LA CARRIERA DI CIRO

05.06.2009 19:02 di Redazione TuttoJuve  articolo letto 801 volte
© foto di Federico De Luca
LA CARRIERA DI CIRO

A quattordici anni venne costretto momentaneamente in carrozzella dalla Sindrome di Osgood-Schlatter [1], ma si riprese ben presto ed esordì in Serie A con il Napoli il 5 maggio 1985, al San Paolo contro la Juventus, partita del campionato 1984-1985. Proprio Napoli e Juventus saranno le due squadre che gli daranno numerose affermazioni sia in campo nazionale che internazionale.

A Napoli giocò durante tutta l'era di Maradona e vinse il primo scudetto e la Coppa Italia nella stagione 1986-1987, poi due secondi posti consecutivi in Serie A ed ancora uno scudetto, nel 1989-1990.

Nella stagione 1988-1989 il Napoli vinse anche il suo primo trofeo europeo, la Coppa UEFA, battendo in finale lo Stoccarda grazie anche ad un suo goal realizzato al volo di destro, servito da un'assist di testa di Maradona.

In dieci stagioni vestì la maglia azzurra 323 volte: 247 presenze in Serie A e 12 gol, 47 in Coppa Italia con due segnature ed una in Supercoppa italiana, 28 presenze in Europa ed un gol.


Juventus [modifica]
Nel 1994 il suo allenatore Marcello Lippi lascia Napoli per trasferirsi alla Juventus portando con sé Ciro Ferrara. Inizia così un nuovo ciclo che durò fino al 2005. Al primo anno vince subito lo scudetto, il terzo della sua carriera ed il ventitreesimo della storia bianconera.

Nell'anno successivo arriva il trofeo più importante di tutta la sua carriera da giocatore: La Champions League, vinta nella finale del 22 maggio 1996 allo Stadio Olimpico di Roma contro l'Ajax di Louis van Gaal. Ferrara segnò uno dei rigori decisivi.

Con la maglia bianconera ha giocato in totale 358 incontri: 253 partite in serie A (più uno spareggio per l'accesso alle coppe europee) segnando 15 gol; 26 in Coppa Italia; e 3 finali di Supercoppa, con 2 segnature; 74 incontri europei con 3 centri ed una presenza nella Coppa Intercontinentale.

A Torino vinse sei scudetti, la UEFA Champions League nel 1996, una Coppa Intercontinentale nel 1996, una Coppa Italia e quattro Supercoppe italiane. Nella stagione 1996-1997 gli venne affiancato Paolo Montero e per tanti anni comporranno insieme la coppia titolare bianconera. Prima di ritirarsi nel 2005, vinse ancora in maglia bianconera tre scudetti, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003 oltre a quello successivamente revocato nella stagione 2004-2005. Oltre alla finale vinta nel 1996 ha disputato altre tre finali di Coppa dei Campioni, tutte e tre perse: nel 1997 contro il Borussia Dortmund, nel 1998 contro il Real Madrid e nel 2003 contro il Milan.

Il 15 maggio 2005 gioca la sua ultima partita ufficiale, contro il Parma a Torino. Si ritira al termine di quella stagione, vantando in tutto 500 partite in serie A[1], nel corso di ventuno stagioni consecutive. È il decimo giocatore italiano di tutti i tempi per presenze.


Nazionale [modifica]
Esordì in nazionale in Italia-Argentina 3-1 del 10 giugno 1987 ed in azzurro giocò 49 partite. Fece parte della squadra che partecipò alla XXIV Olimpiade nel 1988 classificandosi al IV° posto, dopo essere stata sconfitta per 3 a 0 dalla Germania Ovest.

Con il passaggio alla Juventus diventò titolare fisso della nazionale e con lui in campo l'Italia non perse nessuna partita di qualificazione al Campionato europeo di calcio 1996, ma si infortunò prima della competizione e non vi prese parte. Lo stesso accadde per il Campionato mondiale di calcio 1998 in Francia, partecipò a tutte le vittorie dell'Italia nelle gare di qualificazione (eccetto una terminata in pareggio) e per un grave infortunio non vi partecipò. Venne convocato da Dino Zoff per il Campionato europeo di calcio 2000 durante il quale giocò la sua ultima partita in nazionale e, nonostante le ottime stagioni giocate anche dopo il 2000, non venne più considerato da Giovanni Trapattoni, a quel tempo c.t. della selezione azzurra.

Sfortunato per quanto riguarda le partecipazioni ai Campionati del Mondo e quelli Europei, con una sola presenza in entrambe: per la prima competizione nella finale per il 3-4 posto al Campionato mondiale di calcio 1990, durante la quale colpì anche un palo con un tiro da fuori area, e per la seconda giocò l'ultima partita del 1° turno del Campionato europeo di calcio 2000, che coincise anche con l'ultima partita in nazionale.


Allenatore [modifica]

Nazionale [modifica]
Dal 2005, subito dopo il suo ritiro, ha fatto parte dello staff tecnico della Nazionale italiana campione del mondo nel 2006, come collaboratore tecnico di Marcello Lippi. Dal 2006 è responsabile del settore giovanile della Juventus [2] ed inoltre è commentatore televisivo per SKY Sport. Nel 2008, con il ritorno di Lippi sulla panchina della Nazionale, torna a ricoprire anche il ruolo di collaboratore tecnico del CT azzurro [3].


Juventus [modifica]
Il 18 maggio 2009 assume la carica di allenatore della Juventus per le ultime due giornate di campionato dopo l'esonero di Claudio Ranieri[4]. Sulla panchina bianconera esordisce il 24 maggio ed ottiene subito una vittoria 3-0 sul Siena all'Artemio Franchi, interrompendo così una striscia negativa che non vedeva vincere la Juve da ben 64 giorni e conquistando al primo colpo l'obiettivo della diretta qualificazione alla prossima Champions League. La settimana seguente, con la vittoria sulla Lazio, la squadra raggiunge il secondo posto finale. Il 05/06/2009 lascia l'allenamento della Nazionale Italiana a Coverciano per incontrare i dirigenti del club bianconero a Torino dove viene confermato allenatore della vecchia signora con un contratto biennale.