ESCLUSIVA TJ - Michele Paramatti: "Dybala interessante, Cuadrado sarà un'arma importante. Campionato equilibrato perchè la Juve non si è staccata. E su Del Piero..."
La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il giocatore ex bianconero, Michele Paramatti, per parlare approfonditamente della sfida di campionato con il Bologna e non solo:
Ciao Michele, cosa pensi dell'attuale momento che sta vivendo la Juventus?
"La Juventus ha cambiato interpreti importanti ed è stata ridisegnata con nuovi innesti che devono integrarsi al meglio. Bisogna aspettare un po' perchè diano il loro massimo contributo".
Le vittorie in Europa possono curare i mali che ci sono in Italia?
"Vincere fa sempre bene perchè crea una positività all'interno dell'ambiente, genera buonumore. Si può lavorare ancora meglio, ma la falsa partenza avuta in campionato non la ritengo molto preoccupante. Può colmare il gap? Negli anni scorsi aveva un margine tale che adesso ha voluto un attimino colmare quel gap rispetto alle altre squadre (ride ndr). Scherzi a parte, alcune situazioni hanno girato in modo sfavorevole e, come dicevo prima, la Juve deve ancora creare un nuovo gruppo affinchè sostituiscano le partenze estive. Quei giocatori furono estremamente determinanti nelle ultime vittorie".
E dei nuovi arrivi chi ti sta più convincendo?
"Dybala è un ragazzo interessante e potrà fare delle grandi cose, mi dispiace per il tempo perso da Khedira e il tedesco è un giocatore importante, Cuadrado sarà un'arma molto importante appena sarà entrato completamente nei meccanismi del mister".
Che tipo di partita sarà Juventus-Bologna? Una partita di medio-basso livello come suggerisce la classifica?
"Sarà il match della squadra che lotterà per lo Scudetto contro quella che lotterà per la salvezza. Questo è l'obiettivo del Bologna, che vuole consolidare la categoria per poi fare una programmazione a medio-lungo termine. C'è una certa differenza tra le due compagini".
Il campionato lo vedi più equilibrato quest'anno?
"Sì, lo dicono i risultati. Nonostante Inter e Fiorentina siano al primo posto, ci sono squadre come Sassuolo e Torino che sono subito a ridosso. Mi sembra possa essere un campionato più equilibrato rispetto a quelli passati considerando, poi, che la Juventus non si è staccata come negli anni scorsi. Competitor bianconeri? Quest'anno ci può esser qualche sorpresa, che può arrivare in fondo e dar fastidio. Sassuolo o Torino? Le ricordavo prima, ma ce ne sono tante altre. Il Sassuolo ha lavorato bene negli anni con un allenatore molto valido e sta raccogliendo i frutti di un gruppo che si conosce e che gioca quasi a memoria; il Torino ha degli ottimi giocatori ed è nella parte sinistra della classifica da ormai qualche anno. Potrebbero essere due outsider".
A proposito di Sassuolo, secondo te Domenico Berardi potrebbe arrivare già a gennaio?
"Già lo scorso anno aveva le potenzialità per potersi ritagliare uno spazio nella rosa bianconera. Nella Juve è difficile trovare tutto lo spazio che invece puoi trovare in una realtà piccola come Sassuolo o Bologna, e quindi la scelta di lasciarlo li un altro anno la condivido per la maturazione del giocatore che poi potrà dare il massimo una volta che verrà richiamato. Gennaio o giugno? Meglio l'anno prossimo".
Che ricordi hai nei tuoi trascorsi alla Juve?
"Fantastici! Sono stati due anni bellissimi dove ho conosciuto il meglio del calcio, quello al top. E' stata un'esperienza umana e lavorativa fantastica coronata dalla vincita del campionato che è l'obiettivo massimo che si prefigge un calciatore quando inizia a giocare. Tra l'altro ti anticipo che ritornerò martedì a Torino e li mi sono trovato davvero bene".
Il calciatore più forte con cui hai giocato?
"Ho giocato con tantissimi campioni, e per me questo è motivo di soddisfazione e di orgoglio. Il giocatore simbolo, per me, è Alessandro Del Piero sia per le qualità tecniche e sia per le qualità umane. E' l'esempio che tutti i ragazzi devono seguire. Del Piero leader silenzioso? I ragazzi intelligenti seguono gli esempi buoni. Con il suo comportamento, la sua dedizione al lavoro e i suoi risultati sul campo credo possa rappresentare un leader a cui ispirarsi. Tornando alle qualità tecniche era uno spettacolo ammirare Zinedine Zidane nelle sue evoluzioni con la palla, per non dimenticare poi David Trezeguet, Edgar Davids, Gianluigi Buffon".
Infine un'ultima curiosità: cosa ci puoi raccontare del 5 maggio 2002?
"Ricordi fantastici. Novanta minuti vissuti intensamente sia sul campo di Udine che su quello di Roma con la radiolina. Un'alternarsi di emozioni per poi esplodere nella gioia per la vittoria del campionato e per la festa che i tifosi ci hanno fatto, per il raggiungimento di quel risultato che l'anno prima era mancato. Ci credevamo, così come la Juve due anni prima perse il campionato c'era la possibilità che potesse ripetersi ciò. Ad Udine volevamo provarle tutte e volevamo poi attendere notizie positive dall'Olimpico. Che arrivarono".
Si ringrazia Michele Paramatti per la massima disponibilità dimostrata.
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