LIVE - CHIELLINI a Filo Diretto: "Contenti di questo inizio di campionato. Vogliamo continuare a vincere. Alla Juve sono diventato uomo"

LIVE - CHIELLINI a Filo Diretto: "Contenti di questo inizio di campionato. Vogliamo continuare a vincere. Alla Juve sono diventato uomo"TuttoJuve.com
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
giovedì 25 settembre 2014, 16:09Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Giorgio Chiellini è ospite oggi pomeriggio a Filo Diretto, trasmissione settimanale di JTV. Tuttojuve.com sta seguendo in diretta la puntata e sta riportando integralmente e in tempo reale le sue dichiarazioni:

Che partita è stata contro il Cesena?
"Siamo contenti di questo inizio di campionato, siamo partiti bene, sicuramente è un segnale importante dopo tutta l'estate movimentata che abbiamo passato. Ieri era una partita che alla fine è stata abbastanza facile grazie a noi. Abbiamo avuto un ottimo approccio, siamo passati immediatamente in vantaggio nel primo tempo; nel secondo tempo abbiamo cercato di chiuderla il prima possibile, abbiamo tenuto un'altra intensità e una grande attenzione fino alla fine. Siamo contenti perchè abbiamo fatto riposare anche qualche giocatore importante, si è rivisto in campo Arturo dopo l'infortunio che ha avuto in Nazionale, insomma tanti buoni segnali che ci fanno ben sperare per le prossime partite. E andiamo avanti, lavoreremo quotidianamente perchè sappiamo che comunque siamo ancora all'inizio".

Tu e l'allenatore parlate in vernacolo visto che siete entrambi di Livorno?
"Guarda, comunque anche nelle riunioni, quando parla il mister, ha dei modi di dire chiaramente livornesi e per me che ormai sono tanti anni che manco da casa è sempre un piacere sentire parlare il dialetto di casa".

Cosa significa per un giocatore come te rimanere fermo a causa di infortuni?
"Sicuramente è un periodo molto difficile quello dell'infortunio perchè alla fine non puoi giocare, non puoi allenarti con i compagni, sei privato di una cosa di cui hai bisogno, giocare e stare in campo con gli altri. E' brutto a livello fisico perchè comunque  gli stop fanno sempre perdere un po di condizione ed è brutto a livello mentale perchè si soffre a stare fuori, non puoi aiutare la squadra. Fa parte del nostro mestiere ed è normale che sia così, l'importante è cercare tutti i giorni con il lavoro di prevenzione di ridurre al minimo gli infortuni e l'entità degli infortuni, che purtroppo ogni tanto capitano".

La solidità è un punto di forza. Ci sono giocatori che sono cresciuti molto come Ogbonna.
"Una squadra come la Juventus deve avere 24-25 giocatori che possono giocare senza problemi, su cui puoi contare ad occhi chiusi. Quest'anno sicuramente, complice qualche assenza di troppo a inizio stagione, però c'è stato spazio per quasi tutti, se non tutti, e sicuramente si è vista ancora di più l'importanza della rosa. Lo sappiamo, ma un conto è saperlo e un conto poi è dimostrarlo in campo. Siamo contenti perchè poi alla fine della stagione c'è davvero bisogno di tutti e anche persone che magari giocano meno, fanno 10-15 presenze, hanno un'importanza davvero altissima nell'economia di una squadra".

C'è una maggiore sicurezza, una maggiore forza rispetto agli anni scorsi. Una sorta di potere assoluto. E' un'impressione?
"Io credo che alla fine sia l'evoluzione della squadra, veniamo da un percorso di tre anni pieni di successi e come abbiamo detto fin da inizio anno, dalle prime interviste, c'è grande volontà di continuare a vincere e continuare a migliorare. Sicuramente sono arrivati giocatori importanti per darci una mano e alzare il livello della qualità di questa rosa, e poi c'è la crescita dei singoli che credo sia costante negli anni. Un po' questa consapevolezza di forza, un po' i miglioramenti e alcuni adattamenti che stiamo anche portando con il nuovo allenatore, credo che da parte nostra sia molto importante continuare a migliorare e continuare a crescere. E' l'obiettivo che ci poniamo giorno dopo giorno, partita dopo partita".

