Il parere di Galia: "Sembra di essere tornati ai miei tempi, ma meglio UEL da protagonisti che UCL da comprimari. No ad altre rivoluzioni in dirigenza..."
"Mi sembra di rivivere le stesse sensazioni dei miei tempi, ma il calcio è cambiato rispetto a quegli anni. Dispiace perché sembravano avercela fatta, poi non so cosa sia successo in quelle due partite in casa. La squadra non ha grandissima qualità e non ci sono calciatori in fare la differenza". Pensieri e parole di Roberto Galia, ex difensore in bianconero tra fine anni '80 e metà '90, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultim avvicendamenti in casa Juventus e non solo:
Però provando a ragionarci un attimo, cosa può essere successo con Verona e Fiorentina?
"Purtroppo la Juve non è arrivata con la giusta cattiveria, ma il Milan ha fatto anche peggio. Chi mi ha stupito non è tanto il Como ma più la Roma, la squadra di Gasperini non sembrava in grado di raggiungere la qualificazione. Ma ce l'ha fatta e questo significa che aveva qualcosa di diverso".
Hai vinto in carriera due Coppe Uefa e quindi conosci molto bene questa manifestazione. Premesso ciò, andare in Europa League può essere a tuo parere la giusta scintilla per provare a rompere questo blocco psicologico europeo che ormai dura da trent'anni?
"Paradossalmente meglio l'Europa League da protagonista che la Champions League da comprimario, ma devi vincere. Il discorso è sempre quello, valeva ai miei tempi come oggi. Noi poi siamo stati bravi ad aprire il ciclo, perché il successo con Trapattoni è stato l'antipasto di quanto poi raccolto in Europa dai bianconeri".
Che cosa ti aspetti dagli incontri che ci saranno nelle prossime ore?
"Innanzitutto la permanenza di Spalletti, lui ha già fugato questo dubbio in conferenza stampa ma spero possa restare. Spero non ci sia un'altra rivoluzione in dirigenza, piuttosto mi auguro una pianificazione in cui si possano fare delle scelte oculate. La società non è più quella di una volta e l'appeal della Juve è diverso dal passato, però può esserci la possibilità a mio avviso di prendere giocatori con fame e determinanti".
A fronte dell'arrivo di questi calciatori, chi andrà via?
"Ci sono tanti giocatori che non si sono dimostrati all'altezza, ma quello poi toccherà alla società decidere chi tenere e chi no. Sicuramente, legandomi al discorso fatto in precedenza, Koopmeiners non è stato determinante. E' stato pagato un sacco di soldi proprio per fare la differenza, ma la piazza di Torino che ora è arrabbiata non è affatto uguale a quella di altre squadre. Per cui si poteva mettere anche in preventivo un suo fallimento".
Si ringrazia Roberto Galia per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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