio e Sissoko?
"Marchisio sono due giorni che non lo vedo. Io quando sono arrivato sono venuto immediatamente qui. Lo vedrò, penso e spero, oggi pomeriggio, perchè i giocatori devono ancora arrivare. Quindi devo verificare. Vedrò come sta e se svolge l'allenamento di oggi pomeriggio".
E Sissoko?
"Sissoko penso che sia a posto. Ieri stava bene. Marchisio ieri ha saltato l'allenamento perchè era letto. Sapete dell'assenza di Melo per squalifica. Gli altri mi sembra che stiano bene. Questo è il quadro dei centrocampisti."
Poulsen è in grado di giocare una partita intera?
"Non l'ha mai disputata. Uno ha i novanta minuti giocando. Se non ha giocato mai i 90 minuti è difficile che abbia la tenuta completa. Però è un giocatore esperto, un giocatore di personalità, un giocatore che si sa gestire, di conseguenze credo che qualora debba essere schierato in campo sia in grado di gestire i 90 minuti, sappia dosare le energie per fare i 90 minuti.
Camoranesi?
"Idem".
Allenamento all'aperto o al coperto?
"Verifichiamo. Vedremo le condizioni dei campi. Se posso, all'aperto".
Quanto potrà cambiare nella formazione rispetto a sabato scorso? Ha un'idea di quanto possa essere massiccio il turnover o deve aspettare l'ultimo allenamento?
"No, io sinceramente sono abituato ad aspettare la mattina della partita, perchè quando ho provato a prendere delle decisioni definitive nella giornata precedente i fatti mi hanno sempre costretto a modificare. Quindi tanto vale che rinvii tutto a domani mattina, visto che tra l'altro giocando a tarda sera ho anche tutta la giornata per decidere".
Caceres come sta?
"Caceres secondo me è quello più in dubbio tra quelli rientranti. Non voglio forzare nessuno".
Ma sente ancora dolore?
"Deve convivere con questo dolore che al momento non è importante, però ci deve convivere"
Ipotizzando che non intervengano fatti nuovi, è possibile che domani possa trovare un attimo di riposo Diego?
"No, è nei miei programmi...non domani. E' nei miei programmi dare un turno di riposo anche a lui. Però devo sempre valutare al momento, perchè poi la stanchezza di un giocatore può sembrare più fisica, ma in realtà magari può aver consumato il serbatoio di energie nervose. Adesso mi sembra che questo serbatoio di energie nervose - vedendo anche sabato - sia a buon punto, abbia fatto un buon riferimento".
Quindici giorni fa aveva detto che con quella situazione di infortuni persino questa coppa stava diventando qualcosa di complicato. Adesso è della stessa idea?
"Io sono sempre sulla medesima posizione. Se conoscessi il futuro.... Io devo pensare di poter contare su tutto l'organico. Questa settimana - anche se part-time - abbiamo recuperato diversi giocatori. L'altra settimana eravamo contatissimi. Ecco, l'importante è non ritrovarsi a mettere in campo gli stessi undici per tre partite consecutive. Due van bene, tre son troppe. In virtù di questo, visto che io penso sempre positivo, spero a breve di avere, non dico tutto l'organico a disposizione, ma mi accontento almeno di tre quarti dell'organico a disposizione. E con tre quarti dell'organico a disposizione noi possiamo essere competitivi su entrambi i fronti. Quindi cerchiamo di andare avanti anche in Europa League, rispettando l'avversario, che in questa stagione, soprattutto nel proprio campionato si è fatto valere. E' una squadra, come si suol dire, tosta. E' una squadra che ha questa grande capacità di gestire la partita e di sfruttare tutte le occasioni che capitano nell'arco dei 90 minuti. Non ha flessioni, sa bene cosa vuole, sa bene come arrivarci, sono molto compatti tra di loro, giocano tutti in funzione della squadra, nessuno gioca con l'obiettivo individuale. E' una squadra che si sa difendere molto bene, ne sa qualcosa anche lo Shakhtar, soprattutto per quanto riguarda la gara a Donetsk, dove hanno concesso pochissimo. E' una classica squadra inglese: molto robusta dietro e poi giocano molto sulle verticalizzazioni. Hanno alcune individualità di spicco, però anche queste individualità di spicco giocano tutte in funzione della squadra e hanno una grande intensità".
Che ricordo ha dell'Hodgson italiano?
"Quello che è oggi. Molto equilibrato. La sua squadra evidenzia una struttura sempre molto solida, sempre un 4-4-2 di base, molto ordinato. Non cerca mai di strafare, ma nell'arco della partita è sempre molto presente, quindi contro di lui non devi mai abbassare la guardia, non devi mai pensare di avere risolto il tutto. Poi questa è la coppa, quindi ci si gioca tutto su due partite, sull'andata e sul ritorno; la prima parte è importantissima, però non è determinante. c'è sempre la gara di ritorno e ci sono delle valutazioni diverse da fare rispetto al campionato".
Loro sono più forti in casa che in trasferta...
"Guardando i numeri di quest'anno loro sono decisamente più forti in casa, però io ho visto la partita che hanno disputato contro la squadra di Lucescu e si sono difesi con molto ordine, contro una squadra ricca di individualità e di giocatori bravi nell'uno contro uno, brav a scardinare le situazioni anche le situazioni maggiormente complicate. Lì hanno disputato un'ottima gara".
