SARRI E IL BUON VOTO, SFATA UN LUOGO COMUNE ED EVITA DI PENSARE ALLA MUSICHETTA
Maurizio Sarri vede il traguardo ma dovrà fare tre punti per raggiungere l’obiettivo, l’Inter questa volta non ha toppato e si è portata a meno tre e l’Atalanta comunque un punticino l’ha fatto. Ecco che, quindi, i bianconeri non possono scherzare nel primo dei tre match point, in teoria con la formazione più debole tra le prossime considerando la trasferta di Cagliari e l’ultima in casa con la Roma.
Il tecnico bianconero ha le idee chiare: “C’è la volontà di andare all’obiettivo senza perdere la testa, abbiamo fino al 2 agosto per arrivarci. Domani è una possibilità, dobbiamo giocare con combattività per arrivare all’obiettivo perché come ho sempre detto andarci vicino conta zero”.
NIENTE MUSICHETTA - la Juventus pensa solo al campionato: “Non stiamo facendo nessuna preparazione perché stiamo giocando ogni 72 ore quindi è impossibile fare qualsiasi tipo di lavoro. Io penso che la partita di domani la prepareremo in 30-40 minuti domattina perché anche oggi ci saranno alcuni giocatori che avranno bisogno ancora di qualche ora di recupero. In questo momento non c’è nessuno che sta lavorando dal punto di vista fisico se non da un punto di vista individuale se hai qualche giocatore singolo che sta fuori per qualche giorno e può andare fare dei lavori particolari. Se uno va in campo ogni 72 ore non c’è tempo e modo di fare lavori specifici. La Champions è una manifestazione affascinante ma una squadra si deve valutare sul campionato, che è più indicativo perché dura 10 mesi, quest’anno 12. Ci sono due settimane alla partita di Champions quindi noi ora abbiamo 7-8 giorni da dedicare solo ed esclusivamente al campionato senza nessun secondo pensiero".
Quindi nessun pensiero al Lione, vincendo ci sarà tempo per pensarci.
IL LUOGO COMUNE SFATATO - in tanti continuano a dire che i calciatori non sono adatti al gioco di Sarri, ma l’allenatore sfata un luogo comune: "Devo essere io ad adattarmi alle caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione. Non è che un allenatore può arrivare in una squadra e comprare 25 giocatori, sono io che devo capire le caratteristiche dei giocatori e adattare il mio modo di giocare alle caratteristiche dei giocatori, se no come ho detto altre volte vado alla ricerca di allenare me stesso e non i giocatori. Quindi il discorso lo invertirei”.
Sarri in ogni caso si promuove il titolo per lui sarebbe importante e nonostante qualche basso recente, il voto alla fine sarebbe positivo, ma bisogna vincere: “Gli do un buon voto perché questo è il campionato più difficile della storia del calcio italiano. Trovarsi dentro a un campionato così atipico è difficile per tutti. Infatti se guardi i risultati delle ultime partite c’è un capovolgimento delle graduatorie perché è una situazione talmente atipica in cui ci sono difficoltà enormi per tutte le squadre. Quindi essendo dentro a un campionato di così difficile interpretazione penso che la squadra abbia fatto bene. Poi ci sono margini di miglioramento sempre e comunque".
Aspettiamo la matematica, ma dopo le ultime partite ci aspettiamo una risposta sul campo ed i tre punti per portare a casa uno scudetto molto meritato.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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