LIVE TJ - A casa con la Juve - Camoranesi: "All'inizio Trezeguet mi stava antipatico. Maradona mi disse che sarei diventato Campione del mondo"

03.04.2020 15:09 di Camillo Demichelis Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
LIVE TJ - A casa con la Juve - Camoranesi: "All'inizio Trezeguet mi stava antipatico. Maradona mi disse che sarei diventato Campione del mondo"

Mauro German Camoranesi è ospite su Juventus TV all'interno della trasmissione condotta da Enrico Zambruno e Claudio Zuliani "A casa con la Juve". Stanno intervenendo in trasmissione anche Andrea e Michele di radio Deejay. TuttoJuve.com sta seguendo l'evento in diretta: 

Zambruno: "Come stai Mauro?"

Camoranesi: "Bene come ti dicevo prima sto cercando di svegliarmi, perché c'è il sole ed è una bellissima giornata. È una novità svegliarsi alle 9 del mattino ma va tutto bene".

Zambruno: "Andrea come stai?"

Andrea: "Bene sono nella mia casa qui a Cremona. È una bella giornata. Poi ricordiamo che Cremona è una città importante anche per la Juventus perché Antonio Cabrini e ovviamente Gianluca Vialli sono di Cremona". 

Michele: "Ci avete chiamato e  ho deciso di mettere la maglia della Juve ci vuole un po' di spirito di emulazione. Io sono in mezzo alla campagna".

Zuliani: "Caro Mauro la prima domanda che voglio farti è: ti è nata prima la passione o quella per il calcio?"

Camoranesi: "Prima per il calcio. La musica è arrivata, ma l'ho scoperta un po' come tutti verso i 14 anni. Io in casa ascoltavo molta musica perché mia mamma lavorava a casa e ascoltava la radio. Voi lo sapete in radio si ascolta di tutto. In quel periodo in cui ero irrequieto è nata questa passione per la musica e l ascoltavo con gli amici".

Zuliani: "Andrea e Michele cosa ha rappresentato per voi Camoranesi"

Andrea: "Passione Argentina, ma anche la cazzimma. Io oggi ho riguardato tutti i gol di Mauro e non me li ricordavo tutti".

Michele: "Faccio un parallelismo: calcio e musica. Mauro è sudamericano e con il pallone faceva di quelle schitarate e noi da tifosi non possiamo far altro che godere di queste cose. Se non erro hai fatto 32 gol con la Juve, tutti gol bellissimi e con una cazzimma tanta".

Zambruno: "Facciamo il Camo quiz. Andrea è la notte prima della finale del mondiale del 2006, Ciro Ferrara passa il telefono a Mauro chi c'è dall'altra parte della cornetta?"

Andrea: "Maradona".

Zambruno: "Bravo Andrea. Mauro ci hai parlato davvero?"

Camoranesi: "Io sono ancora convinto ancora oggi che era lui. Non toglietemi questa soddisfazione. Sono andato in camera di Ciro che dovevo parlare con lui. Ad un certo punto mi dice: "Sono al telefono, vieni qui dopo, perché sono al telefono con Diego". Mentre sto bene mi dice: "Camo non uscire che Diego ti vuole parlare". Mi giro e pensai che mi prendeva in giro. Mi disse che davvero stava parlando con Diego e che voleva parlarmi. Torno indietro prendo il telefono e sento: "Ciao Camo, stai tranquillo che domani diventerai campione del mondo". Per me alla vigilia della finale del mondiale sentire queste parole è stato meraviglioso. Per me era il mio idolo ed è stato bellissimo". 

Zuliani: "Michele chi era il compagno di stanza in ritiro di Mauro?".

Michele: "David Trezeguet". 

Zuliani: "Bravo Michele. Mauro cosa avete combinato tu e David in stanza?"

Camoranesi: "Ci siamo divertiti da morire. Siamo stati tantissimi anni insieme. Vi dico una cosa in particolare: noi per sei mesi non ci siamo parlati. Io quando sono arrivato in squadra, è vero che era pieno di ragazzi Sudamericani, ma io li vedevo come stelle. Allora mi mettevo nel mio angolino e non parlavo con nessuno. Io per tre mesi entravo nello spogliatoio li salutavo mi cambiavo e non parlavo con nessuno. Poi siamo diventati amici ci sentiamo ancora adesso. Lui ora è a Madrid è bloccato li perché stava facendo un corso. Non mi vengono in mente aneddoti spontanei, ma ci preparavamo una seconda cena nella stanza in ritiro. È un personaggio che ho conosciuto con il tempo. Ma si può dire che aveva la faccia da str***zo. Lui ti guarda sempre dall'alto e pensavo ma chi si crede di essere questo".

Zambruno: "Andrea che cosa collezionava Mauro ai tempi della Juve?"

Andrea: "In teoria non la so, ma secondo me multe".

Zambruno: "Mauro è vero che il compenso per le multe andava direttamente ad un noto ospedale, veramente prendevi tante multe".

Camoranesi: "Purtroppo si. Mi auguro che nei prossimi anni il reparto porti il mio nome, perché l'ho costruito da solo. Ci pensò ancora ed è una cosa che non sono mai riuscito a capire. Adesso non arrivò più in ritardo e bob prendo multe. Una volta ne parlai anche con mio padre: io abitavo a Moncalieri e mi allenavo a vinovo. Mi alzavo un'ora e mezza prima dell'allenamento facevo colazione ero bello pronto, ma evidentemente non mi piaceva arrivare li e aspettare gli altri. Un giorno sfrecciavo in macchina con mio padre e gli dissi ma perché arrivo in ritardo? Mio padre mi disse: "Stai tranquillo ce lo hai nel sangue, io ero come te". 

