MATUIDI: "Il Lione? Non abbiamo paura di nessuno. Alla Juve mangi, dormi e ti svegli pensando alla vittoria. Su CR7, Rabiot e la Nazionale..."

24.02.2020 10:35 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
MATUIDI: "Il Lione? Non abbiamo paura di nessuno. Alla Juve mangi, dormi e ti svegli pensando alla vittoria. Su CR7, Rabiot e la Nazionale..."

Il centrocampista della Juventus Blaise Matuidi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Le Figaro. Ecco quanto tradotto da TuttoJuve.com: “Paura del Lione? La Juventus non ha paura di nessuno. Noi giochiamo per vincere tutte le partite, è la regola qui, tutto il mondo la conosce. Dopo di questo, non voglio dire che non rispettiamo il Lione, assolutamente. Io li ho visti giocare spesso e anche se sono in difficoltà restano giocatori di buon livello. Dovremo stare attenti”.

Matuidi definisce poi Houssem Aouar uno dei punti forti del Lione: “È interessante per la sua capacità di giocare per gli altri e di mostrarsi decisivo in zona gol. È un difensore promettente e talentoso. Poi in attacco, con Dembélé, Terrier et Toko-Ekambi, possono essere davvero molto pericolosi. Lo sappiamo, ma abbiamo anche noi degli argomenti a nostro favore”.

Sulla sua stagione: “Non mi va di auto-valutarmi, ma ho avuto altri e bassi. Devo lavorare per trovare il mio livello migliore ed essere più regolare, deve passare tutto da quello. Lavoro, lavoro, lavoro. Sembra banale dire così, ma è la verità. Oggi non mi sento ancora al top della forma. È quando non sto bene i miei difetti sono più visibili. Posso migliorare nella gestione del pallone, come tutti, anche se penso di essere migliorato da quando sono qui”.

Su Rabiot: “Se mi sta pestando i piedi? Non credo. È arrivato per aiutare la squadra, portarci delle soluzioni in più e farci salire di livello. E lo fa a meraviglia. È un vantaggio avere giocatori di questo livello nel gruppo. Quando hai degli obiettivi come quelli della Juve, non puoi accontentarti di un gruppo ristretto. Giusto che ci sia concorrenza in tutte le posizioni. Io lo conosco e lo vedo tutti i giorni, quindi io penso di poterlo valutare meglio di quelli che lo vedono solo attraverso uno schermo. È un ragazzo riservato, ma è anche positivo e laborioso”.

Sul suo segreto per evitare infortuni a 33 anni: “Sono stato fortunato, faccio grande attenzione al mio corpo, sia che si tratti della preparazione, dell’allenamento e delle partite, ma non trascuro il dopo che è altrettanto importante. Si parla penso di piccoli dettagli ed è esattamente così. Poi è molto importante l’alimentazione, non ho uno chef ma ho mia moglie che cucina molto bene. Lei sta molto attenta a come mangio. Poi ho qualche piccolo vizio come tutti. Quando i bambini reclamano il McDonald’s, ne approfitto con loro”.

Su Cristiano Ronaldo: “Lui è un buonissimo esempio. Ai suoi pasti, tutto è preciso, millimetrato. Quando lo vedi giocare così da così tante stagioni, sai che non ci sono segreti. Per arrivare all’eccellenza devi dare il meglio di te tutto il tempo”.

Sul calcio: “L’ho sempre preso come un gioco, è la mia passione e l’ho fatto diventare anche il mio lavoro, anche se io non lo considero tale. L’aspetto su cui sono cambiato è che ora voglio vincere. Sempre, sempre di più. Questo è ciò che mi tiene sotto pressione ai massimi livelli e mi anima ogni giorno. E alla Juve mangi, dormi e ti svegli pensando alla vittoria”.

Sul suo italiano: “Le mie figlie, che vanno alla scuola internazionale, lo parlano meglio di me. Loro sono avvantaggiate dal fatto di studiarlo tutto il giorno, che non è il mio caso. Sono contento che loro stiano facendo questa esperienza, è importante a livello culturale parlare più lingue, scoprire un altro universo. E anche io sul campo non mi pento minimamente della mia scelta”.

Sulla vita a Torino: “Mi piacciono tante cose. Andiamo spesso al parco a passeggiare in famiglia e approfitto anche delle montagne. I bambini vanno a sciare l’inverno. A livello gastronomico è una festa e anche la gente è molto calorosa. Anche calcisticamente sono molto appassionati, ma la qualità della vita è davvero ottima qui. Cosa mi manca della Francia? La colazione. È imparagonabile. In Francia siamo un passo avanti con i croissant e i pains au chocolat. Ma sicuramente mi sto abituando e almeno così non cado in tentazione”.

Sull’Europeo 2020: “Ci arriviamo con grande ambizione. Sarà magico, anche se quello che abbiamo fatto finora non è male. Quando hai assaporato il successo è difficile stancarsene. La Nazionale francese è il filo rosso della mia carriera, portare quella maglia è motivo d’orgoglio perché rappresenti il tuo Paese. Spero che sarò al top della condizione quest’estate. Se lascerò la Nazionale dopo Euro 2020? Prima del Mondiale in Russia dissi che sarebbe stata la mia ultima competizione con la Nazionale eppure sono ancora là… Devo vivere il presente e dopo l’Europeo faremo il punto e ne riparleremo”.

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