Sono quasi dieci anni che fai parte della Juve, hai mai pensato che un giorno saresti stato considerato una bandiera?
"Questa è la mia decima stagione, all'inizio no. Uno può anche sperarci, appena arrivato, ero giovanissimo, non pensavo neanche ad un orizzonte temporale così lontano. Poi anno dopo anno mi sono sentito sempre di più parte integrante di questa squadra, di questa società, di questa città, e sono davvero contento di scrivere una pagina importante della storia della Juventus. Sicuramente mi ha cambiato, perchè poi dieci anni di vita mi cambiano, ti fanno crescere, conosci tante persone e sono diventato uomo in questa squadra, in questa città e spero di onorare fino alla fine questa maglia e di poter gioire ancora insieme ai tifosi, alla società, ai miei compagni per altre vittorie".



Hai una grande professionalità e hai mostrato di essere un grande uomo. Che atteggiamento devi avere per arrivare al top?
"Sicuramente questa è una mia caratteristica, è anche una delle qualità che mi ha permesso di arrivare a questi livelli, non essendo dotato del talento da madre natura. Ma sicuramente da doti fisiche importanti, che però altri hanno uguale a me, se non migliori. La costanza nel migliorarsi tutti i giorni, nell'allenarsi sempre al 100% per migliorare appunto tutti gli aspetti e soprattutto quelli dove sono ancora carente. Anni fa lo era ancora di più, poi l'approccio a tutte le partite come quella di ieri, come fosse, non dico una finale, ma una partita Scudetto, credo sia la base per un miglioramento costante ma anche un ingrediente fondamentale che mi ha permesso di arrivare a questi livelli, a stare 10 anni nella Juventus. Credo che debba essere un pensiero che deve accompagnare tutte quelle persone che vogliono arrivare al massimo, poi che il massimo sia 8-10-6-4 quello dipende dalle caratteristiche e anche dal talento e dalla fortuna. Però se uno arriva al proprio massimo credo sia già una bella soddisfazione".

Sei uno dei pochi giocatori ad essere riuscito a studiare  e a laurearsi. Come mai molti non riescono  a fare quello che hai fatto tu?
"Io credo che sia una cosa molto importante. A parte l'università - io ho finito la triennale e la sto portando avanti - io parlo dei ragazzi ancora più giovani. Tante volte si arriva nei settori giovanili di alcune squadre, come ci sono anche da noi, e non si riesce quasi a finire neanche le superiori ed arrivare al diploma, perchè si è presi dalla carriera calcistica, come se poi non si potessero fare entrambe le cose. Io credo che per le nuove generazioni sia importantissimo. Bisogna studiare perchè lo studio ti apre la mente, ti fa anche migliorare il livello calcistico, perchè poi l'educazione è molto più importante di saper fare un passaggio. Perchè poi il passaggio lavorando lo si migliora anche a 30 anni, a 35, c'è sempre migliorare di migliorare quegli aspetti. Se invece perdi quegli anni adolescenziali, perdi lo studio, perdi la voglia di sacrificarti in quell'ambito, sono convinto che poi sono cose che non riesci più a riprendere". 

La Juve è un'isola felice, noi abbiamo il J-College.
"Sicuramente è un'iniziativa molto importante, che può essere una fortuna per i ragazzi. L'importante è come viene presa, l'impegno e l'approccio dedicati dai ragazzi agli studi, che siano una scuola pubblica, privata, a casa con la famiglia o lontano. Perchè tante volte questi ragazzi a 14-15 anni sono portanti lontano da casa. Però se viene preso tutto con il massimo impegno e con la serietà è una cosa che si ritroveranno in futuro".

