ESCLUSIVA TJ - Luca Pellegrini: "Momento peggiore per affrontare la Juve, bisogna sperare in una loro giornata storta. Fui vicino ai bianconeri. Conosco Marotta dal 1973..."
La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex capitano blucerchiato che si fregiò del titolo di campione d'Italia nella stagione 1990-1991, Luca Pellegrini, per conoscere il suo punto di vista riguardo la sfida di domenica sera:
Buongiorno Luca, volevo chiederle il suo punto di vista riguardo Sampdoria-Juventus...
"E' il momento peggiore per incontrare la Juventus perchè, al di là delle otto vittorie consecutive, è sempre convincente in campo. Dal Palermo in avanti e con la vittoria nel derby, la Samp sta metabolizzando i metodi del nuovo allenatore. Probabilmente non ci sono giocatori con le caratteristiche spumeggianti a cui è abituato Montella, ma la sua intelligenza fa sì che al centro del progetto ci siano le loro qualità e non la sua idea di calcio".
Come si può battere questa Juventus?
"Vuole che dia io una chiave di lettura quando tante squadre quest'anno non son riuscite a batterla? Non ho nemmeno il patentino (ride ndr), ma c'è da augurarsi soltanto che gli interpreti della Juventus non siano in giornata di grazia. In questo momento stanno talmente bene che se anche due o tre non sono in giornata, ci sono gli altri che fanno tranquillamente la differenza. Tra le mura amiche, a parte il passaggio a vuoto col Sassuolo che derivava da una crisi di identità, ha sempre fatto valere il fattore Ferraris ma contro questa Juve conta poco perchè i bianconeri hanno sempre lo stesso atteggiamento".
Se fosse ancora capitano della Sampdoria, come motiverebbe Eder e compagni?
"Quando giochi contro la Juventus, le motivazioni si moltiplicano senza bisogno che ci sia uno stimolo in particolare. Ma c'è una differenza: la mia Samp aveva una personalità da vendere e non avevamo paura di nessuno. Non bisogna aver paura di un avversario, altrimenti si cambia lavoro. Qui, invece, non conosco bene la personalità della squadra ma non è ai livelli massimali. E nel calcio moderno, è stato dimostrato che non bisogna esser i più bravi ma i più forti e anche il più debole può riuscire a prevalere".
Chi potrà decidere l'incontro?
"Qualsiasi nome estragga dalla Juventus, possono determinare tutti l'esito del match perchè hanno tutti tanta qualità. Nella Samp si parla di solito dei vari Eder piuttosto che di Cassano, più assistman per giocatori come Muriel o lo stesso Eder, oppure Fernando. Sono loro i fiori all'occhiello dei blucerchiati. Altrimenti ti può capitare un calcio piazzato, ma in quel frangente li vedo in svantaggio rispetto ai bianconeri perchè hanno meno frecce nel loro arco".
Le chiedo un pronostico... Chi vincerà?
"Non ho mai giocato una schedina e non ho mai indovinato un risultato in vita mia. Direi una partita da tripla (ride ndr)".
Che ricordo ha di quello Scudetto conquistato da capitano di quella Samp?
"E' l'ultimo Scudetto vinto da una provinciale, perchè era successo anche a Cagliari e Verona. Da allora vincono sempre le solite note: Juventus, Milan, Inter, Roma e Lazio. Queste ultime due, nello specifico, hanno un blasone diverso rispetto a quelle che citavo all'inizio. Ho un ricordo bello perchè è stata una cavalcata fantastica, tutto frutto da una progettazione. Non penso fu mirata alla conquista del campionato perchè lo chiesi al ds dell'epoca, il dottor Borea. Ogni anno la Samp acquistava il talento migliore della b e della c, a parte Roberto Mancini che venne acquistato giovanissimo dopo che esplose nel Bologna. Questa cosa è cresciuta con la maturazione di tutti noi, perchè meno male è un gruppo che coeso in 6-7 anni e riuscivamo a rimanere competitivi fino alla fine".
Avevate contro il Milan degli olandesi, il Napoli di Maradona...
"L'Inter dei tedeschi, la Juve non era competitiva come lo è ora. Quando si vince per la prima risulta poi anche simpatico, a differenza di chi vince tutti gli anni che diventa fastidioso. La nostra vittoria diede piacere allo sportivo perchè rompeva quella che erano le egemonie dell'epoca. Fabio Capello, nel 1992, quando ero in tournee a Toronto col Milan mi disse: 'Luca, voi insieme a noi eravate il gruppo italiano più forte'. Poi loro avevano degli stranieri molto forti, ma noi avevamo Cerezo che non si sapeva quanti anni avesse, Katanec e Michajličenko. Il Presidente ha sempre preso delle buone occasioni. Segreto? La spensieratezza, perchè Boskov era uno di noi. Non era il martello alla Trapattoni, alla Capello o alla Ottavio Bianchi. Ci lasciava vivere e da noi non c'era l'esasperazione del risultato a tutti costi; la nostra piazza si accontentava di quello che facevamo nel corso degli anni. Quando arrivai io negli anni '80, mi parlavano ancora della Samp giunta quarta in campionato composta da giocatori come Azeglio Vicini. L'appetito è venuto poi mangiando".
Curiosità personale: è mai stato vicino alla Juventus?
"Ufficialmente non ci fu mai la possibilità, ufficiosamente mi dissero che c'era la stata possibilità assieme ad un mio compagno di passare in bianconero. Noi potevamo essere il supermarket delle grandi squadre, ma in questo è stato bravo il Presidente che era un vero fiore all'occhiello. Non aveva bisogno di aiuti ma si autofinanziava, era un calcio in cui i soldi li mettevano - e ci tengo a precisarlo - mentre in quello attuale li prendono. E' cambiato il concetto. Magari, oggi, le società le mandano avanti ugualmente ma lo stipendio lo percepiscono. Mi lasci aggiungere una cosa...".
Prego.
"Avete la fortuna di avere Beppe Marotta, che conosco dal 1973. Io lo conobbi quando avevo dieci anni e lui, a sedici, apriva le porte dello stadio di Varese indicando chi doveva fare il raccattapalle quantificandone successivamente il numero. Beppe è cresciuto con dei valori e dei principi poichè conosce il calcio di allora e quello odierno. Uno come lui ci sguazza in questo mondo (ride ndr) perchè ha delle basi solidissime. Ricostruzione Juventus? Li ci è voluta anche la lungimiranza delle persone che lo hanno scelto".
Ringraziamo il gentilissimo Luca Pellegrini per la cortesia e la massima disponibilità dimostrata.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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