GOOD START

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lunedì 30 luglio 2018, 13:00Primo piano
di Caterina Baffoni

 

Triplice fischio e duplice soddisfazione per un'esaltante Juve che ben figura durante le prime due uscite stagionali dell' International Champions Cup. 

I campioni d'Italia inaugurano la serie di amichevoli estive negli Usa con un primo successo sui campioni tedeschi del Bayern Monaco in quel di Philadelphia imponendosi per ben 2 reti a 0 e ringraziando la vena realizzativa del giovane Favilli che insaccava per ben due volte alle spalle di Ulreich nel giro di soli sette minuti. Madama si è poi ripetuta con un altro successo a discapito del Benfica, sconfitto ai calci di rigore dopo l'1 a 1 dei tempi regolamentari mettendo in evidenza le qualità di un altro giovane promettente, direttamente dal vivaio bianconero: Luca Clemenza, anch'egli classe '97, che con un tiro micidiale dalla lunga distanza all'incrocio dei pali ha saputo mettere in risalto le proprie doti. Assolute protagoniste dunque le due punte bianconere che confermano le promettenti aspettative del giovane patrimonio del club, perchè in attesa di Cristiano e senza le altre gemme luccicanti della casa, la Juve ha comunque iniziato a prendere forma.

ll boom dei giovani attaccanti non ha tolto però luce ai nuovi dentro ai mille e più esperimenti obbligati di Max Allegri dove la curiosità si è focalizzata sugli acquisti di stagione. Il modulo iniziale in entrambi i match è stato una sorta di 4-4-2  che ha permesso ad Emre Can di farsi largo a sinistra in stile Matuidi e a Cancelo di prendersi la scena dall’altro lato del campo, ma poi con il passare dei minuti il tedesco si è ripreso zolle a lui più congegnali, sul centro-destra. Nel ridisegnato 4-3-3 ibvece, adottato nel match contro il Benfica, Cancelo stesso si è spostato poi a sinistra e Bernardeschi si è allargato a destra: piedi invertiti sulle fasce e buona corrispondenza con Favilli.

Queste prime uscite nel suolo americano hanno dunque permesso di scrutare e mettere in risalto le doti del portoghese ex Inter, soprattutto dando prova di ciò che potrebbe essere: scatti e incursioni devastanti e piede educato che si riflette nella naturalezza del controllo e in modo positivo anche nella facilità del dribbling. Nonostante il vasto repertorio da sfoggiare negli uno contro uno, si intravede chiaramente tanto potenziale ancora inesplorato. Tante sovrapposizioni, tanti tagli interni palla al piede, tanti isolamenti con varietà di soluzioni e di variazioni all’interno dello stesso spartito. Certo, le sue sono condizioni comunque in forte dipendenza dal contesto di squadra che può rafforzarne ulteriormente l’attrazione magnetica verso la linea laterale e giocando quindi sulla possibile creazione di interazioni nelle catene laterali. Un prospetto che per gli obiettivi di breve e lungo termine di Madama, può farsi già estremamente interessante.

 Così come Can, che invece si è dedicato a un pressing forsennato davanti ai compagni: tanti contrasti e pochi passaggi per una condizione fisica iniziale poco brillante, quella del turco-tedesco, giustificata da un finale di stagione "red" che ha saputo assorbirgli molte energie, e che dovrà reintegrare con altra benzina nel motore per entrare in ritmo e sciogliere un pò di "pesantezza" nelle gambe. 

Eppure il centrocampista ex Liverpool sarà una pedina determinante per lo scacchiere di Max Allegri.  Oltre alla versatilità, a Emre Can va infatti riconosciuta la dote della completezza fisica. Non due variabili indipendenti, ma strettamente legate tra loro, perché è in parte merito della sua completezza se Can può essere impiegato in varie zone del campo; e in senso inverso è proprio la sua versatilità tattica a fare del nuovo ventitre bianconero un giocatore completo, capace di fare tutto in mezzo al campo. I suoi numeri restituiscono un centrocampista più concentrato a svolgere il suo ruolo in mediana che nell’ultimo terzo di campo, e questo sarà strategico per l'organizzazione tattica di Max Allegri in mezzo al campo, dato che si tratta più di un facilitatore di gioco che di un costruttore o di un giocatore creativo. 

La sua tecnica di passaggio, specie sul corto, ma anche sul lungo, è buona con entrambi i piedi, pur essendo un destro naturale. Cresciuto all’interno del nuovo corso tattico del calcio, che accoppia l’aggressività del pressing a una gestione ragionata, seppur verticale del pallone, Emre Can sarà una pedina fondamentale proprio per l'essere in grado di fare circolare in maniera efficiente il pallone soprattutto negli spazi più angusti.

Vanno sottolineate anche le ottime prestazioni di Mattia Caldara, il giovane e promettente difensore bianconero che sembrerebbe essere ancora in attesa di conoscere il proprio futuro, e di Mattia Perin, nel ruolo che fu di Buffon e che sarà di Szczesny. L'ex Genoa, per nulla paventato dalla spavalderia iniziale tedesca e dalle danze alternate del Benfica, ha mostrato sicurezza e carisma con uscite alte, basse, parate difficili e interventi più basici. Insomma: campionario completo che sicuramente ha soddisfatto l'allenatore in questa fase iniziale.

L'estate sorride dunque alla Juventus che, in trepidante attesa di chiudere l’ICC con le sfide di mercoledì 1 agosto contro l’MLS All Stars ad Atlanta e quella di Washington contro il Real Madrid  in programma sabato 4 agosto alla mezzanotte italiana, vince e convince oltreoceano e comincia a fare sul serio: ora che a Torino è atterrato anche un "certo" Cristiano Ronaldo...