Sportitalia - Un pallone (d'oro) sgonfio
Dall’apoteosi mondiale, con conseguenti Pallone d’Oro e Oscar del Calcio, alle gelide panchine juventine. Tutto in quattro anni. E pensare che Cannavaro era tornato alla Juve soprattutto per giocare con continuità in vista del Mondiale, dopo che il Real Madrid lo aveva a tutti gli effetti scaricato. Mancano tre mesi al debutto dell’Italia in Sudafrica e il netto calo di rendimento del capitano azzurro inizia a preoccupare persino Marcello Lippi, l’uomo che ha sempre creduto fortemente nel napoletano, e non solo per gratitudine dopo Berlino 2006. Il declino di Cannavaro è stato evidente negli ultimi anni, ma soprattutto mesi, e considerando i suoi 36 anni, non c’è neanche da stupirsi troppo. Il problema è che Alberto Zaccheroni, a differenza di Ferrara, ha avuto il coraggio di lasciarlo in panchina alla Juve e ora c’è il serio rischio che il difensore arrivi al mondiale da panchinaro. Cannavaro in nazionale si trasforma, e in passato Lippi ha sempre dimostrato di mantenere intatta la fiducia nei suoi campioni del mondo, ma anche il ct sarebbe in grossa difficoltà se il capitano dovesse trascorrere i prossimi tre mesi in panchina.
Può un giocatore che sta fuori in una Juve già deludente, restare titolare fisso nella nazionale che dovrà difendere il titolo di campione del Mondo in Sudafrica? La domanda deve per forza porsela anche Lippi. Giovani come Bonucci e Bocchetti sono in grande condizione e in un mese di mondiale è obbligatorio scegliere l’undici titolare in base alla forma fisica e non alla gratitudine. Il Cannavaro di questa stagione è lontano parente dello scattante e agguerrito mastino che ci ha esaltati in Germania, e nelle ultime gare Zaccheroni ha deciso di preferirgli addirittura Zebina. I risultati hanno premiato il tecnico romagnolo, perché senza Cannavaro la Juve è risorta vincendo quattro delle ultime sei partite tra campionato ed Europa League. Con Cannavaro invece, è arrivata la pesante sconfitta interna contro il Palermo. Sono cambiate tante cose da quella notte di Berlino e se Cannavaro non ritroverà improvvisamente i super poteri azzurri, Lippi dovrà avere lo stesso coraggio di Zaccheroni, lasciando da parte i dolcissimi ricordi.
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