ESCLUSIVA TJ - ZANIMACCHIA: “Consapevoli di aver fatto la storia con la Coppa Italia. Crediamo alla Serie B. Che impressione la mentalità della prima squadra”

08.07.2020 11:00 di Simone Dinoi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA TJ - ZANIMACCHIA: “Consapevoli di aver fatto la storia con la Coppa Italia. Crediamo alla Serie B. Che impressione la mentalità della prima squadra”

12 febbraio 2020, stadio Moccagatta di Alessandria. Alla Juventus Under 23 di Fabio Pecchia serve rimontare il 2-0 della semifinale d’andata di Coppa Italia Serie C contro la Feralpisalò. I bianconeri chiudono avanti 1-0 i primi 45 minuti; al minuto 55 l'allenatore juventino inserisce Luca Zanimacchia per proseguire nel ribaltone. Soli quattro giri d’orologio e il classe 1998 pennella su punizione il raddoppio per poi, nei tempi supplementari, firmare la doppietta personale e portare i suoi in finale. Il resto è storia con il trofeo alzato sotto il cielo di Cesena lo scorso 27 giugno contro la Ternana. L’attaccante, acquistato dalla società bianconera dal Genoa, ha vissuto una stagione ricca di soddisfazioni trovandosi anche spesso e volentieri a contatto con Cristiano Ronaldo e gli altri della prima squadra per allenarsi con i più grandi e convocato a più riprese da Maurizio Sarri. Luca Zanimacchia, nato a Desio quasi 22 anni fa, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di Tuttojuve.com le emozioni del primo titolo e l’avvicinamento alla sfida playoff contro il Padova.

Luca, doveroso cominciare con il trionfo in Coppa Italia: quanto credevate nella vittoria prima della finale e che sensazioni hai provato quando l’arbitro ha fischiato la fine?

Credevamo tanto a questa vittoria perché la rimonta nella gara di ritorno con la Feralpisalò ci ha dato tanta consapevolezza dopo una partita d’andata dove avevamo meritato ma raccolto meno di quanto creato. Prima della finale eravamo tanto convinti di noi stessi perché sapevamo di aver lavorato bene anche durante il periodo di lockdown. Avevamo tanta voglia di vincere per entrare nella storia e perché meritavamo la vittoria per il percorso fatto. Quando l’arbitro ha fischiato la fine eravamo tutti stremati perché faceva molto caldo, ma eravamo felicissimi per il trionfo”.

Tra l’altro tu hai un rapporto speciale con la Coppa Italia: hai segnato il primo gol della storia dell’U23 proprio in questo torneo ormai quasi due anni fa. Avresti mai immaginato quel giorno di portare a casa questo titolo?

L’anno scorso siamo usciti alla seconda partita, non avevamo avuto neanche il modo di pensarci. Quest’anno invece il mister già dalla prima gara ci credeva tanto. Ci ha sempre detto che la Coppa Italia era importante. Abbiamo lavorato sempre bene, con la voglia di vincere e di andare avanti in questa competizione. Anche perché ci ha permesso di entrare nella griglia dei playoff avanzando già alla fase nazionale. In più ci ha dato tanta soddisfazione perché abbiamo vinto una finale contro una squadra forte”.

Hai realizzato l’importanza di questo trofeo e il fatto che resterete nella storia della Juventus ma anche dell’Italia calcistica?

Nello spogliatoio si vede e si sente che abbiamo realizzato qualcosa di grande. Al secondo anno di vita di questa seconda squadra magari da fuori non ci si aspettava che potessimo subito vincere un trofeo. Noi però ci credevamo e avevamo tanta voglia di dimostrare il nostro valore di squadra e individuale di ogni ragazzo”.

Quanto vi può essere utile aver acquisito ancor più consapevolezza grazie a quella coppa in bacheca per affrontare i playoff?

Ci aiuterà senza dubbio. Il Padova è una squadra forte però lo siamo anche noi e non dobbiamo pensare troppo al risultato. Dobbiamo cercare di scendere in campo spensierati come ci dice sempre il mister, di fare il nostro calcio senza pensare troppo. Dobbiamo riportare ciò che facciamo in allenamento in gara”.

Nel tuo percorso stagionale, estromettendo la coppa vinta, qual è il momento che ricordi con maggior felicità? E quale il punto di svolta della tua stagione?

