LIVE - MARCHISIO a Filo Diretto: "Ci stiamo preparando bene per la gara contro la Lazio. Bello eliminare il Toro dalla Coppa Italia. Stagione ancora lunga. Voglio vincere tutto"

LIVE - MARCHISIO a Filo Diretto: "Ci stiamo preparando bene per la gara contro la Lazio. Bello eliminare il Toro dalla Coppa Italia. Stagione ancora lunga. Voglio vincere tutto"
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 2 dicembre 2015, 15:29Primo piano
di Camillo Demichelis

Claudio Marchisio è ospite della trasmissione di Jtv Filo Diretto. TuttoJuve.com sta seguendo l'evento in diretta:

Hai un portafortuna per le partite?

"No, non ho un portafortuna. Entro in campo saluto sempre un mio caro amico che non c'è più da ormai tanti anni e mi protegge dall'alto. Però portafortuna o gadget non ho nulla". 

Volevo chiederti come è stato diventare padre?

"Ormai sono passati un po' di anni, perché Davide ha già più di sei anni. Quindi il tempo passa in fretta. È stato un momento sicuramente unico, per me e per mia moglie e per tutta la nostra famiglia, in un momento in cui avevo appena esordito in nazionale. Mi ricordo che neanche 10 giorni dopo, giocammo a Torino, Italia - Bulgaria e mia moglie mi venne a trovare in albergo con il piccolo Davide. E c'era Lippi che mi guardava sul divano come a dire siete due bambini. Perché avevo 23 anni, già papà e ripensandoci eravamo veramente giovani, però sono quelle scelte che non puoi rimpiangere, perché sono stupende. E sono dettate soprattutto dall'amore di quando si è tanto giovani". 

Sicuramente è una grande soddisfazione da questo punto di vista veder crescere i tuoi bambini...

"Sicuramente, io come tutti i miei compagni,  chi frequenta quest'ambiente, si è sempre poco a casa e quindi la crescita soprattutto dei figli la vedi in maniera incredibile. Crescono veramente in fretta, perché passi poco tempo e molte volte torniamo dalle trasferte alle 3 di notte e quindi ti svegli dopo di loro. Di regola papà e mamma si svegliano prima dei bambini per portarli a scuola, quindi per recuperare dormi di più, poi vai all'allenamento torni alla sera e loro vanno a dormire presto perché poi c'è la scuola. Quindi è anche difficile passare del tempo intenso con loro". 

C'è stato un momento o una partita in particolare che vi ha fatto capire di esserci ancora per la lotta scudetto?

"La rimonta non è stata fatta. Perché per lottare per lo scudetto ci sono tantissime partite ancora, per noi e per le nostre avversarie e il campionato è ancora lungo. Sicuramente l'orgoglio e l'impegno che si è messo soprattutto nell'ultimo mese è stato quello giusto, da Juventus, quello da grande squadra. Ed è questa la strada che almeno nell'ultimo mese abbiamo ritrovato con continuità, che era stato quello che era mancato. Perché ci sono state ottime prestazioni anche nel momento dove non avevamo raggiunto le vittorie una dietro l'altra. È stato un inizio sicuramente difficile dopo 4 anni o meglio parlerei di 3, perché il primo scudetto anche li è stata una rincorsa. Perché c'è stato un momento in cui il Milan ci aveva superato e noi dovevamo tornare lassù. Quindi negli ultimi tre anni abbiamo fatto sempre partenze incredibili e siamo sempre stati su a guardare chi doveva recuperarci. Ora è totalmente il contrario. Quindi è stata una situazione nuova per tutti, non solo per noi, ma per i tifosi e tutto l'ambiente. Però questo ci deve dare tantissima forza ed è energia per continuare come stiamo facendo nell'ultimo periodo perché la stagione è ancora lunga". 

Volevo chiederti quali sono le possibilità di poter arrivare primi?

"Ripeto è presto. Anche perché chi è sopra di noi sta facendo un ottimo campionato, hanno un ottimo gioco e stanno dimostrando di essere delle grandi squadre che potranno lottare fino alla fine. Noi sicuramente siamo abituati a vincere, però siamo dietro e quindi come ho detto prima dobbiamo mettere molto di più di quello che abbiamo messo negli altri anni. Quindi sarà difficile, ma per noi è sempre un obiettivo da raggiungere". 

La partita contro la Lazio cosa rappresenta per questa crescita e che gara ti aspetti?

"Una partita sempre difficile al di là dei momenti che si possono passare in una stagione. Anzi quando si passano momenti non così positivi, come quello che sta attraversando la Lazio bisogna sempre preoccuparsi. Soprattutto quando hai modo di rifarti in una partita come quella contro la Juventus. Quindi, sappiamo già, e ci stiamo preparando per una partita sicuramente difficile. Abbiamo,rispetto al solito, due giorni in più per lavorare e recuperare, ci stiamo preparando bene, perché vogliamo continuare a fare quello che stiamo facendo". 

Cosa si prova a nascere calcisticamente in una società come la Juventus e giocare sempre nella stessa squadra, fino a diventarne un simbolo e una bandiera, un esempio di atleta e di serietà e umiltà per i ragazzi?

