ESCLUSIVA TJ - Michelangelo Rampulla: "Buon margine da difendere in Champions. La Juve può risalire in Serie A ma non è la mia favorita. Su Tevez, Lavezzi ed Hernanes...."
La Redazione di Tuttojuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex estremo difensore bianconero, Michelangelo Rampulla, per parlare del prossimo match di campionato e non solo:
Buongiorno Michelangelo, di Borussia-Juve salvi solo il risultato?
"No, assolutamente. Per come si era messa la gara e per come poi è proseguita nel secondo tempo, io terrei in considerazione lo spirito di sacrificio dei giocatori bianconeri, la voglia di lottare su ogni pallone e anche difendersi. Perchè, poi, a volte ci sono anche le squadre avversario che ti mettono sotto per la forza fisica e una miglior condizione, senza dimenticarci che avevano un uomo in più".
Cinque punti da gestire sul Siviglia in due partite. E' fattibile?
"Sì, non dico che il più sia fatto ma a due giornate dalla fine credo che quei cinque punti di vantaggio siano un buon bottino da difendere oltre che un buon margine".
Se volessimo trovare il pelo nell'uovo, nel 2009 con quattro punti da difendere alla Juve non andò bene...
"Ero presente in quella Juventus. La partita sbagliata fu quella di Bordeaux, dove ci presentammo con qualche defezione di troppo e perdemmo. Poi incontrammo un Bayern Monaco davvero troppo forte".
In questa stagione, la Juve è andata in svantaggio 8 volte su 16 match disputati e ha preso 7 volte gol al primo tiro nello specchio. E' solo un dato statistico?
"E' un po' di sfortuna (ride ndr). Succede, può capitare. Ci sono delle volte in cui ti tirano venti volte in porta e non prendi gol e altre volte in cui subisci subito gol alla prima occasione. I momenti non positivi prima o poi dovranno finire. Forse i bianconeri si scoprono troppo attaccando perchè poi ci sta a prendere qualche gol in più rispetto alle altre squadre".
Perchè poi la difesa continua a lavorare allo stesso modo...
"Lavora molto, è vero. E' molto dispendioso. Complessivamente ha concesso molto poco agli avversari ma, forse, proprio per il troppo lavoro concede di più e questa può essere una chiave lettura".
Per Buffon, ormai, non si sprecano più parole. Ma quando arrivò a Torino nel 2001, avevi già intravisto delle doti che ti facevano pensare al fatto che sarebbe diventato, per distacco, il migliore al mondo?
"Lui aveva già fatto vedere a Parma le sue doti. Con il passare del tempo, oltre alle doti fisiche e tecniche, ha aumentato il bagaglio di esperienza e non ha avuto grossi infortuni in carriera - senza dimenticarci quello alla schiena -. Vederlo in allenamento da compagno di squadra e vedendolo mentre lo allenavo, le sue doti si intravedevano eccome. Differenze con altri ex portieri bianconeri? La differenza è che Peruzzi era più esplosivo fisicamente, più reattivo grazie alla sua grande forza nelle gambe. A livello tecnico, Peruzzi, era di una categoria superiore a tutti. Buffon, invece, riesce a fare tutte le con una semplicità tale che rende più facili anche le cose più difficili. E questo la dice lunga sulle sue qualità da portiere".
Rimanendo in tema, hai avuto davanti grandissimi estremi difensori...
"Ho avuto la fortuna/sfortuna di aver avuto davanti i migliori portieri che l'Italia ha mai avuto. Peruzzi e Van Der Saar possono collocarsi sicuramente al livello del più grande, Dino Zoff. Non ho avuto la fortuna di conoscere, calcisticamente, Albertosi e di certo non la scopro io la scuola italiana".
Ma a Neto, in questo momento specifico della sua carriera, conviene far da chioccia a Buffon?
"Un anno o due li può fare, son convinto che se ha pazienza gli farà del bene apprendere e guardare dal più forte del mondo. Ovviamente c'è il rovescio della medaglia perchè solo giocando acquisisci esperienza e minuti importanti nelle gambe".