L’inizio della stagione è stato un po’ un’altalena: prima giocavo, poi un po’ meno. A livello mentale c’è stata un partita che mi ha dato maggiore consapevolezza dei miei mezzi ed è stata quella contro l’Alessandria. In ogni caso sia io che la squadra stavamo lavorando bene e sarebbe arrivato il momento in cui saremmo esplosi. Abbiamo iniziato a ingranare tutti quanti, a livello di gruppo e individuale. Da metà stagione abbiamo dato la svolta”.

Ora i playoff: con che spirito ci arrivate? Avete in testa l’obiettivo Serie B?

Con tanta voglia. Arrivati a questo punto c’è solo la volontà di andare avanti. Crediamo tutti alla Serie B anche perché non sono tante partite. Può succedere di tutto, noi siamo giovani, abbiamo entusiasmo, energie e qualità fisiche. Vogliamo ottenere il massimo”.

Ci racconti che allenatore è Fabio Pecchia e cosa vi ha detto prima e dopo la finale?

Il mister ci tiene sempre sul pezzo, quando molliamo mezzo centimetro ce lo fa subito notare. Prima della sfida con la Ternana ci ha detto di giocare spensierati come se giocassimo una partita fra amici senza riflettere troppo sul fatto che stessimo per giocare una finale. Però sempre con determinazione, consci del fatto che ci fosse in palio qualcosa di importante”.

Ti senti particolarmente cresciuto e migliorato quest’anno?

Sì, dopo un anno e mezzo di Serie C un giovane acquisisce maggiore sicurezza: impara dal campionato e a lavorare diversamente rispetto a come faceva in Primavera dove ti metti alla prova con i tuoi coetanei. A questo livello invece ci sono ragazzi di esperienza come Marchi, Alcibiade, Brunori, Nocchi che ti insegnano a lavorare. Poi anche il mister ci ha aiutato tutti”.

Ti faccio due domande sui compagni: ce n’è qualcuno che secondo te ancora deve mostrare il suo valore? E con chi hai costruito maggiormente un rapporto che va oltre il campo?

Lavoriamo tutti bene. Siamo ragazzi con qualità fisiche e tecniche elevate, basta un episodio per cambiare la stagione. Ci alleniamo tutti a duecento all’ora, abbiamo voglia. La Juve ci mette nelle condizioni migliori per allenarci in maniere ottimale. Chi ha giocato meno, nelle sedute d’allenamento va comunque fortissimo e prima o poi tutti verranno fuori. Extra campo mi trovo bene con tutti: con i miei coetanei Beruatto, Frabotta e Di Pardo esco un po’ di più, ma ho un bel rapporto anche con i più grandi”.

Qual è il tuo idolo?

Ronaldo mi sembra scontato dirlo… Pensando alla prima squadra della Juve, Dybala, Douglas Costa, Bernardeschi ma anche Higuain… Fanno tutti un altro sport. Da loro noi ragazzi prendiamo maggiore spunto. Quando ero piccolo guardavo i video di Ronaldo al Manchester: le sue giocate, i numeri”.

Hai avuto modo di allenarti con grande continuità con la prima squadra: come ti sei trovato e cosa ti ha impressionato di più?

La mentalità e la voglia che mettono anche quelli che hanno già vinto trofei importanti. Si allenano sempre con costanza, determinazione e volontà di raggiungere nuovi obiettivi che si prefissano in testa, altrimenti non lavorerebbero con tutta questa voglia. Mi ha impressionato questa dedizione, ma anche l’intensità e la qualità di giocate e movimenti”.

Hai ricevuto qualche consiglio speciale?

“Gli allenatori ci aiutano tanto. Anche il mister in seconda e i collaboratori sono sempre disponibili con noi ragazzi”.

Se chiudi gli occhi e pensi ai prossimi 3 anni: cosa vedi?

Voglio pensare a un futuro più roseo possibile. Voglio immaginarmi in Serie A però so che la strada è lunga e difficile e che bisogna lavorare tanto. Ma credo che ognuno abbia il suo percorso e che possa venire fuori prima o dopo. Ho intenzione di lavorare con la giusta mentalità e togliermi delle soddisfazioni”.

Si ringrazia la Juventus, Luca Zanimacchia e l’ufficio stampa bianconero nella persona di Gennaro Cappiello per la disponibilità.