L'analisi di Rampulla: "Juve sulla strada giusta per tornare a vincere. No a Bernardo e Lewandowski, prenderei Palestra e Pinamonti. E sui portieri..."
"Ho conosciuto Alex negli otto mesi in cui abbiamo lavorato insieme, era un ragazzo eccezionale oltre che un professionista esemplare. Era una persona perbene". Pensieri e parole di Michelangelo Rampulla, che decide di aprire la chiacchierata nel ricordo dell'ex portiere bianconero Alex Manninger scomparso recentemente all'età di 48 anni. La redazione di TuttoJuve.com lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare degli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:
Che rapporto avevi con Alex?
"In questi momenti è sempre difficile aggiungere altre parole, Alex è stato un grande portiere e di persona lo era ancora di più. Avevamo il più classico dei rapporti tra allenatore e giocatore, ma ricordo la sua enorme disponibilità. Era proprio un bravo ragazzo, non se ne trovano molti così nel mondo del calcio".
Parlando di quanto successo domenica sera, la Juve ha battuto nettamente il Bologna e ipotecato il quarto posto. Che ne pensi?
"Ho sempre pensato che la Juve riuscisse ad agguantare il quarto posto, non dico fosse scritto ma rispetto alle altre era quella più avvezza a queste situazioni. Con i dovuti scongiuri, la vittoria col Bologna è un ulteriore passo che l'avvicina in maniera significativa alla qualificazione in Champions League".
La Juve può andare anche oltre il quarto posto?
"La matematica sta dicendo questo. La Juventus può aspirare ad un risultato migliore del quarto posto, noi ci speriamo".
La qualificazione in Champions, o anche arrivare al terzo o al secondo posto, provocherebbe un'esultanza per come si era messa la stagione ad un certo punto?
"Un piazzamento di prestigio sarebbe importante, ma di certo non è nel DNA della Juve. Qui c'è l'abitudine alla vittoria".
Dunque cosa bisogna fare per tornare a vincere?
"Prima o poi arriveranno di nuovo quei risultati, credo che sia nell'ordine naturale delle cose. Può capitare di vivere degli anni in cui bisogna rimettere in ordine le cose, ma la Juve è sulla strada giusta per tornare a vincere. C'è una guida tecnica importante, c'è stata la volontà con i rinnovi di formare uno zoccolo duro importante con giocatori di qualità e personalità. Ora bisogna continuare in questa direzione".
Chi è stato il più decisivo?
"Certamente l'esperienza di Spalletti è stata fondamentale nel riportare serenità all'interno del gruppo. La squadra è sempre stata buona, però il tecnico toscano è stato bravo a toccare le corde giuste e a farla rendere al meglio. E quando le cose iniziano ad andare per il verso giusto, il merito a mio parere è sempre di tutti".
Ritorno sul discorso dello zoccolo duro e ricordo bene quanto tu lo abbia sempre auspicato per i giocatori italiani. Ma su chi investiresti?
"Uno su cui investirei sicuramente è Palestra, però ci sono altri validi giocatori italiani. E qualcuno lo hai anche in casa. Poi ognuno fa delle scelte, quel che voglio dire è che la Juventus non deve pensare soltanto ai giocatori stranieri".
La Juve sta cercando l'attaccante e proseguendo il ragionamento, punteresti ancora su Kean che al momento è uno dei più rappresentativi che abbiamo in Italia?
"Era un giocatore della Juve, poi sono state fatte delle scelte che lo hanno portato lontano da Torino. Purtroppo qui nel belpaese non c'è mai tempo per aspettare, si vuole tutto e subito. Per chi ho sempre avuto un debole è Pinamonti, per me è un giocatore bravo e completo. Ma a prescindere dai ruoli, nelle grandi squadre come quella bianconera devi portare calciatori di personalità e che sanno reggere le pressioni. Altrimenti è tutto inutile".
Però parametri zero come Bernardo Silva e Lewandowski, attualmente valutati dalla Juve, sono figure di personalità e carattere adatte al contesto.
"Quelli a parametro zero, in genere, hanno fatto il loro corso. Oppure ci sono delle diatribe interne per cui la società fa le proprie valutazioni, ma i calciatori forti non si lasciano andare via così a cuor leggero. Lewandowski e Silva sono due grandissimi che vanno bene per i 10/15min finali, ma noi non dobbiamo essere il cimitero degli elefanti. Ecco perché, a mio modo di vedere, bisogna farsi una domanda e darsi una risposta. Modric e De Bruyne sono sempre i migliori in campo in un calcio scarso come il nostro, poi andiamo in Europa e perdiamo tre o quattro a zero. Dobbiamo pensare a giovani forti e di prospettiva, e puntare su di loro".
Mentre su Di Gregorio e Perin punteresti ancora?
"Assolutamente sì, sono due portieri di livello. Continuerei con loro anche l'anno prossimo".
Si ringrazia Michelangelo Rampulla per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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