I due volti dell'assemblea di ieri

I due volti dell'assemblea di ieriTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 26 ottobre 2018, 06:30Primo piano
di Giulia Borletto

"Cambia prima di essere costretto a farlo" sentenziava Jack Welch. Andrea Agnelli sceglie questa frase del manager statunitense per spiegare la decisione di dire addio a Beppe Marotta. "Nessuna figura esterna prenderà il suo posto, ma il tutto verrà ridistribuito tra chi già è presente in organico" ha continuato il numero uno della Juventus. L'addio del direttore bianconero subito dopo la vittoria sul Napoli continua a non essere completamente compresa. Marotta era a Torino da 8 anni e come detto dal presidente " ha contribuito alla crescita della Juventus in questi anni. Ha avuto la capacità di far crescere professionisti sotto di lui, far crescere futuri professionisti che ora possono prendere il suo ruolo". Un ringraziamento che però suona anche come una piccola beffa. "Un leader sa creare persone in grado di assumersi responsabilità superiori.

Oggi la Juventus ha una nuova leadership ma lo stesso organizzativo di prima" spiega poi in conferenza stampa. L'introduzione che invece ha preceduto l'inizio dell'Assemblea Azionisti di ieri mattina è stata molto lunga, quasi un'ora di discorso in cui Agnelli racchiude tutto: appunto dagli addii di Marotta e Mazzia, all'arrivo di Ronaldo, ai traguardi raggiunti e da raggiungere, al caso biglietti-rapporti tra curva e organizzazioni criminali riaperto dalla trasmissione Report. Si parla di striscioni "canaglia" fatti entrare in occasione di un derby, fatti entrare senza il benestare del security manager D'Angelo, secondo Agnelli, e il tutto prontamente smentito tramite twitter dalla stessa trasmissione della Rai, usando delle intercettazioni telefoniche dettagliate. "Le carte bisogna trovarle e leggerle" continua il presidente. "Io ad esempio ho qui un verbale di spontanea dichiarazione datato marzo 2014 in cui l'autore di quello striscione confessa di essere l'autore e dichiara di "Introdurre lo striscione in questione. Lo ripiegavo su sé stesso e lo occultavo sulla schiena sotto la felpa che indossavo". Il discorso sembra non dover finire in maniera cosi semplice. Continuerà in separata sede: lunedì anche, di nuovo, su Rai3.