Avrebbe preferito giocare la gara d'andata in trasferta?
"Sulla carta può sembrare un vantaggio, però solamente sulla carta, perchè dopo vedete anche le esperienze degli altri.... Onestamente queste grandi differenze tra le gare interne e le gare esterne io non sono mai stato abituato a farle. Magari cambia l'atteggiamento della squadra avversaria e di conseguenza ci costringe a modificare il nostro, però io credo che una squadra come la Juventus...ma non solo la Juve, anche le squadre medie e quelle più piccole, stanno capendo che le partite sono sempre e comunque da giocare".
La partita di Firenze ha fatto divertire John Elkann, che tra l'altro ha lasciato una porta aperta per la panchina futura. E' un primo passo? E' soddisfatto? Era quello che cercava?
"I punti sono due: quando un tuo dirigente - e in questo caso un dirigente molto importante - come John Elkann si è sentito gratificato di quanto fatto dalla squadra in una trasferta difficilissima come quella di Firenze ci dà uno stimolo in più per progredire. Non ho detto per mantenerci, ma per progredire; perchè come ho detto negli ultimi incontri che abbiamo avuto, se va male mantieni il trend di oggi. Per quanto riguarda la futura panchina della Juventus, voi sapete perfettamente che io non ne parlo, non rientra negli obiettivi attuali. In questo momento il mio obiettivo non è neppure il Siena, è solamente il Fulham. E spero di avere questa occasione fino alla fine del campionato, ovvero poter guardare ogni tre giorni all'obiettivo successivo".
(Zaccheroni interviene per fare alcune precisazioni sugli attuali compiti di Trezeguet e degli attaccanti, ndr)
Volevo intervenire in merito a quello che io sto chiedendo adesso a David. In questo momento forse gli abbiamo chiesto di più; gli abbiamo chiesto di aiutare maggiormente la squadra, visto il momento particolare, piuttosto che metterlo nelle condizioni migliori. A lui non possiamo certamente insegnare a fare i gol. Quindi, nel nostro percorso di miglioramento dobbiamo trovare gli equilibri e la forza che consentano a David di fare quello che sa fare meglio, quindi di braccare l'area di rigore, perchè è sempre ben posizionato, ha i tempi di smarcamento, ha una evidentissima rapidità di esecuzione che è una caratteristica di quelli che comunque nella loro carriera fanno sempre gol. Siamo noi che dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori. In questo momento la squadra viene da un periodo non brillantissimo e quindi stiamo cercando di mediare. Chiediamo uno sforzo maggiore anche agli attaccanti di turno, chiediamo di aiutare maggiormente la squadra, affinchè la squadra cresca e possa dopo ripagare lo sforzo che fanno loro in questo momento".
Lei ha accennato prima a questo processo di miglioramento. Adesso inizia una fase due del suo lavoro? Inizia un momento in cui vorrà vedere qualcosa in più rispetto a quello che ha visto fino ad oggi?
"Io vorrei vedere sempre un miglioramento, però mi rendo conto che quest'alternanza degli undici che vanno in campo, questo giocare, fermarsi per un acciacco, ripartire, non aiuta nè la squadra, nè la condizione individuale. Quindi in questo momento non posso pretendere dai giocatori la brillantezza, il top del loro rendimento. Però devo perseguire necessariamente quella strada. Come ho già detto, il mio obbiettivo è quello di portare ciasciuno di loro al top della condizione. Se continueranno questi acciacchi che non ti permettono di inserire su un lavoro di base la cosiddetta brillantezza diventa complicato. Ma per quanto mi riguarda la crescita in questo mese c'è stata, al di là della compattezza che non è mai mancata, e quella dovrà comunque essere la qualità migliore di questa squadra".
Questo turno di coppe è stato visto un po' come uno spareggio Italia-Germania. Lei pensa che il calcio italiano stia perdendo posizioni? La Bundesliga è in crescita, con stadi pieni, con squadre sempre più importanti...
"Qualche posizione - leggevo anche stamattina - stiamo rischiando di perderla, soprattutto per quanto riguarda la Champions. Credo però che a livello qualitativo non abbiamo niente da invidiare alle altre squadre. Per quanto riguarda i tedeschi è vero, sul piano della presenza negli stadi sono superiori a noi. Ma per quanto riguarda la qualità di gioco, noi proponiamo sempre e molto più di loro, al momento. Gli inglesi mi sembra che dal punto di vista economico stiano passando sicuramente un momento non alla pari degli ultimi tempi. La Spagna è la solita, propone sempre un gran bel calcio, caratterizzato soprattutto dalla tecnica che a me piace molto. Però, insomma, io credo che il nostro campionato si distingua sempre per essere il campionato più difficile del mondo. Tanto è vero che quando un calciatore fa bene in Italia è difficile che non faccia bene in un altro campionato, come spesso succede al contrario. I giocatori che in altri campionati fanno benissimo e poi vengono in Italia e stentano tantissimo. Il coefficiente di difficoltà del nostro campionato lo ritengo sempre il più alto al mondo".(Redazione Tuttojuve.com)
Direttore: Claudio Zuliani
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