Il ricordo di Alessio: "Nel 2013 non ne andò bene una, in condizioni normali saremmo passati noi. Juve può farcela. Simulazione Bastoni? Persa un'occasione per essere obiettivi..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex calciatore e allenatore bianconero, Angelo Alessio, per parlare degli ultimi avvicendamenti in casa Juventus e non solo:
Non si può non parlare, in apertura, dell'espulsione di Pierre Kalulu da parte dell'arbitro La Penna.
"Il rosso a Kalulu ha condizionato la partita, è sotto gli occhi di tutti quanto successo sabato sera. Per l'errore così evidente dispiace abbastanza, l'unica cosa è che fai fatica a comprenderne il motivo. L'arbitro parte convinto di estrarre il cartellino, sembra aver visto l'evidenza di un fallo. Eppure poteva prendere un po' di tempo, visto che il Var non sarebbe potuto intervenire. La Juventus ha giocato davvero una grande partita, sia in 11 che in 10".
Senza l'errore arbitrale, a tuo parere, la Juve sarebbe riuscita ad uscire da San Siro imbattuta?
"Non si può sapere, però la Juve stava giocando meglio dall'inizio e il primo gol preso è stato abbastanza sfortunato. Comunque la Juve ribatteva colpo su colpo, era compatta e concentrata. I bianconeri stavano creando non poche difficoltà, anche in 10 lo hanno fatto. Dispiace proprio per quello".
Di arbitri ne stanno parlando proprio tutti, l'ultimo in ordine di tempo è stato Giorgio Chiellini (un tuo calciatore) ma anche Antonio Conte (che conosci benissimo) e Daniele De Rossi si sono espressi negativamente. Credi che Inter-Juve possa servire a trovare finalmente una soluzione a tutti questi problemi che a oggi sembrano irrisolvibili?
"Purtroppo è stato fatto un regolamento e cambiare è difficile. Sabato è stato aperto un nuovo argomento di discussione, sicuramente per un secondo cartellino può esserci bisogno di un controllo al Var. Specialmente come nel caso di Kalulu in cui appare evidente che non fa fallo né con le mani né con i piedi. C'era la simulazione di Bastoni, poi c'è chi non vuole vedere tutto questo e dimostra solo di non essere obiettivo".
Il riferimento, piuttosto sottinteso, sono alle parole di Chivu in cui giudica l'episodio come falloso. Pensi che abbia perso l'occasione di poter ammettere quanto accaduto?
"E' stata persa un'occasione, si poteva ammettere tranquillamente che non ci fosse fallo. Ma parliamoci chiaramente: chi lo fa oggi? Non lo fa nessuno".
Parlando di campo, che cosa ti sta piacendo di più della Juventus delle ultime settimane?
"Lo spirito di gruppo, c'è coesione e collaborazione da parte di tutti per cercare di ottenere il massimo risultato. C'è una buona sintonia, la squadra approccia bene le partite e mi auguro che possa essere così per tutte le partite più importanti che arriveranno. Bisogna mantenere questa voglia e determinazione, credo che tutto il popolo juventino sia rimasto contento della prestazione di squadra contro l'Inter. La speranza è che non ci siano cadute fragorose come successo qualche settimana fa".
La Juventus, nel giro di una settimana, si giocherà davvero tanto tra la Champions e l'impegno casalingo col Como. Poi a Istanbul, in effetti, non ci sono proprio bellissimi ricordi.
"Purtroppo sì, come scordarselo. C'ero anche io! Il Galatasaray ha tre o quattro individualità importanti, ma la Juve può avere buone possibilità se giocherà come nelle ultime settimane. La partita di domani sarà fondamentale, lo stadio sarà caldo e i giocatori troveranno un ambientino abbastanza particolare. Ma se ci sarà quella voglia lì e quella determnazione lì, i bianconeri potranno fare risultato".
Il più grande spauracchio è Osimhen, un po' come lo fu Drogba per voi, oppure intravedi altre individualità (già citate) in grado di dare fastidio?
"E' sicuramente il più importante, ma il Galatasaray negli ultimi anni ha speso non so quanti milioni per rinforzare questa squadra. L'obiettivo era di essere competitivo a livello europeo e alcuni giocatori sono di primo livello, poi ce ne sono altri buoni. Domani si partirà 50 e 50, ma la Juve può avere buone possibilità come dicevo poc'anzi".
Kenan Yildiz tornerà per la prima volta in Turchia da avversario. Credi possa essere la sua partita?
"Ti aspetti sempre tanto, è il giocatore trainante di questa squadra. Con l'Inter ha sempre cercato di creare superiorità, poi pian piano è diventata una partita di sofferenza e Spalletti ha provveduto a cambiarlo per esigenze di squadra. Credo che sia cresciuta tutta la squadra non solo a livello collettivo, bensì anche a livello individuale. Yildiz è il simbolo, ma anche altri stanno venendo fuori. McKennie? Vedo bene lui, Locatelli, Bremer e lo stesso Kelly che sta facendo sempre meglio. Non dimentichiamoci della presenza di Kalulu che è un fattore sia quando spinge che quando difende".
Ci aspettavamo un po' di più da Zhegrova e Adzic, che invece a questo punto continuano a non trovare regolarità in campo.
"Spalletti ha provato a far giocare Zhegrova dal primo minuto, ma forse non ha il ritmo ideale dal primo minuto. Potrebbe essere più efficace, al momento, a partita in corso. Ha fatto vedere che è in possesso di buone qualità, ma finché non gioca consecutivamente è difficile dare un giudizio definitivo su questo calciatore. Lo stesso discorso vale per Adzic, ma è lontano da quello che vuole l'allenatore".
Metto il dito nella piaga se chiedo di commentare insieme quella delusione di tredici anni fa?
"Ci sono cose che non dovrebbero accadere, e invece successero tutte quella sera. Arrivammo al campo anche presto, ma con difficoltà per via delle strade non completamente libere, aveva nevicato ma il campo era messo davvero male da una parte lo avevano sistemato, dall'altra c'era ancora fango. Nella parte in cui attaccavano loro era perfetto, nella nostra c'era difficoltà a muoverci e a giocare il nostro calcio. Poi prendemmo gol da Sneijder a pochi minuti dalla fine, lì finì tutto. Fu una partita molto strana",
Dalla sospensione al nuovo fischio d'inizio, ci furono una serie di problematiche che non vi fecero proprio avvicinare bene alla gara del giorno dopo.
"Non ne andò bene una, la programmammo in un modo e fummo completamente travolti da tutti gli eventi negativi che potevano capitare contro. Penso che quella partita si sarebbe dovuta giocare un po' più avanti, invece la Uefa spinse per terminarla nelle ore successive".
Domanda secca: senza tutto quello che successe, la Juve sarebbe riuscita a qualificarsi al turno successivo?
"Se si fosse giocata in condizioni normali, avremmo senz'altro superato il turno".
Si ringrazia Angelo Alessio per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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