Il terzo tempo - La difesa è il segreto della rimonta. Zaza batte tutti per media-gol, sarà importante per questa squadra.
La Roma è nel mirino. La tanto agognata zona Champions è appena due punti più su. La stagione della Juventus sembra aver assunto una nuova faccia, dopo la sconfitta di Reggio Emilia in cui si era toccato il punto più basso della stagione sono arrivate quattro vittorie consecutive ed una risalita vertiginosa. In soli quattro turni scalate ben sette posizioni in classifica e rosicchiati nell'ordine otto punti alla Roma, quattro a Fiorentina ed Inter e tre al Napoli, oggi meritatamente in vetta. I partenopei sono la squadra che fino ad ora ha espresso il miglior gioco e può vantare lì davanti il giocatore più forte di questa Serie A, quel Gonzalo Higuain capocannoniere e trascinatore assoluto degli azzurri. Ci sarà tempo e modo di prendere punti anche alla squadra di Sarri, che negli undici titolari ha una grande squadra ma che pecca nei ricambi soprattutto in difesa ed a centrocampo e che non potrà sicuramente reggere i ritmi infernali ai quali ci ha abituato nei primi 14 turni, giocando sempre con gli stessi interpreti. La risalita dei bianconeri è partita con quel derby vinto all'ultimo respiro ed ha un comune denominatore evidente: la ritrovata solidità difensiva. Basta subire gol al primo tiro in porta, con il muro Barzagli-Bonucci-Chiellini ed una compattezza di squadra maggiore sono arrivate vittorie in serie sia in Italia che in Europa, dove il primo posto (importantissimo) dovrà essere sugellato da almeno un pari a Siviglia. E pensare che dietro a quei tre mostri sacri dell'arte difensiva c'è il miglior giovane centrale d'Italia, quel Daniele Rugani che sta ancora attendendo il suo momento ma che quando gioca in nazionale fa strabuzzare gli occhi per la personalità e la classe che lo contraddistinguono. Proprio Sarri (uno che di difensori se ne intende) lo vorrebbe a Napoli ma siamo certi che Marotta non lo lascerà scappare verso una diretta concorrente e che prima o poi arriverà il suo momento. Quello che sembrava essere il reparto meno amalgamato ad inizio anno, l'attacco, sta iniziando a carburare.
Mandzukic si è ricordato di essere un killer negli ultimi 15 metri ed ha iniziato a segnare a raffica; gol pesantissimi, tutti decisivi per il risultato e pazienza se Morata dovrà scaldare la panchina ancora per un po', perchè il croato serve come il pane alla manovra bianconera, con la sua esperienza internazionale e lo strapotere fisico che ne fanno uno spauracchio per ogni retroguardia. Dybala ha iniziato a far vedere colpi da fuoriclasse, tra assist e gol è fino ad ora l'uomo in più di Allegri. Il mister sa bene che il ragazzo è un portento ma pecca ancora di qualche “vuoto” di troppo nei novanta minuti, è un diamante ancora da sgrezzare del tutto ma quando avrà imparato a fare il rifinitore potrà diventare devastante. Una nota di merito va però riconosciuta ad un ragazzo spesso sottovalutato da critica ed addetti ai lavori. Simone Zaza da Policoro, il centravanti operaio dal sinistro esplosivo, un giocatore che ha avuto poche occasioni per mettersi in mostra (appena due partite da titolare) ma che vanta una media gol mostruosa: 1 gol ogni 107 minuti, per distacco il migliore del reparto avanzato bianconero. In un campionato quanto mai esterofilo, vedere un giovane italiano così forte giocare col contagocce è un peccato e l'insofferenza del ragazzo a stare costantemente in panchina si è vista tutta nella rabbia con cui ha calciato il pallone del 3-0 alle spalle di Sorrentino. Certo, “non si può giocare in 12” (Allegri dixit, sul “caso-Morata”) ma Zaza si sta dimostrando un attaccante atipico, con caratteristiche diverse dagli altri ed in grado di portare imprevedibilità e soluzioni alternative agli sbocchi offensivi della manovra. Nell'insolito anticipo del venerdi, contro una Lazio devastata da infortuni e contestazioni, ci sarà la defezione non da poco di Pogba, e con Marchisio e l'ottimo Sturaro dovrebbe esserci (il condizionale è d'obbligo) Khedira, al rientro dall'ennesimo problema fisico.Con Pereyra e Asamoah lungodegenti l'emergenza in mediana è conclamata: Padoin scalda i motori ma non smuove la fantasia dei più, perchè i biancocelesti saranno affamati di punti e bisognerà metterla sulla tecnica, non esattamente il punto forte dell'onestissimo numero 20 pupillo prima di Conte e poi di Allegri. Non sarà una partita facile perchè Pioli rischia il posto in caso di ulteriore sconfitta, per i laziali sarà una partita da dentro-fuori. Per i bianconeri vincere deve essere un must, per mettere pressione a chi sta davanti e per continuare quella splendida rimonta che partì al minuto novantaquattro del derby della Mole.
Direttore: Claudio Zuliani
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