Lo strano caso di Arturo Vidal
La questione Vidal sta ormai tenendo banco da diversi mesi su tutti i principali quotidiani sportivi, come del resto accade sempre quando un giocatore del suo livello attira le attenzioni dei principali club europei.
La vicenda si è “accesa” ancora di più nelle ore successive alle dimissioni di Antonio Conte da allenatore della Juventus, visto che molti hanno collegato la decisione del tecnico salentino proprio alla presunta scoperta (o conferma) della volontà da parte della società di Corso Galileo Ferraris di cedere il cileno, per giunta, si dice, solo per far cassa.
Ad ogni modo, tralasciando la questione Conte, ciò che lascia in verità perplessi sulla situazione del fuoriclasse sudamericano è che a oggi essa appare piuttosto sospetta.
Certamente meno definita di quanto riportano alcuni media o lasciano intendere i dirigenti juventini con le loro dichiarazioni, che riteniamo troppo vaghe e sibilline tra le righe.
Dire infatti che un giocatore lo si vuole tenere, specificando però subito dopo “se lui vuole restare” e se non arrivano offerte folli, non sembra propriamente il massimo, né una decisa presa di posizione sull’incedibilità dell’atleta. Anzi, pare quasi un volersi affidare al caso, agli eventi. E siccome a Torino non ci sembrano degli sprovveduti, gatta ci cova.
Una società che vuole rafforzarsi sempre di più e che si chiama Juventus, oltre ad effettuare acquisti mirati puntando a uno-due campioni all’anno, dovrebbe tenere quelli che ha già ad ogni costo, per non dover ricominciare ogni volta da zero e scoprire un ruolo in organico. Li dichiara incedibili senza se e senza ma, e non va dicendo in giro “noi vogliamo tenercelo a meno che non sia lui a chiederci di andare via”.
Perché questa agli occhi di tanti potrebbe sembrare la classica risposta di chi vorrebbe in realtà vendere qualcuno, ma preferirebbe che fosse questo qualcuno ad assumersi la “colpa” di un eventuale addio. Arturo Vidal ha prolungato il suo contratto con la Juventus pochi mesi fa e non è certo in scadenza, motivo per cui la società ha il coltello dalla parte del manico e volendo può imporsi e opporsi categoricamente a ogni richiesta di cessione, come del resto farebbe qualsiasi club importante e con dirigenti di polso. Tra l’altro non ci sembra che il calciatore stia cercando di forzare la mano per andar via o che, restando, abbia intenzione di fare poi i capricci. Perfino la Roma ha saputo respingere gli assalti a Benatia e Gervinho, tenendoseli ben stretti nonostante potesse guadagnarci un bel gruzzolo dalle loro cessioni, e nonostante i due calciatori avessero mostrato inizialmente l’intenzione di cambiare aria.
In generale, poi, quando e “se” si vogliono cedere campioni di questa portata, lo si dovrebbe fare per cifre esorbitanti (viste le quotazioni che circolano per gente come David Luiz, per il cileno, uno dei primi tre migliori centrocampisti al mondo, ci vorrebbero almeno 70 milioni) e a inizio mercato, quando ancora tutto è in divenire e si possono incassare cifre considerevoli da reinvestire su almeno un altro top player, anche in altri ruoli. Per intenderci, sacrificare il cileno un mese fa per prendere per esempio Di Maria e/o un altro grande campione sarebbe stata un’operazione tutto sommato sensata, ma farlo oggi per rientrare di parte delle spese di Morata, o per comprare Guarin o Candreva sarebbe pura follia. A maggior ragione considerando il fatto che, con tutto il rispetto parlando, in questo caso più che rafforzarsi la Juventus si indebolirebbe. E allora non ci sarebbero giustificazioni di sorta.
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