Dybala è arrivato al momento giusto della Juve?
"Bella domanda (ride ndr). Era più facile arrivare l'anno scorso o due anni fa quando la squadra vinceva sempre, ma avrebbe avuto meno opportunità di mettersi in mostra. Se passa questo brutto momento, la Juve ha tutte le qualità tecniche, di squadra per poter tornare a competere. Vedere le qualità di un giocatore quando la squadra non vince è sempre fine a se stesso, è più facile che saltino agli occhi quando si vince. Ma Dybala, per me, è arrivato al momento giusto".
Qualche tempo fa hai svelato che la Juve fu vicina a Xabi Alonso e Mascherano. Ma con Rafinha e Suarez, negli anni in cui hai lavorato tu, ci furono contatti?
"Non te lo so dire, so di Mascherano e Xabi Alonso. Anche di Tevez stesso, prima che andasse a giocare in Inghilterra. Poi non se ne fece più niente solo dal lato economico, perchè costavano tanto. Quelli che mi citavi sono due giocatori forti, soprattutto Suarez per la sua carriera calcistica".
Discorso campionato: che partita sarà quella di Empoli?
"Ad Empoli sarà una partita molto difficile e molto delicata. I toscani sono una buona squadra e servirà una Juve molto concentrata e dovrà fare una buona prestazione per vincere al Castellani".
Credi che la Juve possa risalir la china?
"E' difficile dirti se al primo, al secondo o al terzo posto, ma la Juventus nel giro di qualche partita tornerà nelle posizioni in cui le competono. Di certo, l' aver rincorso la vittoria fino all'ultimo minuto con il Torino la dice lunga sul fatto che la Juve possa rientrare nel giro scudetto. Altre squadre? A me piace molto la Fiorentina, l'Inter è molto pragmatica e ha avuto tanti risultati a suo favore. Il Napoli sta facendo un grandissimo campionato, sta giocando bene, sono molti motivati e hanno preso entusiasmo. Si potranno giocare il titolo con la mia favorita di oggi, la Roma".
Suggestione Lavezzi. Tu cosa ne pensi?
"E' un grandissimo giocatore, averlo in squadra sarebbe un bel biglietto da visita e credo possa essere utile. Ma a volte i nomi non bastano e possono non fare al caso tuo. Non so se serva davvero un giocatore dalle caratteristiche di Lavezzi, credo serva più un giocatore come Pirlo perchè in quella posizione hai delle mancanze. Nuovo Pirlo? Trovarne un altro è molto difficile. Chi potrebbe fare il suo gioco è Verratti del PSG, è fuor dubbio. Ma far giocare Hernanes in quel ruolo non mi sembra assurdo. Ripensando a Pirlo che da trequartista è divenuto un costruttore di gioco, il brasiliano usa destro e sinistro indifferentemente e sa giocare a calcio. Potrebbe essere quello il suo ruolo e quando uno sa giocare lo fa bene in tutte le posizioni".
La tua parata più bella?
"Non saprei, ti dico tutte quelle che ho fatto. Mi son piaciute tutte (ride ndr). Compagno più forte? Mi riallaccio al discorso di prima sui colleghi che ho avuto alla Juve, parlo di Peruzzi o Buffon. Son quelli che più mi hanno impressionato, ma ho giocato anche con Vialli, Baggio, Del Piero. Mi sarebbe facile dir Zidane, è nell'Olimpo di tutti i tempi, ma ho giocato con grandissimi campioni. E' difficile una scelta. Avversario più forte? Son stato fortunato perchè ho incontrato i migliori al mondo: Maradona, Van Basten, Gullit. Ce ne sono di tutti i gusti, il top rimane però Maradona".
Si ringrazia Michelangelo Rampulla per la cortesia e l'enorme disponibilità dimostrata.
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Responsabile testata: Francesco Cherchi
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