"Grazie per questa domande interessante e bella. Sai è stato ed è tutt'ora, perché a volte ci penso quando mi sveglio la mattina e quando mi ritrovo in un grande stadio, che era il mio sogno da bambino e tutt'ora è un sogno che sto vivendo. Perché anche se ora è realtà bisogna lavorare per migliorarsi sempre di più. Lo vivo sempre come un sogno, perché è giusto che sia così, perché se mantengo questo obiettivo e questa realtà del sogno è più facile tirare fuori anche energie positive per andare avanti negli anni e migliorarsi. E trovare anche qualcosa in più per darlo, non soltanto a me stesso, ma anche ai compagni di squadra. Parlavi di umiltà, tutte belle cose che puoi averle caratterialmente, ma ho avuto la fortuna di avere una famiglia che me lo ha inculcato fin da bambino, ma anche una società che dai primi passi che ho fatto qui alla Juventus fino ad arrivare alla prima squadra ti insegnano, come è giusto che sia, ad avere responsabilità sin da bambino. Non soltanto di te stesso, ma della società che rappresenti, perché la Juventus quando sin da bambino fino a che diventi calciatore, la rappresenti in Italia e nel mondo, davanti a tantissimi tifosi che la seguono. Ed è giusto avere il profilo con il dna Juventino". 

Con chi hai legato maggiormente dei nuovi arrivati?

"Devo dire che tutti quanti si sono messi subito a disposizione un po' perché sapevano di arrivare in un gruppo che è 4 anni che vinceva il campionato italiano e che arrivava da una finale di Champions. Quindi con grandi risultati e con grandissimi risultati a livello europeo e questo ha portato subito a grandissima disponibilità da parte di tutti i ragazzi. Dove non c'è uno in particolare, ma si sono messi subito tutti a disposizione, anche perché siamo passati da vincere subito la Supercoppa in Cina con grande entusiasmo, a passare un momento di vera difficoltà che poteva portarci allo sbando. Non solo a livello di risultati, ma soprattutto a livello di spogliatoio e di squadra. Invece, c'è stata una grande risposta soprattutto dentro lo spogliatoio". 

Preferisci vincere il quinto scudetto o la coppa dalle grandi orecchie?

"Sappiamo che non solo la Juve, ma in qualsiasi società è difficile arrivare a vincere tutto in un anno. Quindi non scenderei neanche a patti, finché c'è la possibilità mi gioco tutto. Poi è normale che man mano che si va avanti si vedono gli obiettivi a cui uno può arrivare. Però non scenderei mai a patti per scegliere una cosa o l'altra. Preferisco tutte e due". 

Voglio farti un appello in vista del prossimo derby: se possiamo chiuderlo un po' prima per non rischiare le coronarie...

"Questo è vero, però è bello vincere i derby così. Rimangono ancora di più impressi nelle nostre menti".

Pensi che essendo un derby da dentro o fuori avrà un diverso impatto emotivo? Lo sentì più forte come impatto?

"Devo dirti di sì. Perché è una partita da dentro fuori. Giocare un derby così non capita da diversi anni e sono sempre importanti. Per di più negli ultimi anni, dove il Torino ha trovato un'identità importante nel campionato di Serie A, arrivando anche in Europa League. Quindi anche il derby di Torino è diventato molto più bello e agguerrito. È una partita da dentro o fuori e quindi andare a Natale con una vittoria eliminando i cugini non sarebbe male". 

Se non fossi diventato calciatore cosa saresti voluto diventare da bambino?

"Un mestiere particolare non è che ce lo avessi, il fatto di poter viaggiare in giro per il mondo e conoscere il mondo mi è sempre interessato. Ho avuto ed ho la fortuna di girarlo con il calcio sia con la Juventus che con la nazionale. È vero che non facciamo i turisti perché vediamo veramente poco. Però sono molto contento perché è una cosa che mi piace molto e quindi la sto vivendo lo stesso". 

Visto che ci sono buone possibilità di vincere il girone in Champions come affronterete la partita di Siviglia?

"Sicuramente come tutte le partite. Si vuole scendere in campo per cercare di vincere, perché oltre in se per la partita, perché come ho detto poco prima, vogliamo sempre vincere. E poi perché vogliamo raggiungere il primo posto in classifica. È vero che passando i gironi qualsiasi squadra che si va ad affrontare è sicuramente difficile. Però il fatto di arrivare primi e incontrare una seconda classificata potrebbe sicuramente aiutare. Ma anche nel girone, le partite in Champions sono tutte difficili. Quindi cambia relativamente. Però il nostro approccio alla partita di Siviglia sarà come tutte le altre, di vincere e arrivare primi nel girone".

Come insegni ad amare questa squadra ai nuovi arrivati?

"Non c'è bisogno di discorsi o chissà che cosa, perché comunque i nuovi lo vedono subito. In primis dai tifosi, quando si trasferiscono a Torino, già dall'effetto e dall'importanza che i nostri tifosi gli fanno già capire che maglia andranno ad indossare e che importanza ha per la loro carriera. E poi vivendo il nostro spogliatoio, uno spogliatoio dove non si sta tutti seri, e c'è tanta voglia di famiglia, perché siamo una famiglia, e voglia di lavorare tutti insieme per gli obiettivi. Perché come si è sempre detto un singolo non porta mai alle vittorie, ma è tutta la squadra. È questo il motto che almeno nel nostro spogliatoio ci deve essere sempre al di là di quanti campioni si possono avere, la cosa importante è pensare sempre a quello".

Grazie Claudio per essere stato con noi...

"È stato un piacere come sempre".