Il terzo tempo - E' la Juve dei "nuovi". La stagione passa dalla doppia sfida alle romane, intanto Marotta costruisce il futuro.

Il terzo tempo - E' la Juve dei "nuovi". La stagione passa dalla doppia sfida alle romane, intanto Marotta costruisce il futuro.TuttoJuve.com
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mercoledì 20 gennaio 2016, 16:00Primo piano
di Luigi Risucci
Alex Sandro, Khedira, Mandzukic e la stella Dybala, i nuovi guidano la rimonta. Stasera in Coppa e domenica due passi fondamentali per la stagione. Scopriamo Mandragora...

Le vittime messe in fila, una marcia da rullo compressore e decima gemma consecutiva incastonata in stagione. La Juventus è tornata davvero, ed ora ai risultati unisce gioco e spettacolo, oltre ad un'innata voglia di “uccidere” l'avversario. La squadra di Allegri sta attraversando un momento di forma sfavillante, dal punto di vista fisico e psicologico, riesce ad imporsi agli avversari nella prima parte di partita ed ha la pazienza di portare in porto il risultato senza troppi rischi. Corta e aggressiva dietro, letale quando attacca, la compagine bianconera ora spaventa sul serio la concorrenza per lo scudetto, con l'Inter che inciampa ancora insieme a Roma e Fiorentina, ed il Napoli che lancia il guanto di sfida, tenendo la testa della classifica. Alex Sandro dimostra ad ogni partita di più la bontà dell'investimento importante fatto su di lui, Khedira mostra che, se in forma e con i muscoli a posto, ha un personalità pesante in campo mentre Mandzukic consolida il suo posto da titolare con la solita sostanza. La stella più lucente, manco a dirlo, porta la 21 sulle spalle e rappresenta letteralmente l'uomo simbolo di questa squadra affamata di rimonta. Da quando Dybala ha preso la Juve per mano, la stagione ha assunto nuova forma e rinnovata sostanza, con il primato tornato, a tempo di record, a soli due punti di distanza. Allegri ha avuto il merito di inserire al meglio i nuovi arrivi, e permettere al gioiellino arrivato da Palermo di essere la variabile impazzita in una macchina organizzata ed affidabile. Tale dovrà confermarsi anche stasera, quando Dybala probabilmente osserverà un po' di meritato riposo e Morata e Zaza avranno nuova chances di mettersi in mostra al meglio. La Coppa Italia è importante, perchè è un trofeo che dopo vent'anni d'esilio forzato è tornato a Torino, nella finale di Roma dello scorso maggio, vinta proprio contro la Lazio di Pioli. I biancocelesti sono stati battuti già due volte in stagione (Supercoppa e campionato) e non stanno rendendo ai livelli dello scorso anno ma guai a sottovalutare l'impegno. La Coppa Italia rappresenta una veloce scorciatoia a favore dei laziali per arrivare in Europa e quindi c'è da scommettere che venderanno cara la pelle.

Subito dopo toccherà alla Roma di Spalletti, squadra rinnovata e sempre temibile nei novanta minuti, nonostante il momento a dir poco opaco. Saranno due sfide fondamentali per due obiettivi stagionali, contro due squadre da affrontare con la consueta “cattiveria”. Il mercato dei grandi nomi tace inesorabile ma ieri è arrivato a Torino un ragazzo più che promettente. Rolando Mandragora ha firmato un quinquennale con la società bianconera, dopo l'accordo raggiunto col Genoa, su una base di 6 milioni in tre anni ed un bonus massimo di altri 6, variabili in base al rendimento del ragazzo. Mancino naturale, mediano e all'occorrenza mezz'ala dai piedi buoni, il giovane d'origine napoletana è uno dei prospetti migliori del calcio italiano. I più attenti ricorderanno che ha esordito in Serie A proprio contro la Juventus, a 16 anni, marcando con ottimi risultati uno come Paul Pogba. Poi l'ascesa con i rossoblu fino al prestito al Pescara. Perno della nazionale Under 21 di Di Biagio e prima ancora protagonista con tutte le nazionali giovanili. A meno di diciotto anni, arrivare alla Juve non è per tutti e Mandragora è solo l'ultimo tassello del progetto per il futuro che Marotta e Paratici stanno organizzando. Non sappiamo se già dalla prossima stagione Rolando farà parte della rosa bianconera o andrà a fare esperienza altrove, ma la strategia societaria è precisa: tenere sotto controllo i maggiori talenti di casa nostra come obiettivo principale, guardare al futuro anche quando il presente è più che roseo. E' da sempre questo quello che ha fatto grande questa squadra.