Come vedi Marchisio nel ruolo di vice-Pirlo? E' più semplice arrivare al quarto Scudetto o alla Champions?
"Claudio, a parte che è un grande giocatore, quindi ha fatto tantissimi anni da mezz'ala, ha raggiunto un livello altissimo, ma dall'anno scorso, dall'inizio del 2013 fino al 2014, ha cominciato a giocare con continuità in quel ruolo quando mancava Andrea e secondo me è cresciuto tantissimo. Ha caratteristiche diverse da Andrea, però  è un giocatore unico che ogni squadra vorrebbe avere. Ha una grande corsa, tecnica velocità, rapidità di piedi, intelligenza tattica, è un giocatore completo che siamo fortunati ad avere. E' cresciuto qua, finirà sicuramente qua perchè è un esempio e sarà sempre di più un esempio per le generazioni future. All'altra domanda penso sia impossibile rispondere. E' sempre difficile vincere, è difficilissimo rivincere, quindi sono veramente obiettivi difficili da raggiungere, ma per cui lavoriamo tutti i giorni. Per cui andiamo avanti portando avanti quei due e anche la Coppa Italia, che poi inizierà a gennaio ma che sarà una tappa importante e poi vedremo il da farsi. Dobbiamo cercare di andare fino in fondo in tutte le competizioni".

Tu sei il prossimo capitano dopo Gigi. E poi non andiamo dietro a queste polemiche tra Conte e Allegri...
"Ti ringrazio, ma io sono il primo a sperare che Gigi duri per tanti anni ancora e magari anche più di me, perchè alla fine un portiere ha sempre una carriera più lunga, quindi speriamo che possa giocare per tanto tempo ancora. Le altre polemiche sono chiacchiare da bar, da parte nostra non è mai uscita nessuna parola negativa, nè sul passato, nè sul presente. E' da luglio, dall'addio di Conte all'arrivo di Allegri, che si cerca di creare questa polemica. La verità è che abbiamo fatto tre anni straordinari, siamo cresciuti, c'è un progetto che va avanti e sta continuando. Non deve essere la Juve di Conte, di Allegri, di Chiellini, di Buffon, am è un percorso dove conta la Juventus e conta vincere. Speriamo di raggiungere altri successi con Allegri che è il successo di tutti  e non di una persona sola".

In Champions abbiamo visto una Juve più convinta.
"Siamo convinti di poter fare bene, era una partita che per tanti sembrava facile, però alla fine la Champions è un altro livello, un'altra fisicità rispetto al campionato italiano. Ci tenevamo a partire bene, a partire con una vittoria, per darci ancora più fiducia. E' stato un buon inizio. Adesso abbiamo una trasferta dove sicuramente servirà una grande partita per fare risultato a Madrid, perchè giochiamo contro i campioni di Spagna e i vice campioni d'Europa, però siamo convinti di poter fare molto bene, di essere una possibile sopresa magari in questa edizione di Champions, senza porci limiti. Chiaramente non abbiamo il budget e alcuni fuoriclasse come possono avere Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco, però l'importante sarebbe andare a giocare partite importante contro queste squadre e poi si vedrà. Non pensiamo lontano, guardiamo di partita in partita, prima a sabato che c'è l'Atalanta, una gara diventa crocevia importante prima di una settimana di forche caudine, fra Madrid e Roma. Facciamo tutto com calma, siamo partiti bene, ma la nostra forza è quella di pensare di giorno in giorno".

Diamo una notizia ufficiale. Da oggi Giorgio Chiellini e è testimonial ufficiale dell'Arisla, raccolta fondi a favore della ricerca contro la Sla. Un bellissimo impegno.
"Sì una raccolta fondi a favore della ricerca di questa malattia della quale si parla da tanti anni, è un flagello che non si riesce ancora a sconfiggere. E' sempre un argomento che mi ha toccato profondamente, sono onorato che anche da parte dell'Arisla mi sia data la possibilità di essere testimonial per questa associazione. Nel mio sito c'è anche una sezione beneficenza, dove vengono portati avanti tutti i progetti che sto cercando di aiutare. Chiaramente non riesco a soddisfare tutte le richieste che arrivano, perchè ci sarebbe ancora più bisogno, però da parte di chi è più fortunato come me, come noi, c'è sempre la massima disponibilità ad aiutare chi ha più bisogno e speriamo di contribuire anche ad altre cause, oltre  quelle sportive. Tutti siamo sensibilizzati su questa cosa e sicuramente servirà un aiuto importante".


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