Zuliani: "Michele a chi ha segnato Mauro di testa al 95º minuto"

Michele: "Bologna".

Camoranesi: "Ricordi bene. È uno dei gol a cui sono più affezionato perché è una rete che fa capire lo spirito di questa squadra. Perdevamo 2 a 0 e rimontammo. Perché come si dice sempre non bisogna mai mollare anche se mancano tre minuti. Mi pare fosse un anticipo o un posticipo, eravamo in lizza per il primo posto in campionato e quel gol di permise di restare avanti in classifica. È stato un punto importante per fa capire che questa squadra non molla mai. Mancavano tre minuti e abbiamo pareggiato al 93º, anche se in quella partita il Bologna dominò. Ma avevamo quello spirito di non mollare mai ed è per questo che ci sono affezionato". 

Zambruno: "Mauro quando eri piccolo avresti pensato di diventare un famoso campione?"

Camoranesi: "No ci speravo. È un sogno quando inizi a giocare a calcio".

Zambruno: "Facciamo un gioco che si chiama Ehi Google. Andrea tocca a te, immagina la gente che digita su Google ma cosa devo fare della mia vita?"

Andrea: "Ho una risposta che è anche un gioco di parole, ma vada via il Google se fate una cosa del genere". 

Zambruno: "Michele tocca a te, ma i maiali sudano?"

Michele: "A pochi passi da casa c'è un allevamento di maiali e sono andato proprio a portare gli asciugamani ai maiali, lo avverto tutti i giorni, no però è una domanda che mi appunterò e secondo me si sudano". 

Zambruno: "Camo torno da te, ma come si chiamano le dita dei piedi?"

Camoranesi: "Non si chiamano di certo come quelle delle mani. Però lo hai chiesto alla persona sbagliata. Ora vado io su Google a cercarlo".

Zambruno: "Andrea, ma perché la mia auto non parte?"

Andrea: "Bisognerebbe sapere se sono più le donne a cercarlo, perché secondo me si. Qui si apre un universo. Saluto tutti quelli che adesso sono chiusi in casa e hanno le batterie delle auto scariche. Pensa Mauro se fosse successo ai tempi in cui dovevi andare a Vinovo non ci arrivavi proprio". 

Zambruno: "Ultima domanda: Michele, ma perché il campo da calcio è verde". 

Michele: "Campo da calcio verde per far risaltare meglio il pallone bianco". 

Zambruno: "Mauro che effetto ti fa vedere in campo ancora adesso Gigi Buffon?"

Camoranesi: "Mi fa piacere. Evidentemente uno deve smettere quando se la sente, non quando lo chiedono gli altri. Io so che in tanti dicono che deve smettere, però i o credo che se sta bene deve continuare e c'è una società che deve continuare e fa benissimo".

Zambruno: "Con chi sei rimasto più legato della tua Juve? Ti senti ancora con qualcuno".

Camoranesi: "Con pochi perché poi siamo tutti sparsi in giro per il mondo. Poco fa, visto che lavoro in Slovenia, ho sentito Igor Tudor, perché lui adesso è tornato in Croazia, quindi ho sentito lui. Sento David (Trezeguet ndr) ovviamente. E Gigi (Buffon ndr) l'ho visto poco fa perché ho fatto una visita al nuovo centro sportivo. Non mi sento con tanti, non so cosa fanno gli altri. Però con alcuni ci vediamo allo Stadium. Con Edgar Davids ci vediamo allo stadio. Poi con Ciro Ferrara che è ovunque, lo vedo in televisione, è come il prezzemolo. Ieri sera, sono rimasto fino alle 2 a guardare una trasmissione e c'era Ciro Ferrara". 

Zuliani: "In quella famosa partita a Firenze 1-1, quando hai segnato il gol vittoria e sei andato a suonare alla bandierina che canzone hai cantato?"

Camoranesi: "Non mi ricordo particolarmente cosa ho cantato, ma è una cosa che volevo fare da tanto tempo. Ma io segnavo una volta ogni tre mesi e quindi ho dovuto aspettare un po' di tempo prima di fare quella esultanza". 

Zambruno: "Andrea e Michele la cosa più strana che avete fatto per la Juve?"

Andrea: "Ce ne sono tante perchè sai che il tifo è tanto. Siamo andati in macchina a vedere la finale di Champions contro il Borussia e ci siano trovati in un fiume giallo fosforescente di tifosi del BVB è quella è stata abbastanza adrenalinica. Invece, un po' di tempo fa in Champions al gol di Dani Alves contro il Monaco, io ho rischiato di cadere giù dalle scale davanti al presidente e non è stata una cosa molto bella". 

Michele: "Ce n'è anche un'altra molto bella a San Siro era un Parma - Juve e Andrea non so se ti ricordi, su un gol di Vialli abbracciandoci siamo caduti e nel cadere, lui mi ha calpestato gli occhiali che sono andati in frantumi. È stata una roba disumana, anche perché io essendo miope, ero praticamente cieco".

Andrea: "Noi abbiamo assistito a vittorie pazzesche come il 6-1 sul Milan. Noi eravamo allo stadio. Io ho avuto la fortuna di vincere la Champions nel 96 a Roma ai rigori e quella è stata una serata incredibile e indimenticabile". 

Michele: "Vi porto un messaggio di Vialli che sarebbe stufo di essere l'ultimo ad aver alzato la Champions. Adesso siamo in questa situazione ma insomma ci speriamo tutti". Zambruno: "Ragazzi grazie della compagnia".