IL TERZO TEMPO - Dubbi e lacune a pochi giorni dal Sassuolo. La Juve deve correre ai ripari e in fretta: attualmente è quarta sulla griglia di partenza.

Difesa indebolita, centrocampo giovane e orfano di Pogba, attacco in divenire. Tanti, troppi dubbi su una rosa ancora incompleta.
11.08.2022 13:30 di Luigi Risucci   vedi letture
IL TERZO TEMPO - Dubbi e lacune a pochi giorni dal Sassuolo. La Juve deve correre ai ripari e in fretta: attualmente è quarta sulla griglia di partenza.
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L’esordio in campionato si avvicina e la Juventus continua ad essere un cantiere aperto. Il precampionato si è rivelato ricco di insidie, per gli infortuni, il mercato tribolato e per gli scarsi risultati sul piano del gioco. La rosa, ad oggi, appare ancora incompleta.

La difesa ha perso Chiellini e De Ligt, ritrovandosi con Bremer e Gatti, due ottimi prospetti ma privi in termini assoluti di esperienza in campo internazionale. I terzini, nota dolentissima, sono rimasti gli stessi dello scorso anno: Alex Sandro o quel che ne rimane e Pellegrini a sinistra, Danilo e De Sciglio a destra. Gli innesti sulle fasce difensive sembravano essere più che certi, visti i pessimi risultati dell’annata appena trascorsa e invece sono fioccate le inaspettate conferme. Scelta azzardata, ad essere clementi. È stato preso Cambiaso, reduce da un ottimo campionato con il Genoa, ma è stato parcheggiato a Bologna per acquisire esperienza. La panoramica sulla retroguardia non può che evidenziare un verdetto di piena insoddisfazione: la difesa, che lo scorso anno ha incassato ben 55 gol complessivi, si è indebolita.

Il centrocampo che, a detta di esperti e tifosi, era il reparto che più necessitava di innesti, ha registrato solo il gradito ritorno di Pogba. Il francese, tuttavia, è alle prese con seri problemi al menisco, con la relativa diatriba relativa all’operazione mancata. Bene la rescissione con Ramsey e la probabile cessione di Rabiot con relativa plusvalenza. Arthur è ancora prigioniero del suo contratto faraonico. Miretti è passato stabilmente in prima squadra al pari di Fagioli e Rovella. I giovani millennials sono tra le poche note positive della pre-season: hanno coraggio, spensieratezza e freschezza. Ma non si possono affidare le redini della squadra a ragazzi con una manciata di presenze in Serie A.

L’attacco ha perso Dybala e Morata, lasciando solo Vlahovic e l’indisciplinato Kean alla corte di Allegri. Chiesa è ancora ai box e se ne riparlerà, nella migliore delle ipotesi, a novembre inoltrato. Di Maria è un fuoriclasse, ma con 34 primavere sulle spalle ed un mondiale in mezzo alla stagione. L’imminente arrivo di Kostic porta in dote una buona dose di assist e qualche gol. Ancora troppo poco, per una squadra che lo scorso anno è stata l’ottavo attacco del campionato e che ha perso, a parere di chi scrive inspiegabilmente, il suo miglior marcatore stagionale.

Dybala svincolato lo considero un peccato mortale, un errore da matita rossa. La Joya percepisce a Roma uno stipendio di 4,5 milioni, appena uno in più di Rugani, per dirne uno. Meno di Arthur o di quanto ne percepissero Ramsey e Rabiot. Ero convinto che, quando ha deciso di liberarlo, la dirigenza avesse in pugno, o quantomeno in mente, il suo sostituto. Invece sta correndo ai ripari in queste ore, virando su Depay, qualora riuscisse a liberarsi dal Barcellona. Un comportamento inspiegabile e autolesionista. In sintesi, pur considerando gli acquisti tutti positivi, l’impressione è che la rosa bianconera sia, a pochi giorni dall’inizio del campionato, gravemente incompleta.

Nella mia griglia di partenza, vedo i bianconeri quarti, dietro le milanesi e la Roma, vera regina del mercato. Un quarto posto che non può essere accettabile a Torino, nell’anno del centenario della dinastia Agnelli. Di ambizioni europee, meglio non parlare, perché si rischierebbe di risultare catastrofisti. Bisogna essere realisti e guardare i fatti: la Juventus ha il merito di aver ridotto il monte ingaggi, ma la squadra ha ancora lacune evidenti, in tutti i reparti. Ha ringiovanito sensibilmente in gruppo, ma paga il conto in termini di esperienza e abitudine a certe gare e, negli ultimi anni, abbiamo visto tutti quanto conti l’esperienza in determinati momenti della stagione. La preoccupazione lascia spazio all’entusiasmo per l’esordio di lunedi sera contro il Sassuolo. Gli emiliani, già corsari la scorsa stagione allo Stadium, arriveranno arrabbiati per la bruciante ed inattesa eliminazione dalla Coppa Italia, ad opera del Modena. Vincere, non importa come, sarà fondamentale per prepararsi alla prima trasferta di Genova e, soprattutto, al big match contro la Roma del prossimo 27 settembre. Sperando che, nel frattempo, la dirigenza abbia colmato le lacune e dipanato i dubbi.