Il terzo tempo - Qualificazione più vicina, ma bisogna fare di più. Rugani patrimonio da valorizzare. Buffon e Lichtsteiner da antologia, che tutti prendano esempio.

Il terzo tempo - Qualificazione più vicina, ma bisogna fare di più. Rugani patrimonio da valorizzare. Buffon e Lichtsteiner da antologia, che tutti prendano esempio.TuttoJuve.com
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mercoledì 4 novembre 2015, 18:30Primo piano
di Luigi Risucci
Della trasferta in Germania si salva solo il risultato. Buffon sempre più sugli scudi, male l'attacco.

Ancora imballata e priva di una vera e propria idea di gioco, la Juventus pareggia in terra tedesca e perde il primato nel girone europeo. A ben guardare lo sviluppo del match, si può anche ricercare una nota positiva nel risultato, un pareggio prezioso data l'inferiorità numerica che la squadra ha dovuto patire per oltre mezz'ora, dopo lo sciagurato intervento di Hernanes, giocatore che paga l'inesperienza a grandissimi livelli. La fase di rodaggio è finita ma ai bianconeri sembrano mancare ancora incisività in attacco e idee precise sullo sviluppo della manovra nel campo di gioco, oltre al modulo che continua a cambiare in corso d'opera e priva i giocatori di un schema predefinito. L'attacco è ancora una volta la nota dolente della prestazione: Morata è la brutta copia del ragazzo prodigio ammirato lo scorso anno, spesso fuori dal gioco e mai decisivo. Dybala, anche se non lesina impegno e dedizione, sembra ancora acerbo quando deve calcare il palcoscenico continentale, il tutto sommato ad un possesso palla scarso (33%) che è giustificato solo parzialmente dall'espulsione del brasiliano. La squadra in 10 uomini ha smesso di giocare e non è mai riuscita a ripartire e rendersi pericolosa, il che sarebbe stato comprensibile contro una corazzata del calcio europeo ma lascia l'amaro in bocca visto che il Monchengladbach, squadra organizzata ed attenta, ha fatto punti solo contro i bianconeri. Probabilmente (Allegri dixit) in parità numerica la squadra avrebbe portato a casa i tre punti ma, è risaputo, con i se e con i ma non si fa la storia. Tuttavia la qualificazione non sembra compromessa, basterà un punto nelle prossime due partite, e a dirla tutta, una vittoria nel prossimo turno contro il Manchester City potrà permettere alla banda di Allegri di riprendersi persino il primo posto, fondamentale per evitare un ottavo di finale da incubo. Difficile commentare l'attuale momento di Chiellini. E' un senatore, uno di quei giocatori in grado di trasmettere il DNA Juve ai nuovi arrivati ma sicuramente non è nel suo periodo di forma migliore. Tenere fuori Barzagli in questo momento è un delitto e Rugani è incomprensibilmente relegato in panchina dal ritiro estivo. Il giovane prelevato dall'Empoli è il miglior difensore italiano della nuova generazione e merita una chance, magari a partire dal prossimo impegno, proprio contro la sua ex squadra.

Anche perchè da qualche settimana sono tornate a rimbalzare voci su una sua possibile cessione a gennaio, sponda Napoli. Sarri lo ha allenato ed è un intenditore di difensori, rinforzare una concorrente e privarsi di un simile talento, seppur ancora inespresso, sarebbe grave da parte di un dirigente esperto come Marotta. I 20 milioni rispediti al mittente in estate non basteranno nemmeno nel mercato di riparazione, la stella di Rugani deve cominciare a brillare anche in maglia bianconera. Aggettivi finiti ormai da un pezzo per definire Gianluigi Buffon. Il capitano sfodera un'altra prestazione maiuscola e salva il risultato anche contro il Borussia, compiendo una parata da antologia su Stindl e deviando sulla traversa il destro del fratello meno conosciuto della famiglia Hazard. Dopo il prodigio nel derby su Glik e le parate strepitose contro i Citizens l'apporto dei punti portati da Buffon in questo difficile inizio di stagione continua a salire e lo erge ancora una volta a simbolo di questa squadra. Non osiamo immaginare in quali acque navigherebbe la Juventus senza il suo capitano al timone, un trentottenne che ancora ha (letteralmente) nelle sue mani le sorti di una squadra. Una nota di merito va anche a Lichtsteiner, stoico, al rientro in campo a soli 32 giorni dall'operazione al cuore che ne ha curato l'aritmia. Lo svizzero ha giocato la solita partita ordinata ed attenta, impreziosita dalla gemma al volo su splendida imbeccata di Pogba, un altro che ha dato segni di risveglio dopo un avvio di stagione imbarazzante. A fine partita Stephan ha dichiarato: “ Anche se avevo solo due allenamenti nelle gambe, non potevo restare fuori in un momento così difficile per la squadra. Dovevo aiutarla”. Che tutti prendano esempio, in fretta, per tornare ad essere la vera Juve.